Nel test controllato ExploitBench, GLM 5.3 ha prodotto exploit funzionanti in 50 tentativi su 410; Claude Mythos Preview in 56. Tecniche semplici hanno aggirato le protezioni di GLM 5.3 nel 64–100% dei test simulati: non è una stima della probabilità di riuscita di un attacco reale.
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What did Anthropic’s September 2026 analysis find about Z.ai’s open-weight GLM-5.3 model’s ability to build cyber exploits compared with Cla. Article summary: Anthropic’s September 2026 analysis found that Z.ai’s downloadable GLM-5.3 could autonomously build working, end-to-end exploits at nearly the rate of Claude Mythos Preview on one test—a capability Anthropic had previous. Topic tags: general, general web, government. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake n
La valutazione pubblicata da Anthropic a settembre 2026 segnala un risultato notevole: il modello open-weight GLM-5.3, sviluppato da Z.ai, ha costruito exploit funzionanti a un ritmo vicino a quello di Claude Mythos Preview in uno specifico benchmark. Ma lo stesso rapporto riferisce che, nelle simulazioni, tecniche semplici hanno spesso aggirato le protezioni di GLM-5.3. Sono risultati di test controllati, non la prova che il modello abbia portato a termine attacchi contro bersagli reali. 12
Nel benchmark ExploitBench di Anthropic, GLM-5.3 ha completato exploit funzionanti in 50 tentativi su 410; Claude Mythos Preview ci è riuscito in 56. In termini percentuali, si tratta di circa il 12% contro il 14%. La prova misurava la capacità di sfruttare vulnerabilità note in un ambiente controllato: il risultato ravvicinato non dimostra che i due modelli siano equivalenti in ogni attività di cybersicurezza. 5
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Anthropic ha descritto la capacità di GLM-5.3 di costruire exploit completi come un progresso significativo rispetto ai modelli precedenti. In una prova distinta di sfruttamento di vulnerabilità binarie, GLM-5.3 ha ottenuto il controllo completo del flusso di esecuzione nel 4% dei compiti, contro il 6% di Mythos Preview. Anche questo confronto riguarda test specifici, non una parità generale. 3
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Il Center for AI Standards and Innovation (CAISI) del NIST ha definito GLM-5.3 il modello open-weight con maggiori capacità cyber tra quelli valutati. Nel complesso dei benchmark di cybersicurezza del centro, però, lo ha collocato circa quattro mesi dietro ai modelli statunitensi di frontiera. 17
I due risultati non si contraddicono necessariamente: Anthropic ha messo a confronto GLM-5.3 e Mythos Preview su una prova specifica, mentre NIST ha considerato un insieme più ampio di benchmark e un diverso gruppo di confronto. Test diversi possono restituire conclusioni compatibili ma non identiche. 12
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Secondo Anthropic, tecniche semplici hanno aggirato le protezioni di GLM-5.3 nel 64–100% dei test simulati. Queste percentuali descrivono l’esito dei prompt e dei metodi provati dai ricercatori: non indicano la probabilità che un attacco nel mondo reale vada a buon fine. 12
C’è poi una questione legata ai modelli open-weight, i cui pesi possono essere scaricati e modificati: in questo caso, un utente può intervenire sul comportamento di rifiuto del modello, anziché limitarsi a formulare prompt che aggirino le protezioni. Una ricostruzione secondaria dell’esperimento stima in circa 1.200 dollari il costo per rimuoverle per un gruppo esperto; riporta anche una stima di circa 4.400 dollari di risorse di calcolo. Sono cifre riferite a descrizioni diverse del lavoro, non un prezzo fisso né una misura della frequenza con cui gli aggressori reali riuscirebbero a farlo. 12
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In un esercizio descritto nel rapporto, un ricercatore ha usato GLM-5.3-Flash, la versione più piccola del modello, per creare una catena di exploit basata su due vulnerabilità già divulgate. Il lavoro avrebbe richiesto circa 20 minuti di attenzione umana e otto ore di elaborazione del modello, con 20,40 dollari di costi API secondo le tariffe indicate. Una delle vulnerabilità riguardava Chrome; il ricercatore aveva fornito i dettagli pubblici dei problemi noti. 6
La dimostrazione indica che il modello poteva aiutare a costruire una catena di exploit in un test, partendo da vulnerabilità già note. Non equivale a un attacco riuscito contro una vittima: le informazioni disponibili non documentano una compromissione reale attribuibile a GLM-5.3. 5
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La preoccupazione espressa da Anthropic è che strumenti capaci di sviluppare exploit possano essere usati tanto da chi attacca quanto da chi difende. La disponibilità dei pesi può ampliare l’accesso a queste capacità, ma offre anche a ricercatori indipendenti e difensori la possibilità di eseguire o adattare i modelli. 1
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Il punto, quindi, non è soltanto quanto un modello riesca a fare in un benchmark, ma anche chi può usarlo e con quali protezioni. I risultati pubblicati alimentano il dibattito sull’accesso ai modelli avanzati e sulla loro distribuzione, ma da soli non dimostrano che limitare l’accesso renderebbe la cybersicurezza più sicura nel complesso. 4
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La conclusione più solida resta circoscritta: nel test di Anthropic GLM-5.3 si è avvicinato a Mythos Preview su un benchmark di exploit, mentre le protezioni sono risultate vulnerabili ai metodi di aggiramento provati. Nella valutazione più ampia di NIST il modello è rimasto indietro rispetto ai modelli statunitensi di frontiera; le dimostrazioni riportate, inoltre, non erano attacchi in ambiente reale. 12
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Nel test controllato ExploitBench, GLM 5.3 ha prodotto exploit funzionanti in 50 tentativi su 410; Claude Mythos Preview in 56.
Nel test controllato ExploitBench, GLM 5.3 ha prodotto exploit funzionanti in 50 tentativi su 410; Claude Mythos Preview in 56. Tecniche semplici hanno aggirato le protezioni di GLM 5.3 nel 64–100% dei test simulati: non è una stima della probabilità di riuscita di un attacco reale.
Un’altra prova ha mostrato che GLM 5.3 Flash poteva concatenare due vulnerabilità già divulgate, ma non ha documentato la compromissione di un bersaglio reale.