Il 13° pacchetto di aiuti militari italiani all’Ucraina sarebbe pronto, ma resta congelato. Secondo La Repubblica, il governo di Giorgia Meloni starebbe aspettando di vedere l’esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, in programma il 3 novembre, prima di decidere se procedere. È una ricostruzione giornalistica del rinvio, non la conferma che il pacchetto verrà approvato dopo il voto.
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Un via libera atteso più volte
La decisione sarebbe slittata da luglio a settembre, poi a dopo il congresso della Lega e, ora, forse a dopo le elezioni Usa.
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Secondo le ricostruzioni, l’Italia non invia un nuovo pacchetto di aiuti militari a Kyiv da dicembre 2025. Il ministero della Difesa ha inoltre dichiarato che il Parlamento ha autorizzato il governo a inviare aiuti anche nel 2026, ma che, alla data della nota, nessun aiuto era stato formalizzato. Autorizzazione parlamentare, formalizzazione e consegna sono passaggi distinti.
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Aster 30 e il piano di difesa aerea
Tra le dotazioni attese ci sarebbero i missili intercettori Aster 30, destinati alla difesa aerea. La Repubblica aveva anche riferito di un impegno con la Francia a fornire materiale entro la fine di ottobre: una scadenza che il protrarsi dello stallo mette sotto pressione.
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In precedenti resoconti il pacchetto era stato collegato a un piano più ampio, dal valore stimato di quasi 3 miliardi di euro, con quattro sistemi SAMP/T NG e sette radar a lungo raggio. Si tratta di dettagli riportati sulla proposta, non della prova che il pacchetto sia stato approvato o che i materiali siano pronti per la spedizione. Ad agosto il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva dichiarato che il pacchetto descritto dalla stampa non era stato adottato e non esisteva ancora come atto formale.
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Il passaggio al Copasir non risulta avviato
Secondo La Repubblica, a quattro giorni dalla fine di ottobre il Copasir non era ancora stato allertato. Una ricostruzione del 26 ottobre riferiva inoltre che Crosetto non aveva chiesto l’audizione del comitato, indicata come passaggio preliminare alla presentazione del provvedimento. Il Copasir è il comitato parlamentare che si occupa della sicurezza della Repubblica: il suo coinvolgimento risultava quindi un nodo procedurale ancora aperto, nonostante il pacchetto fosse descritto come pronto.
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Le fonti disponibili non confermano che il provvedimento abbia già raccolto tutte le firme ministeriali necessarie, né indicano una data certa per l’approvazione o la consegna.
Le tensioni nella maggioranza
Altre ricostruzioni descrivono un disaccordo nella coalizione sul proseguimento del sostegno militare. La Lega di Matteo Salvini avrebbe avvertito che potrebbe non votare un nuovo decreto sull’Ucraina se la guerra dovesse continuare nel 2027. Crosetto ha invece sostenuto che la posizione italiana sull’Ucraina non può cambiare.
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Il punto fermo, al momento, è più circoscritto di quanto suggeriscano alcune ricostruzioni: l’Italia avrebbe preparato un 13° pacchetto, ma questo non risulta ancora approvato né consegnato. L’attesa per le elezioni Usa è stata indicata come una possibile ragione del ritardo; non equivale a una decisione già presa su cosa accadrà dopo il voto.
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