La produzione globale di SAF raggiungerà 2,4 milioni di tonnellate nel 2026, coprendo appena lo 0,8% del fabbisogno di carburante dell'aviazione, con un costo aggiuntivo di 4,3 miliardi di dollari per le compagnie aeree. Il Direttore Generale IATA Willie Walsh ha attaccato i mandati UE definendoli 'costosi, ineffica...

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La spinta globale a decarbonizzare il trasporto aereo con carburanti sostenibili (SAF, Sustainable Aviation Fuels) sta entrando in una pericolosa zona di turbolenza. Secondo gli ultimi dati della IATA (International Air Transport Association), la produzione di SAF è destinata a raggiungere 2,4 milioni di tonnellate nel 2026 . Se da un lato si tratta di un nuovo massimo nominale, dall'altro il tasso di crescita ha subito una brusca frenata, e il volume totale resta una goccia nel mare del consumo reale di carburante del settore.
A pesare non sono solo le difficoltà logistiche, ma anche un conto economico sempre più salato: si prevede che questo volume di SAF costerà alle compagnie aeree qualcosa come 4,3 miliardi di dollari. Un peso finanziario che ha spinto l'IATA a un attacco frontale senza precedenti contro le politiche europee, ritenute parte del problema anziché della soluzione .
La tabella di marcia mostra un raffreddamento allarmante. I dati IATA indicano che la produzione di SAF salirà da 1,9 milioni di tonnellate del 2025 a 2,4 milioni nel 2026 . L'incremento di appena 0,5 milioni di tonnellate è un deciso passo indietro rispetto al balzo di 0,9 milioni registrato tra il 2024 e il 2025, quando la produzione era addirittura raddoppiata
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Questa crescita modesta basterà a coprire soltanto lo 0,8% del consumo globale di carburante per aerei, stimato in circa 321 milioni di tonnellate . A peggiorare il quadro c'è il fatto che la capacità produttiva globale di SAF è salita a ben 9 milioni di tonnellate: questo significa, in pratica, che il settore sta utilizzando meno di un terzo del suo potenziale effettivo
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Per capire quanto sia lontano il traguardo, basta guardare ai progressi fatti in questi anni. L'industria è partita quasi da zero e doveva crescere in modo esponenziale, ma l'ultima curva mostra un appiattimento proprio nel momento più cruciale.
Da dicembre 2025, la produzione si è di fatto bloccata, nonostante l'ampia capacità teorica disponibile . È proprio questo cortocircuito tra potenziale e realtà ad alimentare le frustrazioni più forti dell'IATA.
L'impatto finanziario di questa lenta scalata è colossale. L'IATA stima che 2,4 milioni di tonnellate di SAF aggiungeranno circa 4,3 miliardi di dollari alla bolletta del carburante delle compagnie aeree nel 2026 . Un costo extra, ben superiore a quello del cherosene tradizionale, guidato da una tempesta perfetta di fattori.
Il risultato è un circolo vizioso: i prezzi alti scoraggiano gli accordi di acquisto a lungo termine, e senza di quelli i produttori non possono scalare le loro attività per abbattere i costi.
La leadership dell'IATA, e in particolare il suo Direttore Generale Willie Walsh, non ha usato mezze misure nel criticare le scelte dei governi che, a suo dire, stanno aggravando la situazione. L'obiettivo principale è l'Unione Europea con il suo mandato ReFuelEU Aviation, paragonato a un boomerang normativo.
Walsh ha definito l'approccio dell'UE "costoso, inefficace e maturo per lo sfruttamento", sostenendo che imponga una colossale multa finanziaria alle compagnie aeree senza generare un beneficio ambientale tangibile e proporzionato .
Il cuore della denuncia è la creazione di una distorsione di mercato in cui delle "commissioni di conformità" hanno di fatto raddoppiato il costo del SAF in Europa. L'IATA ha scoperto che mentre il costo di mercato per un milione di tonnellate di SAF era di 1,2 miliardi di dollari, produttori e fornitori hanno aggiunto un ulteriore balzello da 1,7 miliardi di dollari. Soldi che, secondo Walsh, avrebbero potuto abbattere milioni di tonnellate di CO₂ se investiti in vero carburante .
In sintesi, l'IATA critica l'idea di imporre obblighi senza creare al contempo incentivi reali all'offerta: così si puniscono le compagnie per non comprare un carburante che ancora non esiste in volumi sufficienti. L'associazione avverte che le regole unilaterali e tecnologicamente troppo rigide dell'UE non solo stanno fallendo nello stimolare la produzione, ma stanno anche danneggiando attivamente la competitività del settore aereo europeo .
Per rompere questa impasse, l'IATA ha messo sul tavolo un piano d'azione coordinato, chiedendo a governi e industria di concentrarsi su quattro priorità :
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La produzione globale di SAF raggiungerà 2,4 milioni di tonnellate nel 2026, coprendo appena lo 0,8% del fabbisogno di carburante dell'aviazione, con un costo aggiuntivo di 4,3 miliardi di dollari per le compagnie aeree.
La produzione globale di SAF raggiungerà 2,4 milioni di tonnellate nel 2026, coprendo appena lo 0,8% del fabbisogno di carburante dell'aviazione, con un costo aggiuntivo di 4,3 miliardi di dollari per le compagnie aeree. Il Direttore Generale IATA Willie Walsh ha attaccato i mandati UE definendoli 'costosi, inefficaci e maturi per lo sfruttamento', denunciando commissioni di conformità che hanno raddoppiato il costo del SAF in Europa.
Malgrado una capacità produttiva di 9 milioni di tonnellate, l'output ristagna per colpa di costi elevati e politiche mal disegnate, spingendo l'IATA a chiedere incentivi pubblici e norme globali armonizzate.