Il CEO di ASML detta le condizioni: sì al piano Ue per i chip, ma Bruxelles non diriga i progetti strategici
Christophe Fouquet, CEO di ASML, ha accolto il 5 giugno 2026 il nuovo pacchetto europeo per la sovranità tecnologica ma ha avvertito che Bruxelles non deve dirigere i 'progetti strategici': le decisioni industriali de... L'intervento è l'ultimo atto di una lunga serie di critiche mosse da Fouquet all'iper regolament...
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Christophe Fouquet, CEO di ASML, ha accolto il 5 giugno 2026 il nuovo pacchetto europeo per la sovranità tecnologica ma ha avvertito che Bruxelles non deve dirigere i 'progetti strategici': le decisioni industriali de...
L'intervento è l'ultimo atto di una lunga serie di critiche mosse da Fouquet all'iper regolamentazione europea in materia di intelligenza artificiale e semiconduttori, che rischia di frenare l'innovazione ancora prima...
Il pacchetto presentato il 3 giugno 2026 stima un fabbisogno di 120 miliardi per i semiconduttori, 200 miliardi per i data center e 100 miliardi per cloud e IA, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza strategica dell...
What concerns did ASML CEO Christophe Fouquet raise in response to the European Commission's newly proposed tech sovereignty package — incluASML CEO Christophe Fouquet has publicly cautioned the EU Commission to keep its distance from strategic project steering in the Chips Act 2.0.
AI Prompt
Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What concerns did ASML CEO Christophe Fouquet raise in response to the European Commission's newly proposed tech sovereignty package — inclu. Article summary: On June 5, 2026, ASML CEO Christophe Fouquet broadly welcomed the European Commission's European Technological Sovereignty Package (proposed June 3, 2026, including the Chips Act 2.0) but warned specifically against the . Topic tags: general, government, general web, user generated. Reference image context from search candidates: Reference image 1: visual subject "This development and many others have prompted ASML CEO Christophe Fouquet to speak out about the increasing geopolitical tensions.** **The Dutch chip machine manufacturer emphasiz" source context "ASML CEO concerned about global tensions stifling innovation" Reference image 2: visual subject "# ASML
openai.com
L'azienda tecnologica di maggior valore in Europa ha appena dato un benvenuto con riserva al nuovo piano di sovranità tecnologica della Commissione Ue – accompagnato da un avvertimento molto pubblico. Il 5 giugno 2026, Christophe Fouquet, amministratore delegato di ASML, ha risposto al pacchetto sulla sovranità tecnologica europea: ne apprezza l’impianto orientato alla domanda, ma critica con durezza l’idea che siano i funzionari di Bruxelles a guidare i progetti industriali strategici. Il messaggio, affidato a LinkedIn, mette a nudo la tensione crescente tra le ambizioni regolatorie dell’Unione e la realtà competitiva delle industrie dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale.
Cosa ha contestato esattamente Fouquet?
Fouquet ha preso di mira un punto specifico del cosiddetto Chips Act 2.0: la proposta che la Commissione possa "indirizzare o monitorare" i progetti strategici ammissibili agli aiuti di Stato. Secondo lui, questi progetti "devono fondamentalmente rispondere alle esigenze dell'industria" e sono le imprese che conoscono il mercato a doverli proporre, non la Commissione .
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What is the short answer to "Il CEO di ASML detta le condizioni: sì al piano Ue per i chip, ma Bruxelles non diriga i progetti strategici"?
Christophe Fouquet, CEO di ASML, ha accolto il 5 giugno 2026 il nuovo pacchetto europeo per la sovranità tecnologica ma ha avvertito che Bruxelles non deve dirigere i 'progetti strategici': le decisioni industriali de...
What are the key points to validate first?
Christophe Fouquet, CEO di ASML, ha accolto il 5 giugno 2026 il nuovo pacchetto europeo per la sovranità tecnologica ma ha avvertito che Bruxelles non deve dirigere i 'progetti strategici': le decisioni industriali de... L'intervento è l'ultimo atto di una lunga serie di critiche mosse da Fouquet all'iper regolamentazione europea in materia di intelligenza artificiale e semiconduttori, che rischia di frenare l'innovazione ancora prima...
