Il timore centrale è che una stretta eccessiva finisca per ritorcersi contro Washington: invece di proteggere la leadership americana, potrebbe spingere utenti e sviluppatori verso i sistemi di IA cinesi e ridurre la capacità degli Stati Uniti di competere .
I modelli open-weight sono sistemi i cui parametri addestrati possono essere scaricati, analizzati, modificati e utilizzati sull’infrastruttura degli utenti, anziché essere accessibili soltanto tramite un servizio controllato dal produttore .
La coalizione — che comprende anche Microsoft, IBM, Hugging Face, Mistral, Dell, Andreessen Horowitz, Y Combinator e la Linux Foundation — sostiene che questo approccio abbia contribuito in modo decisivo alla crescita dell’ecosistema IA statunitense . Limitare quei modelli, affermano i firmatari, significherebbe lasciare spazio ai concorrenti internazionali, soprattutto alla Cina.
Jensen Huang, amministratore delegato di Nvidia, ha condiviso la lettera in quello che viene descritto come il suo primo post in assoluto su X. Il suo messaggio è netto: “Il mondo ha bisogno sia di modelli di frontiera chiusi sia di modelli di frontiera aperti” .
Palantir e gli altri firmatari con attività legate alla difesa avvertono che restrizioni generiche potrebbero indebolire l’ecosistema IA americano su cui fanno affidamento sia l’innovazione commerciale sia le applicazioni per la sicurezza nazionale .
Dal loro punto di vista, ridurre l’accesso ai modelli open-weight non colpirebbe soltanto le aziende tecnologiche: potrebbe anche limitare la disponibilità di strumenti e competenze utili alle istituzioni e al settore della difesa.
La lettera sostiene che la possibilità di esaminare e testare pubblicamente i modelli consenta alla comunità di individuare più rapidamente vulnerabilità e problemi di allineamento. Per i firmatari, l’apertura è quindi “una delle strade più importanti verso la sicurezza dell’IA” .
Il documento mette inoltre in discussione l’idea che affidarsi soltanto a modelli chiusi sia automaticamente più sicuro: “Possono essere violati, usati in modo improprio o fallire in modi che gli osservatori esterni non sono in grado di rilevare” .
Invece di un divieto generalizzato, le aziende chiedono a Washington di puntare su un maggiore accesso pubblico alla potenza di calcolo, infrastrutture condivise e linee guida chiare sulla sicurezza .
La loro tesi è che un mercato più aperto permetta a startup, ricercatori e sviluppatori di sperimentare e competere, evitando che i vantaggi dell’IA restino concentrati in pochi grandi laboratori.
Secondo i firmatari, restrizioni troppo ampie rischierebbero di “soffocare la concorrenza o spingere l’innovazione all’estero” . Anche alleati e operatori neutrali potrebbero cercare modelli cinesi se quelli americani diventassero più difficili da ottenere o utilizzare .
Tra gli assenti più rilevanti figurano OpenAI e Anthropic, due delle principali aziende focalizzate su modelli chiusi .
La lettera arriva mentre a Washington è in corso un confronto sul modo in cui rispondere alle accuse secondo cui alcuni laboratori cinesi starebbero sottraendo proprietà intellettuale statunitense e sfruttando modelli open-weight per ridurre rapidamente il divario con i sistemi americani più avanzati .
Alcuni esponenti dell’amministrazione Trump avevano lasciato intendere che il governo potesse intervenire proprio perché le aziende cinesi trarrebbero vantaggio dalla distribuzione di questi modelli . Secondo i resoconti disponibili, tra le ipotesi c’erano il divieto dei modelli open-weight cinesi e possibili sanzioni contro Moonshot AI, la società che ha creato Kimi K3, descritto come il modello open-weight più potente al mondo .
Le aziende firmatarie contestano però questa logica. La loro previsione è che limitare i modelli aperti americani non isolerebbe la Cina: al contrario, potrebbe indirizzare gli sviluppatori globali verso alternative cinesi come i modelli open di DeepSeek, rafforzando proprio l’ecosistema che Washington intende contenere .
Il messaggio politico della coalizione è dunque chiaro: gli Stati Uniti dovrebbero vincere la competizione sull’IA attraverso innovazione più rapida e accesso più ampio, non con una strategia basata soltanto sul contenimento .
Come si legge nella lettera: “La nostra leadership nell’IA non sarà giudicata da un singolo modello di frontiera, ma dalla capacità degli Stati Uniti di costruire un ecosistema forte e aperto, capace di diffondersi in ogni settore” .