Broadcom stima ricavi dall’IA pari a circa 58 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale 2026, 115 miliardi nel 2027 e 230 miliardi nel 2028. La strategia si basa su acceleratori XPU su misura, sviluppati con sei aziende che realizzano modelli di frontiera, tra cui OpenAI, Google e Anthropic.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did Broadcom CEO Hock Tan say at the Goldman Sachs Communacopia + Technology Conference about the company’s AI growth outlook— includin. Article summary: Tan presented an exceptionally bullish but infrastructure-limited AI outlook: Broadcom expects about $58 billion of AI revenue in fiscal 2026, about $115 billion in fiscal 2027, and roughly $230 billion in fiscal 2028. [. Topic tags: general, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fa
Per Broadcom l’intelligenza artificiale può diventare un’attività da 230 miliardi di dollari di ricavi nel 2028 fiscale. Ma, secondo il suo amministratore delegato Hock Tan, il fattore che deciderà la velocità di questa crescita non è tanto la disponibilità dei chip o la domanda dei clienti: è la capacità di costruire data center pronti ad assorbire enormi quantità di elettricità.
Alla conferenza Goldman Sachs Communacopia + Technology, Tan ha delineato una traiettoria molto ambiziosa: circa 58 miliardi di dollari di ricavi IA nel 2026 fiscale, 115 miliardi nel 2027 e una visibilità su circa 230 miliardi nel 2028. 1
7 In pratica, Broadcom prevede quasi di raddoppiare il giro d’affari IA in ciascuno dei prossimi due esercizi. Si tratta però di previsioni aziendali, non di risultati assicurati.
Tan ha descritto il percorso come vincolato dall’offerta, ma con un significato preciso: non semplicemente dalla capacità di produrre semiconduttori. Il problema è che i clienti devono trovare siti adatti, ottenere energia sufficiente e completare i lavori necessari per mettere in funzione i sistemi IA. Disponibilità di elettricità, terreni o strutture idonee e tempi di costruzione sono stati indicati come i principali freni. 3
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È una distinzione cruciale. Un cliente può voler acquistare un acceleratore e Broadcom può essere in grado di fornirlo, ma il ricavo può slittare se il data center dove installarlo non è pronto. In questa fase della corsa all’IA, rete elettrica, edifici, connessioni e capacità di realizzazione diventano componenti essenziali quanto il chip stesso.
Broadcom punta sugli acceleratori XPU personalizzati, sviluppati a stretto contatto con un gruppo ristretto di aziende che realizzano modelli IA di frontiera. Tan ha detto che la società lavora con sei sviluppatori, fra cui OpenAI, Google e Anthropic. 17
Il modello è diverso dalla vendita di un processore standardizzato a un mercato molto ampio. Il silicio su misura può essere ottimizzato per i carichi di lavoro, l’architettura dei sistemi e i programmi di implementazione del singolo cliente. Questo crea rapporti commerciali più profondi, ma espone anche Broadcom alle decisioni operative e alla capacità di espansione di pochi clienti giganteschi.
Tan ha citato la collaborazione con OpenAI come esempio della rapidità raggiungibile con questo approccio. Secondo quanto riportato dalla conferenza, le due aziende hanno creato in circa un anno l’XPU personalizzato chiamato Jalapeño, consegnando un campione ASIC entro nove mesi dall’accordo iniziale. 3
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Broadcom starebbe inoltre lavorando con OpenAI alle due generazioni successive a Jalapeño. 19 In precedenza, la società aveva indicato un piano di implementazione da parte di OpenAI pari a 1,3 gigawatt di Jalapeño nel 2027, con una visibilità su oltre 5 gigawatt di Jalapeño e XPU successivi nel 2028.
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Numeri di questa scala rafforzano l’argomento centrale di Tan: non basta vendere il silicio. Servono energia, rete, edifici e tempi di costruzione compatibili con installazioni che arrivano a misurarsi in gigawatt.
Tan ha ricordato anche la lunga collaborazione con Google sul programma TPU, gli acceleratori sviluppati da Google per i propri carichi di lavoro di intelligenza artificiale. Secondo le ricostruzioni dalla conferenza, le due società hanno un accordo per TPU e prodotti di rete che si estende fino al 2031. 19
Insieme al lavoro con OpenAI e agli altri clienti del gruppo, la partnership evidenzia la scommessa di Broadcom: i maggiori sviluppatori di IA continueranno a investire in capacità di calcolo e networking progettati per esigenze specifiche, anziché affidarsi esclusivamente ad acceleratori generalisti.
La lettura strategica di Tan va oltre le vendite di chip. A suo giudizio, una parte rilevante del valore economico dell’IA finirà alle aziende che sviluppano modelli di frontiera e alle applicazioni costruite su quei modelli, più che ai soli fornitori dell’infrastruttura. Le cronache delle sue dichiarazioni descrivono questa tesi come un flusso di valore verso modelli di frontiera e chip personalizzati. 19
Per illustrarla, Tan ha usato un esempio ipotetico: un gigawatt di capacità di calcolo potrebbe produrre 30 miliardi di dollari di ricavi ricorrenti annui, a fronte di 10 miliardi di costi operativi. Non è una previsione indipendente del settore, ma il quadro concettuale con cui il CEO interpreta la leva operativa potenziale delle piattaforme di modelli che avranno successo.
Ha inoltre parlato dello squilibrio fra investimenti nelle infrastrutture per generare token e ricavi legati ai modelli, nonché della concentrazione dei ricavi nei modelli di frontiera chiusi. Poiché il materiale disponibile non verifica in modo indipendente tutti i dati alla base di queste osservazioni, vanno letti come la prospettiva del management sull’economia dell’IA, non come misurazioni definitive del mercato.
Le stime di 58, 115 e 230 miliardi di dollari mostrano con chiarezza la tesi di Broadcom: se i principali sviluppatori di modelli continueranno a espandere le installazioni, il business del calcolo personalizzato e del networking potrebbe crescere enormemente. 1
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Ma proprio qui sta anche il rischio principale. Gli obiettivi dipendono da un complesso sviluppo fisico che Broadcom non controlla direttamente, soprattutto dalla disponibilità di energia nella rete, dalla prontezza dei data center e dall’esecuzione dei cantieri. 3
18 Il messaggio di Tan è dunque molto ottimista, ma condizionato: la domanda sembra esserci; sarà la velocità con cui si riuscirà a costruire i luoghi in cui far funzionare queste macchine a stabilire il ritmo della crescita.
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Broadcom stima ricavi dall’IA pari a circa 58 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale 2026, 115 miliardi nel 2027 e 230 miliardi nel 2028.
Broadcom stima ricavi dall’IA pari a circa 58 miliardi di dollari nell’esercizio fiscale 2026, 115 miliardi nel 2027 e 230 miliardi nel 2028. La strategia si basa su acceleratori XPU su misura, sviluppati con sei aziende che realizzano modelli di frontiera, tra cui OpenAI, Google e Anthropic.
Le proiezioni sono obiettivi del management, non risultati garantiti: dipendono dalla possibilità di realizzare e alimentare nei tempi previsti infrastrutture IA su scala molto ampia.