What should I do next in practice?
Il pacchetto presentato il 3 giugno 2026 stima un fabbisogno di 120 miliardi per i semiconduttori, 200 miliardi per i data center e 100 miliardi per cloud e IA, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza strategica dell...
Il CEO di ASML detta le condizioni: sì al piano Ue per i chip, ma Bruxelles non diriga i progetti strategici
Christophe Fouquet, CEO di ASML, ha accolto il 5 giugno 2026 il nuovo pacchetto europeo per la sovranità tecnologica ma ha avvertito che Bruxelles non deve dirigere i 'progetti strategici': le decisioni industriali de... L'intervento è l'ultimo atto di una lunga serie di critiche mosse da Fouquet all'iper regolament...
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L'intervento è l'ultimo atto di una lunga serie di critiche mosse da Fouquet all'iper regolamentazione europea in materia di intelligenza artificiale e semiconduttori, che rischia di frenare l'innovazione ancora prima...
Il pacchetto presentato il 3 giugno 2026 stima un fabbisogno di 120 miliardi per i semiconduttori, 200 miliardi per i data center e 100 miliardi per cloud e IA, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza strategica dell...
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L'azienda tecnologica di maggior valore in Europa ha appena dato un benvenuto con riserva al nuovo piano di sovranità tecnologica della Commissione Ue – accompagnato da un avvertimento molto pubblico. Il 5 giugno 2026, Christophe Fouquet, amministratore delegato di ASML, ha risposto al pacchetto sulla sovranità tecnologica europea: ne apprezza l’impianto orientato alla domanda, ma critica con durezza l’idea che siano i funzionari di Bruxelles a guidare i progetti industriali strategici. Il messaggio, affidato a LinkedIn, mette a nudo la tensione crescente tra le ambizioni regolatorie dell’Unione e la realtà competitiva delle industrie dei semiconduttori e dell’intelligenza artificiale.
Cosa ha contestato esattamente Fouquet?
Fouquet ha preso di mira un punto specifico del cosiddetto Chips Act 2.0: la proposta che la Commissione possa "indirizzare o monitorare" i progetti strategici ammissibili agli aiuti di Stato. Secondo lui, questi progetti "devono fondamentalmente rispondere alle esigenze dell'industria" e sono le imprese che conoscono il mercato a doverli proporre, non la Commissione .
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What is the short answer to "Il CEO di ASML detta le condizioni: sì al piano Ue per i chip, ma Bruxelles non diriga i progetti strategici"?
Christophe Fouquet, CEO di ASML, ha accolto il 5 giugno 2026 il nuovo pacchetto europeo per la sovranità tecnologica ma ha avvertito che Bruxelles non deve dirigere i 'progetti strategici': le decisioni industriali de...
What are the key points to validate first?
Christophe Fouquet, CEO di ASML, ha accolto il 5 giugno 2026 il nuovo pacchetto europeo per la sovranità tecnologica ma ha avvertito che Bruxelles non deve dirigere i 'progetti strategici': le decisioni industriali de... L'intervento è l'ultimo atto di una lunga serie di critiche mosse da Fouquet all'iper regolamentazione europea in materia di intelligenza artificiale e semiconduttori, che rischia di frenare l'innovazione ancora prima...
What should I do next in practice?
Il pacchetto presentato il 3 giugno 2026 stima un fabbisogno di 120 miliardi per i semiconduttori, 200 miliardi per i data center e 100 miliardi per cloud e IA, con l'obiettivo di ridurre la dipendenza strategica dell...
Il suo timore di fondo è che un coinvolgimento diretto di Bruxelles produca esattamente il risultato che il pacchetto dichiara di voler evitare: un processo decisionale lento e burocratico. "Dobbiamo scongiurare il rischio di un'eccessiva complicazione e burocrazia, affidandoci invece alle competenze del settore privato", ha scritto Fouquet .
