Il problema, per molti spettatori, non è stato soltanto l’uso dell’IA. È stato il risultato finale: un video percepito come poco curato e lontano dagli standard visivi associati a Stellar Blade.
Il filmato dura poco più di tre minuti e mostra Evie, la nuova protagonista di Blood Rain, mentre canta e balla in una città futuristica . La pubblicazione non nasconde l’impiego della tecnologia: la dichiarazione di YouTube indica che audio e immagini sono stati modificati o generati dall’IA . Alla fine compaiono inoltre i loghi di Second Eve Studio e della divisione interna AI Labs di Shift Up .
La trasparenza, però, non ha evitato le polemiche. Nel giro di pochi minuti molti utenti hanno definito il video “AI slop”, espressione dispregiativa usata online per indicare contenuti generati dall’intelligenza artificiale considerati dozzinali o privi di rifinitura .
Le critiche più frequenti hanno riguardato:
Polygon ha parlato di un’atmosfera “senza peso” e di un lip-sync evidentemente difettoso . Altri spettatori hanno paragonato il filmato alle pubblicità generate automaticamente che spesso compaiono online .
Anche Kim Hyung-tae, direttore, fondatore e amministratore delegato di Shift Up, ha condiviso il video su X chiedendo ai fan di esprimere la propria opinione. Le risposte ricevute sono state in larga parte negative .
Un utente ha domandato: “Non avete abbastanza budget per realizzare una vera animazione invece di usare l’IA?” . Un altro ha scritto: “È uno schiaffo in faccia ai vostri artisti” . Altri commenti hanno adottato un tono più sfumato: “Non è che io sia contrario all’IA, ma questo risultato non raggiunge gli standard qualitativi che ci aspettiamo da voi” .
Il videoclip non è stato interpretato come un semplice passo falso promozionale. Per molti fan rappresenta un possibile cambio di direzione per Shift Up e per l’intera serie Stellar Blade .
La preoccupazione principale è che l’uso dell’IA non si limiti al marketing. Dopo la pubblicazione del video, alcuni giocatori hanno iniziato a chiedersi se Shift Up ricorrerà alla generazione automatica anche per creare risorse grafiche, animazioni o testi di Stellar Blade: Blood Rain . Alcuni critici hanno persino associato direttamente il sequel all’etichetta “AI slop” .
Per ora, il videoclip non dimostra che il gioco finale sarà sviluppato nello stesso modo. Ma, agli occhi del pubblico, la scelta di usare l’IA per presentare un progetto costruito attorno alla direzione artistica dello studio ha fatto nascere dubbi sulla centralità del lavoro umano.
Il primo Stellar Blade, uscito nel 2024, era stato apprezzato anche per la direzione artistica e per la cura dei modelli dei personaggi . Per questo alcuni fan considerano il nuovo video incoerente con ciò che Shift Up aveva rappresentato: un’azienda fondata e guidata da artisti che, per una campagna promozionale, ha scelto uno strumento percepito come sostitutivo del lavoro creativo umano .
La domanda ricorrente sui social è stata riassunta così: “Dov’è finita la componente artistica di una società fondata e guidata da artisti?”
La vicenda si inserisce in una discussione più ampia sull’impatto dell’IA generativa nell’industria videoludica. Una parte della comunità teme che gli studi possano privilegiare velocità e riduzione dei costi rispetto alla qualità, riducendo le opportunità per concept artist, animatori, illustratori e sceneggiatori .
Il caso Shift Up ha una particolare risonanza perché il video non è un contenuto amatoriale: è una pubblicazione ufficiale legata a un sequel molto atteso. Per i critici, questo potrebbe diventare un precedente osservato da altri grandi editori.
Il videoclip ha inoltre riaperto discussioni che accompagnavano già il primo capitolo.
La protagonista del gioco del 2024, Eve, era stata criticata per l’aspetto fortemente sessualizzato, per i costumi rivelatori, le pose suggestive e alcune scelte di regia considerate da diversi osservatori oggettificanti . In Corea del Sud il gioco ha ricevuto una classificazione Adults Only, legata ai suoi contenuti espliciti, alla violenza e alle immagini suggestive .
Alcuni critici hanno sostenuto che la campagna promozionale puntasse in modo eccessivo sull’attrattiva fisica del personaggio. TheGamer ha inoltre osservato che la scarsa caratterizzazione di Eve rischiava di farla apparire come una sorta di “bambola da vestire” .
La ricezione di Eve è stata mista. Alcuni l’hanno considerata una possibile icona del videogioco, mentre altri l’hanno descritta come una protagonista con una personalità poco sviluppata e definita soprattutto dal suo aspetto .
Kim Hyung-tae aveva spiegato che il team aveva dedicato particolare attenzione alla schiena di Eve perché è la parte del corpo che il giocatore vede più spesso durante le sessioni di gioco . I critici hanno interpretato questa spiegazione come una risposta riduttiva rispetto alle obiezioni più ampie sul modo in cui il personaggio veniva rappresentato .
Anche IGN France era finita al centro di una controversia dopo aver descritto il design di Eve come quello di una “bambola sessualizzata da qualcuno che non ha mai visto una donna”. La testata si è poi scusata quando è emerso che il modello del personaggio era basato sulla modella sudcoreana Shin Jae-eun .
L’episodio ha contribuito a polarizzare il dibattito: da una parte chi difendeva il design come forma di espressione artistica, dall’altra chi lo considerava un esempio di oggettificazione .
Il videoclip di Stellar Blade: Blood Rain ha fatto convergere due fronti di critica già sensibili: l’integrità artistica dei videogiochi nell’epoca dell’IA e il modo in cui Shift Up rappresenta i propri personaggi femminili.
La scelta è stata esplicita e comunicata senza ambiguità, ma proprio questa chiarezza ha reso più difficile liquidare il risultato come un errore casuale. Il pubblico si chiede ora se l’IA resterà confinata a un esperimento promozionale o se diventerà una componente più ampia del processo produttivo.
La risposta non è ancora arrivata. Di certo, il dibattito su Stellar Blade: Blood Rain non riguarderà soltanto gameplay e trama: riguarderà anche il ruolo che Shift Up intende assegnare agli artisti umani e il tipo di compromesso che i giocatori sono disposti ad accettare nell’industria videoludica.