FromSoftware ha rivelato che The Duskbloods ha ricevuto più candidature per il suo test di rete chiuso rispetto a Elden Ring Nightreign. Il risultato è particolarmente curioso perché il nuovo gioco è un’esclusiva della Nintendo Switch 2, una console appena lanciata, mentre il test di Nightreign era disponibile su più piattaforme. Il produttore Yasuhiro Kitao ha definito la risposta una sorpresa, senza però rendere pubblici i totali.
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Il dato è quindi un segnale incoraggiante dell’interesse suscitato da The Duskbloods, non una previsione di vendite, del numero di giocatori al lancio o della capacità del gioco di mantenere il pubblico nel tempo.
Perché il confronto con Nightreign è interessante
Elden Ring Nightreign poteva contare su una base hardware più ampia, mentre The Duskbloods chiedeva agli utenti di possedere una sola console relativamente nuova. Il maggior numero di candidature suggerisce dunque che la proposta multiplayer di FromSoftware abbia incuriosito in modo significativo i possessori di Switch 2 e gli appassionati dei giochi d’azione dello studio.
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Una possibile spiegazione riguarda il tipo di esperienza offerta. Chi era rimasto incerto davanti alla formula più cooperativa di Nightreign potrebbe aver trovato più immediata la struttura competitiva e basata sugli obiettivi di The Duskbloods, un gioco PvPvE — cioè giocatore contro giocatore e contro nemici controllati dall’intelligenza artificiale. È un’interpretazione plausibile, ma non una causa dimostrata del divario tra le candidature.
Va inoltre ridimensionato il significato del confronto: iscriversi a un test limitato dimostra la volontà di provare un gioco, non necessariamente quella di acquistarlo, giocarci a lungo o preferirlo a Nightreign.
Il test di rete e i primi problemi tecnici
Il test di rete si è svolto dal 21 al 24 agosto 2026 attraverso diverse sessioni a tempo. La prima è stata colpita da problemi diffusi ai server e alla fine è stata chiusa; FromSoftware ha poi lavorato al servizio per consentire lo svolgimento delle sessioni successive.
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Nonostante l’avvio complicato, le prime prove pratiche hanno restituito impressioni generalmente positive. I resoconti hanno messo in evidenza la profondità dei sistemi, la mobilità elevata e le situazioni imprevedibili generate da alleanze temporanee e scontri che non si riducono a una semplice gara di eliminazioni.
Come funzionano le partite di The Duskbloods
The Duskbloods è un gioco d’azione multiplayer online per un massimo di otto giocatori su Nintendo Switch 2.
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34 La modalità principale, chiamata Dusk Battle nelle anteprime, combina combattimenti PvP e PvE. I partecipanti esplorano la mappa, affrontano nemici e boss controllati dall’IA, raccolgono oggetti, conquistano punti strategici e possono perfino stringere alleanze temporanee.
Tutte queste attività permettono di ottenere Virtue, una risorsa che funziona anche come punteggio della partita. Al termine delle fasi di eliminazione, i giocatori con il valore più basso vengono rimossi dal match. Il gruppo si restringe progressivamente fino a lasciare tre superstiti, che si affrontano in un’arena PvP finale.
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Le anteprime non sono del tutto uniformi nel conteggio: alcune descrivono tre fasi, altre quattro fasi a tempo. Il punto comune è però chiaro: otto giocatori competono per accumulare Virtue e soltanto tre arrivano allo scontro conclusivo.
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Non è soltanto un deathmatch a otto giocatori
The Duskbloods offre più strade per avanzare. La Virtue può essere ottenuta combattendo altri giocatori, affrontando creature e boss, raccogliendo risorse, esplorando la mappa e conquistando obiettivi.
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Questo sistema lascia spazio a stili diversi: si può puntare sull’aggressività, concentrarsi sugli obiettivi oppure adottare un approccio più prudente e orientato al PvE. Gli scontri diretti sono importanti, ma non rappresentano l’unico modo per costruire un vantaggio.
È probabilmente uno degli aspetti più distintivi del gioco: la tensione tipica dei combattimenti di FromSoftware resta centrale, ma il giocatore deve anche leggere la situazione, scegliere quando rischiare e gestire i rapporti — spesso provvisori — con gli altri concorrenti.
Combattimenti familiari, ma con molta più mobilità
Le anteprime descrivono una combinazione di sistemi riconoscibili e nuove possibilità di movimento. Il gioco riprende elementi che ricordano i contrattacchi con la guardia di Elden Ring e le schivate evasive di Bloodborne, aggiungendo salti molto alti, combattenti selezionabili, attacchi a distanza e abilità speciali.
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Prima della partita è inoltre possibile scegliere compagni controllati dall’IA chiamati Kin. Nel materiale disponibile per il test erano presenti sei Bloodsworn giocabili e otto opzioni Kin, mentre la versione completa dovrebbe proporre più di 10 Bloodsworn.
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Il risultato è un sistema in cui ogni incontro può cambiare rapidamente: bisogna tenere sotto controllo il proprio personaggio, il punteggio di Virtue, gli obiettivi della mappa, le minacce gestite dall’IA e le alleanze che possono nascere — o spezzarsi — in qualsiasi momento.
Cosa non è ancora confermato
Alcuni resoconti hanno ipotizzato la presenza di un nono giocatore con il ruolo di invasore. Al momento, però, non è un’informazione confermata. La scheda ufficiale di FromSoftware parla di partite online fino a otto giocatori e le prove disponibili non stabiliscono l’esistenza di uno slot aggiuntivo.
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Anche l’ipotesi di un annuncio della data di uscita durante la Gamescom Opening Night Live era basata sulle aspettative, non su un impegno ufficiale dello studio. L’unico dato certo riportato qui è che The Duskbloods è previsto in tutto il mondo su Nintendo Switch 2 nel 2026; non è stata stabilita una data precisa.
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Il verdetto provvisorio
Il maggior numero di candidature è una partenza promettente per un gioco che propone una formula multiplayer insolita. The Duskbloods sembra attirare l’attenzione grazie alla combinazione di combattimenti in stile FromSoftware, grande mobilità, nemici controllati dall’IA, obiettivi, alleanze e un sistema di eliminazione basato sul punteggio.
La conclusione più solida, però, resta circoscritta: secondo FromSoftware, più persone hanno fatto domanda per provare The Duskbloods rispetto al test di Elden Ring Nightreign. Finché lo studio non condividerà dati su partecipazione effettiva, vendite o permanenza dei giocatori, il confronto va letto come una prova di forte curiosità, non come una previsione su quale dei due giochi avrà il pubblico più ampio nel lungo periodo.