Anche l'associazione di categoria DIGITALEUROPE ha lanciato un allarme simile, chiedendo di ridurre a meno di sette mesi i tempi di approvazione per i progetti strategici e di semplificare il quadro normativo per contenere i costi di conformità per le aziende del settore .
Quale alternativa propone?
La controproposta di Fouquet è lineare: un processo dal basso, guidato dall'industria, in cui siano le imprese a presentare progetti basati sulla domanda reale del mercato, non su indicazioni politiche. Ha elogiato proprio le iniziative della Commissione orientate alla domanda – in particolare i nuovi "Acceleratori della domanda", che collegano i produttori di chip agli acquirenti attraverso accordi di fornitura – e la nomina di Jim Hagemann Snabe come Inviato Speciale per la sovranità tecnologica .
Questa posizione fa eco a quanto già sostenuto da SEMI Europe e da un'ampia coalizione di aziende europee di semiconduttori, che ha invocato un passaggio "da un approccio guidato dall'offerta a una strategia di lungo periodo che risponda alla domanda effettiva del mercato" . Un rapporto industriale congiunto del marzo 2026 si era spinto oltre, esortando l'Ue a creare un quadro in cui "le industrie utilizzatrici finali e i progettisti e produttori di semiconduttori guidino bilateralmente o multilateralmente la progettazione dei sistemi", anziché farsi dirigere da Bruxelles .
Un anno di critiche alla regolamentazione
La presa di posizione del 5 giugno non è un episodio isolato. Prosegue un copione critico che Fouquet recita con coerenza almeno dal 2025:
AI Act (maggio 2026): In un'intervista a Politico, Fouquet ha riassunto la sua frustrazione con un'immagine efficace: "Non abbiamo ancora cominciato a correre, non abbiamo nemmeno cominciato a camminare, e avevamo già davanti a noi tutti gli ostacoli per non poterlo fare". E ha ricordato che l'Unione ha approvato il suo regolamento sull'intelligenza artificiale prima ancora che nel blocco esistesse un settore dell'IA degno di nota .
Iper-regolamentazione che allontana le imprese (maggio 2026): Ha avvertito che norme Ue troppo restrittive sono lontane dalle esigenze reali dell'industria e rischiano di provocare una fuga di aziende tecnologiche dalla regione .
Ritardi del primo Chips Act (maggio 2026): In un editoriale firmato insieme ad altri sei amministratori delegati di aziende tecnologiche europee, Fouquet ha scritto che "a più di tre anni dal 'Chips Act', stiamo ancora aspettando di vederne gli effetti" .
In tutti questi interventi, il ragionamento di fondo di Fouquet resta lo stesso: l'istinto europeo a regolamentare prima – che si tratti di IA, semiconduttori o sovranità tecnologica – sta erodendo la competitività del continente. Lui vorrebbe che Bruxelles fosse un facilitatore dell'innovazione guidata dall'industria, non il suo direttore.
Cosa contiene il Pacchetto per la sovranità tecnologica europea?
Il pacchetto, proposto dalla Commissione il 3 giugno 2026, punta a rafforzare la posizione dell'Ue nei settori dei semiconduttori, dell'intelligenza artificiale, del cloud e dell'open source attraverso quattro pilastri :
Chips Act 2.0: Costruire capacità avanzate nei semiconduttori, collegare l'offerta alla domanda e sostenere investimenti su larga scala. Dovrebbe abrogare e sostituire il Chips Act originale del 2023.
Legge sullo sviluppo del cloud e dell'IA: Sostenere la ricerca e la diffusione commerciale della capacità di cloud computing e dell'intelligenza artificiale.
Strategia per l'open source: Un piano da 2 miliardi di euro in sette anni per promuovere un ecosistema europeo dell'open source.
Tabella di marcia per IA ed energia: Allineare la crescita delle infrastrutture per l'IA con gli obiettivi di sostenibilità energetica.
