In questo contesto, il CEO di Honor Li Jian ha definito migliore del previsto la performance complessiva del primo semestre. Le sue dichiarazioni sono coerenti con la valutazione citata da IDC, secondo cui Honor è stato il marchio Android di grandi dimensioni con la crescita più rapida nel periodo.
Li ha inoltre riferito che nel primo semestre il volume delle vendite globali è aumentato del 9%, mentre i ricavi globali sono cresciuti dell’11%, con una redditività giudicata soddisfacente.
La performance domestica di Honor non equivale a una ripresa già consolidata. Li ha spiegato che il primo trimestre era andato bene, ma che nel secondo trimestre l’azienda ha dovuto affrontare pressioni significative dovute all’aumento dei prezzi dei chip di memoria e all’inasprirsi della concorrenza.
Nonostante queste difficoltà, il dirigente ha descritto il mercato cinese come entrato in una fase di stabilizzazione e recupero. Ha anche dichiarato che Honor è stato l’unico produttore in crescita in Cina nel mese di luglio.
Il dato va comunque letto all’interno di un mercato in contrazione, non come la prova che tutte le difficoltà domestiche siano state superate. Nei dati IDC del secondo trimestre, Honor figurava al sesto posto tra i principali produttori di smartphone in Cina, mentre le spedizioni complessive continuavano a diminuire.
I progressi del primo semestre si sono riflessi anche nelle fasce di prezzo più elevate. Honor ha affermato che la quota delle spedizioni relative a dispositivi sopra i 400 dollari continua a crescere, con un’accelerazione particolarmente marcata nella fascia tra 400 e 800 dollari.
È un passaggio importante per il modello di business di un produttore di smartphone: anche quando i volumi complessivi rallentano, una maggiore presenza nella fascia premium può migliorare il mix dei prodotti. I dati disponibili non indicano quale percentuale dei ricavi di Honor provenga da questi dispositivi, ma suggeriscono una strategia rivolta a clienti di maggior valore, non basata soltanto sull’aumento delle unità vendute nei segmenti più economici.
La spinta più evidente è arrivata dalle attività internazionali. Li ha dichiarato che nel primo semestre il volume delle vendite all’estero è aumentato del 20% su base annua, mentre i ricavi internazionali sono cresciuti del 26%. Secondo il CEO, la performance ha superato nettamente quella degli altri produttori.
I dati regionali aggiungono ulteriore contesto. Omdia ha rilevato che nel primo trimestre le spedizioni di Honor sono più che raddoppiate anno su anno in Medio Oriente e Africa, mentre l’attività nella Cina continentale diminuiva sotto la pressione competitiva.
Altri report di mercato hanno indicato una crescita significativa nel primo semestre anche in aree specifiche: +35% nelle spedizioni in Medio Oriente e +53% in Africa. Questi dati regionali, attribuiti a report collegati a Omdia e IDC, non devono essere confusi con l’aumento complessivo del 20% dei volumi internazionali dichiarato da Honor.
Nel complesso, i numeri indicano che l’espansione internazionale non è un progetto secondario. È diventata un contrappeso concreto alla debolezza del mercato domestico.
Con il Robot Phone, Honor vuole presentare qualcosa di più ambizioso di un nuovo modello top di gamma. Il dispositivo ha un prezzo di partenza di 9.999 yuan, circa 1.400 dollari, e utilizza un sistema basato su un gimbal con quattro gradi di libertà.
Il prodotto riflette l’obiettivo dichiarato dall’azienda di sviluppare hardware basato sull’intelligenza artificiale capace di andare oltre lo smartphone tradizionale, ancora fortemente legato allo schermo. I piani precedenti di Honor descrivevano il progetto più ampio come un terminale mobile in grado di pensare e agire, combinando una struttura robotica con un sistema di AI.
Li ha presentato questa direzione come un tentativo deliberato di trasformare Honor in un innovatore dell’hardware AI, invece che in un semplice assemblatore di elettronica di consumo. Il prezzo elevato e il formato inusuale rendono il Robot Phone un banco di prova importante: resta da capire se Honor riuscirà a trasformare questa ambizione in una categoria di prodotto davvero rilevante sul piano commerciale.
La performance di Honor nei primi sei mesi del 2026 va letta più come una storia di riposizionamento che come una svolta completa. L’azienda ha ottenuto tre risultati concreti:
Anche il rovescio della medaglia è significativo. Il mercato cinese è rimasto in calo, il secondo trimestre ha risentito dell’aumento dei costi della memoria e della concorrenza, e lo stesso CEO di Honor ha riconosciuto l’esistenza di carenze nelle capacità di prodotto, marketing e presenza sul mercato.
Per ora, i numeri mostrano un’azienda che guadagna terreno a livello globale mentre cerca di risollevare la posizione in patria e di finanziare un’identità più ambiziosa nell’hardware AI. La prossima sfida sarà capire se la crescita internazionale e i prodotti premium renderanno questa strategia sostenibile nel tempo, invece di limitarsi a compensare un primo semestre difficile in Cina.
