A Huawei Connect 2026, a Shanghai, Huawei ha presentato l’Atlas 960E SuperPoD, un sistema per l’intelligenza artificiale basato sui processori Ascend 960. Il punto centrale dell’annuncio non è soltanto la potenza dei singoli chip: è il modo in cui il sistema dovrebbe far lavorare insieme migliaia di processori. La capacità dichiarata di 4.096 NPU descrive il progetto, non dimostra che una configurazione di quelle dimensioni sia già in funzione.
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Come dovrebbe funzionare
Huawei descrive l’Atlas 960E come un sistema con architettura ortogonale e raffreddamento interamente a liquido. Combina l’ottica near-packaged (NPO), che avvicina i collegamenti ottici ai processori, con Lingqu UnifiedBus e il motore di interconnessione ottica Hi-ONE. UnifiedBus consente l’indirizzamento unificato della memoria; secondo Huawei, questa architettura permette a un singolo SuperPoD di arrivare a 4.096 NPU, cioè processori dedicati ai carichi di IA.
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Per collegarle, Huawei afferma di integrare 5.500 unità Hi-ONE anziché i 48.000 moduli ottici da 800G che, secondo la sua stima, richiederebbe uno schema più convenzionale. Sono quantità e vantaggi prospettati dall’azienda, non misure verificate in modo indipendente nelle fonti disponibili.
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Prestazioni dichiarate e dato sulla latenza
Huawei sostiene che il sistema possa gestire addestramento e inferenza di modelli fino a 10.000 miliardi di parametri. Per uno scenario di addestramento di quelle dimensioni dichiara un utilizzo dei FLOPS del modello pari a 1,1 volte quello della generazione precedente; per l’inferenza, una produttività per singola scheda pari a 2,5 volte la precedente. Sono due indicatori diversi: il primo non equivale a dire che l’addestramento complessivo sia 1,1 volte più veloce.
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Alcune fonti secondarie riportano anche una latenza di andata e ritorno di circa 2 microsecondi per l’interconnessione. Gli annunci Huawei qui disponibili non documentano quel valore: va quindi letto come dato riportato, non come benchmark verificato.
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Cosa arriverà nel 2027?
Huawei ha anticipato la disponibilità prevista dell’Ascend 960DT al primo trimestre 2027, tre trimestri prima della precedente tabella di marcia, e dell’Ascend 960PR al terzo trimestre 2027, con un trimestre di anticipo. L’Atlas 960E è stato presentato insieme al nuovo calendario dei chip, ma la presentazione del sistema non ne stabilisce una data di consegna su larga scala.
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La strategia annunciata comprende anche una gamma di chip basata su UnifiedBus e un percorso verso SuperCluster capaci, nelle intenzioni di Huawei, di collegare fino a un milione di processori. È un obiettivo di sviluppo, non il numero di processori di un cluster già operativo.
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E i clienti esistenti? Un articolo attribuisce a Huawei la dichiarazione secondo cui sarebbero stati installati oltre 1.000 sistemi Atlas SuperPoD presso circa 370 clienti, nel contesto del precedente Atlas 950. Il dato non prova consegne o clienti dell’Atlas 960E appena annunciato e non identifica i clienti.
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