Il Chips Act 2.0 introduce diverse novità concrete: procedure di autorizzazione per i progetti strategici con un tetto massimo di 12 mesi, "Grandi Sfide" per tipologie di chip cruciali per l'Ue come i processori per IA, e il primo impianto europeo di fonderia aperta per la produzione sotto i 3 nanometri, con l'obiettivo di avviare la produzione pilota tra il 2030 e il 2033 .
Il conto economico e i prossimi passi
La Commissione ha quantificato l'investimento complessivo che, a suo giudizio, l'Europa deve mobilitare :
Settore
Investimento necessario
Semiconduttori (oltre agli impegni già assunti)
120 miliardi di €
Espansione della capacità dei data center entro il 2036
~200 miliardi di € (in gran parte privati)
Leadership nel cloud e nell'IA (fabbriche, gigafabbriche)
100 miliardi di € (misto pubblico/privato)
Queste cifre non sono stanziamenti del bilancio Ue: la maggior parte dovrà arrivare da capitali privati, mentre i fondi pubblici provenienti da Horizon Europe, dal futuro Fondo europeo per la competitività e dai programmi nazionali agiranno da catalizzatori .
Prossime tappe: Il pacchetto passa ora al Parlamento europeo e al Consiglio dell'Ue per la negoziazione. Poiché il Chips Act 2.0 è strutturato come un regolamento che abroga quello del 2023, richiederà l'approvazione congiunta dei due legislatori . Le associazioni di categoria stanno già facendo pressing: una coalizione che rappresenta tutti i 27 Stati membri aveva in precedenza sollecitato un approccio più mirato, che andasse oltre l'obiettivo originario del 20% di quota di mercato, e DIGITALEUROPE ha chiesto di unire fondi Ue, nazionali e privati per mobilitare 200 miliardi di euro in investimenti nei semiconduttori entro il 2035 .
L'avvertimento pubblico di Fouquet fa sì che il dibattito su chi debba decidere la selezione dei progetti – l'industria o Bruxelles – sarà acceso per tutto il negoziato.
Il suo timore di fondo è che un coinvolgimento diretto di Bruxelles produca esattamente il risultato che il pacchetto dichiara di voler evitare: un processo decisionale lento e burocratico. "Dobbiamo scongiurare il rischio di un'eccessiva complicazione e burocrazia, affidandoci invece alle competenze del settore privato", ha scritto Fouquet .
Anche l'associazione di categoria DIGITALEUROPE ha lanciato un allarme simile, chiedendo di ridurre a meno di sette mesi i tempi di approvazione per i progetti strategici e di semplificare il quadro normativo per contenere i costi di conformità per le aziende del settore .
Quale alternativa propone?
La controproposta di Fouquet è lineare: un processo dal basso, guidato dall'industria, in cui siano le imprese a presentare progetti basati sulla domanda reale del mercato, non su indicazioni politiche. Ha elogiato proprio le iniziative della Commissione orientate alla domanda – in particolare i nuovi "Acceleratori della domanda", che collegano i produttori di chip agli acquirenti attraverso accordi di fornitura – e la nomina di Jim Hagemann Snabe come Inviato Speciale per la sovranità tecnologica .
Questa posizione fa eco a quanto già sostenuto da SEMI Europe e da un'ampia coalizione di aziende europee di semiconduttori, che ha invocato un passaggio "da un approccio guidato dall'offerta a una strategia di lungo periodo che risponda alla domanda effettiva del mercato" . Un rapporto industriale congiunto del marzo 2026 si era spinto oltre, esortando l'Ue a creare un quadro in cui "le industrie utilizzatrici finali e i progettisti e produttori di semiconduttori guidino bilateralmente o multilateralmente la progettazione dei sistemi", anziché farsi dirigere da Bruxelles .
Un anno di critiche alla regolamentazione
La presa di posizione del 5 giugno non è un episodio isolato. Prosegue un copione critico che Fouquet recita con coerenza almeno dal 2025:
AI Act (maggio 2026): In un'intervista a Politico, Fouquet ha riassunto la sua frustrazione con un'immagine efficace: "Non abbiamo ancora cominciato a correre, non abbiamo nemmeno cominciato a camminare, e avevamo già davanti a noi tutti gli ostacoli per non poterlo fare". E ha ricordato che l'Unione ha approvato il suo regolamento sull'intelligenza artificiale prima ancora che nel blocco esistesse un settore dell'IA degno di nota .