In questo contesto, il CEO di Honor Li Jian ha definito migliore del previsto la performance complessiva del primo semestre. Le sue dichiarazioni sono coerenti con la valutazione citata da IDC, secondo cui Honor è stato il marchio Android di grandi dimensioni con la crescita più rapida nel periodo.
Li ha inoltre riferito che nel primo semestre il volume delle vendite globali è aumentato del 9%, mentre i ricavi globali sono cresciuti dell’11%, con una redditività giudicata soddisfacente.
La performance domestica di Honor non equivale a una ripresa già consolidata. Li ha spiegato che il primo trimestre era andato bene, ma che nel secondo trimestre l’azienda ha dovuto affrontare pressioni significative dovute all’aumento dei prezzi dei chip di memoria e all’inasprirsi della concorrenza.
Nonostante queste difficoltà, il dirigente ha descritto il mercato cinese come entrato in una fase di stabilizzazione e recupero. Ha anche dichiarato che Honor è stato l’unico produttore in crescita in Cina nel mese di luglio.
Il dato va comunque letto all’interno di un mercato in contrazione, non come la prova che tutte le difficoltà domestiche siano state superate. Nei dati IDC del secondo trimestre, Honor figurava al sesto posto tra i principali produttori di smartphone in Cina, mentre le spedizioni complessive continuavano a diminuire.
I progressi del primo semestre si sono riflessi anche nelle fasce di prezzo più elevate. Honor ha affermato che la quota delle spedizioni relative a dispositivi sopra i 400 dollari continua a crescere, con un’accelerazione particolarmente marcata nella fascia tra 400 e 800 dollari.
È un passaggio importante per il modello di business di un produttore di smartphone: anche quando i volumi complessivi rallentano, una maggiore presenza nella fascia premium può migliorare il mix dei prodotti. I dati disponibili non indicano quale percentuale dei ricavi di Honor provenga da questi dispositivi, ma suggeriscono una strategia rivolta a clienti di maggior valore, non basata soltanto sull’aumento delle unità vendute nei segmenti più economici.
La spinta più evidente è arrivata dalle attività internazionali. Li ha dichiarato che nel primo semestre il volume delle vendite all’estero è aumentato del 20% su base annua, mentre i ricavi internazionali sono cresciuti del 26%. Secondo il CEO, la performance ha superato nettamente quella degli altri produttori.
I dati regionali aggiungono ulteriore contesto. Omdia ha rilevato che nel primo trimestre le spedizioni di Honor sono più che raddoppiate anno su anno in Medio Oriente e Africa, mentre l’attività nella Cina continentale diminuiva sotto la pressione competitiva.
Altri report di mercato hanno indicato una crescita significativa nel primo semestre anche in aree specifiche: +35% nelle spedizioni in Medio Oriente e +53% in Africa. Questi dati regionali, attribuiti a report collegati a Omdia e IDC, non devono essere confusi con l’aumento complessivo del 20% dei volumi internazionali dichiarato da Honor.
Nel complesso, i numeri indicano che l’espansione internazionale non è un progetto secondario. È diventata un contrappeso concreto alla debolezza del mercato domestico.
Con il Robot Phone, Honor vuole presentare qualcosa di più ambizioso di un nuovo modello top di gamma. Il dispositivo ha un prezzo di partenza di 9.999 yuan, circa 1.400 dollari, e utilizza un sistema basato su un gimbal con quattro gradi di libertà.
Il prodotto riflette l’obiettivo dichiarato dall’azienda di sviluppare hardware basato sull’intelligenza artificiale capace di andare oltre lo smartphone tradizionale, ancora fortemente legato allo schermo. I piani precedenti di Honor descrivevano il progetto più ampio come un terminale mobile in grado di pensare e agire, combinando una struttura robotica con un sistema di AI.
Li ha presentato questa direzione come un tentativo deliberato di trasformare Honor in un innovatore dell’hardware AI, invece che in un semplice assemblatore di elettronica di consumo. Il prezzo elevato e il formato inusuale rendono il Robot Phone un banco di prova importante: resta da capire se Honor riuscirà a trasformare questa ambizione in una categoria di prodotto davvero rilevante sul piano commerciale.
La performance di Honor nei primi sei mesi del 2026 va letta più come una storia di riposizionamento che come una svolta completa. L’azienda ha ottenuto tre risultati concreti:
Anche il rovescio della medaglia è significativo. Il mercato cinese è rimasto in calo, il secondo trimestre ha risentito dell’aumento dei costi della memoria e della concorrenza, e lo stesso CEO di Honor ha riconosciuto l’esistenza di carenze nelle capacità di prodotto, marketing e presenza sul mercato.
Per ora, i numeri mostrano un’azienda che guadagna terreno a livello globale mentre cerca di risollevare la posizione in patria e di finanziare un’identità più ambiziosa nell’hardware AI. La prossima sfida sarà capire se la crescita internazionale e i prodotti premium renderanno questa strategia sostenibile nel tempo, invece di limitarsi a compensare un primo semestre difficile in Cina.