Il remake di The Legend of Zelda: Ocarina of Time è uscito su Nintendo Switch 2 il 5 novembre 2026. Dalle parole degli sviluppatori emerge una scelta precisa: aggiornare controlli, grafica e audio, ma preservare la struttura dell’avventura e il piacere di orientarsi a Hyrule.
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Il Tempio dell’Acqua, un «compito arretrato»
Eiji Aonuma, che lavorò ai dungeon del gioco originale, ha descritto il ritorno al Tempio dell’Acqua come un compito arretrato da portare finalmente a termine. Il remake interviene su alcuni aspetti che rendevano il dungeon macchinoso da esplorare, soprattutto la navigazione e il continuo cambio di oggetti, senza eliminarne l’identità.
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Secondo le ricostruzioni delle sue dichiarazioni, tra gli interventi figurano una gestione più comoda degli Stivali di Ferro e una telecamera migliorata; Aonuma ha definito questa versione la migliore del Tempio dell’Acqua finora.
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Link salta quando lo decide il giocatore
Nel gioco originale Link saltava automaticamente quando raggiungeva un bordo. Ora il giocatore può farlo saltare premendo un tasto. Aonuma ha spiegato che rimuovere quel vincolo rende l’esplorazione più stimolante, ma costringe anche gli sviluppatori a considerare un numero maggiore di comportamenti possibili e ad adeguare di conseguenza gli ambienti.
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Nintendo ha anche provato a introdurre nuovi punti di teletrasporto, per spostarsi più rapidamente a Hyrule. L’idea è stata poi accantonata: scorciatoie aggiuntive avrebbero potuto saltare alcuni momenti di scoperta.
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41 Il remake, insomma, non cerca di velocizzare ogni spostamento: in certi casi mantiene una piccola dose di attrito perché fa parte dell’esperienza che il team voleva conservare.
Una nuova generazione rilegge un classico
Nintendo ha dedicato al remake quattro capitoli della serie di interviste Ask the Developer, raccontandone le origini, le scelte di sviluppo, l’adattamento ai giocatori di oggi e il lavoro sul mondo di gioco.
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Aonuma ha spiegato di aver voluto aiutare gli sviluppatori che non avevano lavorato all’originale a comprenderne il design e le lezioni maturate durante la sua creazione. Nel gioco del 1998 aveva lavorato come progettista dei dungeon e game planner.
38 Tra i produttori del remake ci sono Aonuma e Hidemaro Fujibayashi, già alla regia di Breath of the Wild e Tears of the Kingdom.
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Nei materiali dell’intervista Nintendo, Fujibayashi spiega di aver proposto l’impostazione generale del progetto e di averne supervisionato lo sviluppo.
35 Secondo le ricostruzioni pubblicate, il remake è stato realizzato internamente dal gruppo EPD Production Group No. 3 di Nintendo.
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Oltre 150 brani e una voce familiare
Il remake include più di 150 brani di sottofondo, composti anche per le scene aggiunte, secondo l’intervista agli sviluppatori pubblicata da Nintendo.
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41 Le interviste riportano inoltre che la colonna sonora è stata registrata con un’orchestra dal vivo; i produttori hanno parlato anche di audio surround a 5.1 canali.
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Masato Ohashi, responsabile della musica, ha raccontato nelle interviste di Nintendo il lavoro sul doppiaggio. Secondo quanto riportato, la selezione delle voci è avvenuta con audizioni al buio e il team ha scoperto in seguito di aver scelto un’attrice che aveva già doppiato un personaggio nell’originale: Kaori Mizuhashi, voce giapponese di Navi.
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C’è anche una nuova possibilità per chi vuole cimentarsi con la musica: si può canticchiare nel microfono di Switch 2 e sentire Link riprodurre la melodia con la sua ocarina.
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Cambiare con misura
Le scelte raccontate dagli sviluppatori ruotano intorno allo stesso equilibrio: controlli più moderni e interazioni più immediate, senza appiattire l’esplorazione. Il Tempio dell’Acqua è più pratico da affrontare, Link può saltare a comando, ma i teletrasporti aggiuntivi sono stati scartati. È questa alternanza tra aggiornamenti e moderazione a descrivere meglio l’approccio di Nintendo al ritorno di Ocarina of Time.
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