A TechCrunch Disrupt, il responsabile dei dispositivi Amazon Panos Panay ha delineato un futuro in cui per svolgere un’attività non sarà sempre necessario aprire un’app e impartire un comando preciso. Al centro c’è l’AI ambientale: dispositivi che operano in background e usano il contesto per aiutare a gestire le attività quotidiane. Non significa che gli smartphone siano destinati a sparire; potrebbe cambiare, piuttosto, il modo in cui li usiamo.
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I nuovi dispositivi Bee presentati da Amazon offrono un esempio concreto di questa idea: raccolgono conversazioni e ne ricavano informazioni utili. Ma proprio la possibilità di ascoltare durante la giornata porta con sé una domanda inevitabile: quanta comodità vale la pena scambiare con la raccolta di dati vocali?
Meno passaggi tra app, più attenzione al contesto
Nell’uso quotidiano dello smartphone spesso siamo noi a dover ricordare che cosa chiedere a uno strumento e quale app aprire. Panay ha indicato nell’AI un possibile cambio di approccio: invece di aspettare una richiesta per ogni singola operazione, i dispositivi potrebbero lavorare in background e rispondere al contesto.
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È un’evoluzione dell’interazione, non necessariamente un rimpiazzo del telefono. Nella visione descritta all’evento, gli smartphone restano parte dello scenario, mentre i dispositivi ambientali usano sensori e AI per intervenire in modo più proattivo.
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Bee Frontier ed Eclipse: due modi di raccogliere contesto
Amazon ha presentato due dispositivi Bee pensati per acquisire conversazioni e trasformarle in riepiloghi, promemoria e liste di cose da fare.
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- Bee Frontier si può indossare al polso oppure agganciare ai vestiti. Al lancio è stato proposto a 74,99 dollari negli Stati Uniti e Amazon dichiara un’autonomia fino a sette giorni.
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- Bee Eclipse è un dispositivo grande circa quanto una carta di credito, da fissare magneticamente allo smartphone. È stato annunciato a 99,99 dollari, con disponibilità indicata come prossima.
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- Bee Pro, secondo fonti secondarie, costa 11,99 dollari al mese. Questa cifra non compare nella pagina ufficiale Amazon inclusa tra le fonti qui disponibili.
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L’idea è catturare informazioni utili senza dover annotare manualmente ogni dettaglio, per poi trasformarle in possibili azioni. I Bee sono un esempio della direzione descritta da Panay, non la prova che le app stiano per scomparire.
Il nodo della privacy: quando un dispositivo ascolta
Un dispositivo che ascolta nel corso della giornata può raccogliere conversazioni sensibili, comprese quelle di chi si trova nelle vicinanze. Per gli utenti è quindi importante sapere quando l’ascolto è attivo e valutare se le altre persone presenti ne sono al corrente. Reuters riferisce inoltre che gli utenti possono controllare quando attivare i dispositivi Bee.
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Amazon afferma che l’audio viene elaborato in tempo reale e cancellato dopo l’elaborazione, e che i clienti mantengono il controllo dei propri dati. Si tratta delle pratiche dichiarate dall’azienda, non di una verifica indipendente di ogni possibile modalità di trattamento delle informazioni.
27 Inoltre, la cancellazione dell’audio originale non significa necessariamente che ogni dato ricavato da quella registrazione venga eliminato automaticamente.
Il consiglio ai fondatori: fare tesoro degli errori
Durante l’incontro, Panay ha parlato anche di fallimento, definendolo una parte inevitabile del percorso per costruire un prodotto di successo. Ha richiamato la propria esperienza in Microsoft e il caso di Surface RT, un insuccesso costoso associato a una svalutazione da 900 milioni di dollari.
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Il messaggio ai fondatori non era quello di fermarsi davanti a una battuta d’arresto, ma di accettare che possa far parte del processo e imparare mentre si sviluppano i prodotti.
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