Le sue parole hanno presentato il riconoscimento come una rottura tra la posizione del nuovo esecutivo e quella che Petro considera la visione storica dei colombiani e l’orientamento prevalente a livello internazionale. L’ex presidente ha inoltre accusato influenze straniere di aver condizionato le recenti elezioni presidenziali colombiane. Nei resoconti disponibili, tuttavia, questa accusa è riportata come una sua dichiarazione e non come un fatto verificato indipendentemente.
Il riconoscimento è stato annunciato dal governo del nuovo presidente colombiano Abelardo de la Espriella il 10 agosto 2026. La dichiarazione ha riconosciuto la sovranità israeliana sul Golan e il diritto di Israele a proteggersi dalle minacce esterne.
De la Espriella si era insediato pochi giorni prima, il 7 agosto, e aveva già indicato l’intenzione di ricostruire e rafforzare i rapporti con Israele. Con questa scelta, Bogotá si è allineata a Washington su una questione diplomatica particolarmente controversa: secondo le fonti disponibili, gli Stati Uniti erano finora l’unico altro Paese ad aver riconosciuto la sovranità israeliana sul territorio.
La risposta è stata fortemente divisa.
Il quadro diplomatico è quindi netto: Israele ha salutato l’annuncio, mentre Siria, Egitto e altri governi arabi lo hanno respinto.
La scelta del nuovo governo ribalta diversi elementi dell’approccio di Petro verso Israele. Durante la sua presidenza, la Colombia aveva interrotto le relazioni diplomatiche con Israele nel 2024 e ordinato l’apertura di una missione diplomatica a Ramallah, segnali di un più stretto allineamento con la causa palestinese.
De la Espriella ha invece avviato un riavvicinamento a Israele e ne ha adottato la posizione sulle alture del Golan. Il riconoscimento non è dunque soltanto una presa di posizione sulla sovranità territoriale: rappresenta anche uno dei primi segnali di un più ampio cambiamento della politica estera colombiana rispetto all’era Petro.
Le scuse dell’ex presidente rendono evidente il passaggio di consegne. Il governo di de la Espriella parla ora a nome della Colombia sul piano diplomatico, ma Petro sostiene che la nuova posizione non rifletta né la visione storica del Paese sul Golan né la linea che aveva perseguito durante il suo mandato.