DeepSeek ha aperto agli sviluppatori le API Search e Fetch, pensate per agenti AI e applicazioni RAG (generazione aumentata dal recupero). Search cerca pagine web aggiornate con il motore proprietario di DeepSeek; Fetch recupera una pagina specifica e ne restituisce il contenuto in Markdown.
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Per chi integra fonti web nei propri prodotti, il punto pratico è che le due funzioni sono disponibili come API autonome: non serve appoggiarsi a un provider di ricerca di terze parti. Il costo è calcolato per richiesta, non in base al numero di risultati restituiti.
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Endpoint e autenticazione
Entrambe le API usano il formato JSON grezzo, l’URL base https://api.deepseek.com e lo stesso sistema di autenticazione Bearer dell’API DeepSeek.
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- Search:
POST https://api.deepseek.com/v1/tools/search
- Fetch:
POST https://api.deepseek.com/v1/tools/fetch
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Search: parametri e risultati
La richiesta Search deve contenere una query non vuota da 1 a 128 caratteri Unicode. Il parametro facoltativo count controlla quanti risultati ottenere: è impostato a 10 per default e accetta valori da 1 a 50. Tra gli altri parametri opzionali sono indicati ori_question, localization e need_content; una guida d’integrazione riporta false come valore predefinito di need_content. La documentazione disponibile non chiarisce in modo sufficiente il formato o il significato preciso di tutti questi campi.
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La documentazione ufficiale conferma il supporto per site:, -site: e le frasi tra virgolette. Una guida d’integrazione cita anche operatori come -term, lang:, after: e before:: è prudente verificarne il comportamento nella documentazione aggiornata prima di farvi affidamento.
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Search restituisce risultati strutturati e ordinati per rilevanza. Una guida di terze parti elenca campi quali title, url, snippet e summary, oltre a date, rerank_score e authority; il campo content può comparire quando viene richiesto il testo integrale. La stessa guida indica snippet in genere di 100–200 caratteri e riepiloghi di 600–800 caratteri. Questi dettagli non sono tutti confermati dagli estratti della documentazione ufficiale: conviene controllare lo schema effettivo della risposta prima di basarvi l’implementazione.
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Fetch: URL e contenuto in Markdown
Fetch richiede un URL non vuoto di massimo 8.192 caratteri. Sono ammessi URL HTTP o HTTPS con un host, ma non URL che contengano nome utente o password. La risposta include il titolo della pagina e il contenuto in Markdown.
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La documentazione disponibile non garantisce che ogni sito sia accessibile né definisce tutte le restrizioni di estrazione o le possibili cause di errore. È quindi meglio non presumere che Fetch restituisca il contenuto completo per qualsiasi URL.
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Prezzi e periodo gratuito per alcuni strumenti
Search e Fetch costano 0,75 dollari ogni 1.000 richieste riuscite, per ciascun endpoint. Le fonti riportano che richieste non riuscite, risultati vuoti e timeout non vengono addebitati. I costi di recupero dei contenuti sono distinti da quelli dei token usati dal modello per elaborare quei contenuti.
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DeepSeek ha inoltre annunciato che le chiamate Search e Fetch effettuate tramite strumenti server-side in DeepSeek Harness, Claude Code e Codex sarebbero state temporaneamente gratuite per gli utenti dell’API DeepSeek. L’addebito per queste integrazioni era previsto dal 31 ottobre 2026 alle 16:00 UTC, cioè dal 1° novembre a mezzanotte, ora di Pechino. L’esenzione riguarda questi strumenti: non va interpretata come una gratuità generale per le chiamate dirette alle API.
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Limiti di richiesta: cosa sappiamo e cosa no
Alcune fonti secondarie riportano un limite di 5 richieste al secondo per account per le API Search e Fetch.
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10 La documentazione disponibile non chiarisce se i limiti siano separati per endpoint, se vengano applicati all’account o alla chiave API, se Fetch abbia limiti aggiuntivi per dominio o quale risposta venga restituita quando il limite è superato.
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La documentazione DeepSeek sui limiti descrive anche la concorrenza delle richieste ai modelli, ma non spiega come si coordini con il traffico Search e Fetch. Gli estratti disponibili, inoltre, non confermano che il superamento del limite Search o Fetch produca sempre un errore HTTP 429.
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In sintesi: DeepSeek ha reso disponibili le interfacce principali, il motore di ricerca proprietario e un modello di prezzo a richiesta. Per i dettagli non definiti — soprattutto formato dei parametri opzionali, schema completo delle risposte e comportamento nei casi limite — è meglio fare riferimento alle specifiche API aggiornate, senza considerare le guide d’integrazione di terze parti come il contratto definitivo del servizio.
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