Iper-regolamentazione che allontana le imprese (maggio 2026): Ha avvertito che norme Ue troppo restrittive sono lontane dalle esigenze reali dell'industria e rischiano di provocare una fuga di aziende tecnologiche dalla regione .
Ritardi del primo Chips Act (maggio 2026): In un editoriale firmato insieme ad altri sei amministratori delegati di aziende tecnologiche europee, Fouquet ha scritto che "a più di tre anni dal 'Chips Act', stiamo ancora aspettando di vederne gli effetti" .
In tutti questi interventi, il ragionamento di fondo di Fouquet resta lo stesso: l'istinto europeo a regolamentare prima – che si tratti di IA, semiconduttori o sovranità tecnologica – sta erodendo la competitività del continente. Lui vorrebbe che Bruxelles fosse un facilitatore dell'innovazione guidata dall'industria, non il suo direttore.
Cosa contiene il Pacchetto per la sovranità tecnologica europea?
Il pacchetto, proposto dalla Commissione il 3 giugno 2026, punta a rafforzare la posizione dell'Ue nei settori dei semiconduttori, dell'intelligenza artificiale, del cloud e dell'open source attraverso quattro pilastri :
Chips Act 2.0: Costruire capacità avanzate nei semiconduttori, collegare l'offerta alla domanda e sostenere investimenti su larga scala. Dovrebbe abrogare e sostituire il Chips Act originale del 2023.
Legge sullo sviluppo del cloud e dell'IA: Sostenere la ricerca e la diffusione commerciale della capacità di cloud computing e dell'intelligenza artificiale.
Strategia per l'open source: Un piano da 2 miliardi di euro in sette anni per promuovere un ecosistema europeo dell'open source.
Tabella di marcia per IA ed energia: Allineare la crescita delle infrastrutture per l'IA con gli obiettivi di sostenibilità energetica.
Il Chips Act 2.0 introduce diverse novità concrete: procedure di autorizzazione per i progetti strategici con un tetto massimo di 12 mesi, "Grandi Sfide" per tipologie di chip cruciali per l'Ue come i processori per IA, e il primo impianto europeo di fonderia aperta per la produzione sotto i 3 nanometri, con l'obiettivo di avviare la produzione pilota tra il 2030 e il 2033 .
Il conto economico e i prossimi passi
La Commissione ha quantificato l'investimento complessivo che, a suo giudizio, l'Europa deve mobilitare :
Settore
Investimento necessario
Semiconduttori (oltre agli impegni già assunti)
120 miliardi di €
Espansione della capacità dei data center entro il 2036
~200 miliardi di € (in gran parte privati)
Leadership nel cloud e nell'IA (fabbriche, gigafabbriche)
100 miliardi di € (misto pubblico/privato)
Queste cifre non sono stanziamenti del bilancio Ue: la maggior parte dovrà arrivare da capitali privati, mentre i fondi pubblici provenienti da Horizon Europe, dal futuro Fondo europeo per la competitività e dai programmi nazionali agiranno da catalizzatori .
Prossime tappe: Il pacchetto passa ora al Parlamento europeo e al Consiglio dell'Ue per la negoziazione. Poiché il Chips Act 2.0 è strutturato come un regolamento che abroga quello del 2023, richiederà l'approvazione congiunta dei due legislatori . Le associazioni di categoria stanno già facendo pressing: una coalizione che rappresenta tutti i 27 Stati membri aveva in precedenza sollecitato un approccio più mirato, che andasse oltre l'obiettivo originario del 20% di quota di mercato, e DIGITALEUROPE ha chiesto di unire fondi Ue, nazionali e privati per mobilitare 200 miliardi di euro in investimenti nei semiconduttori entro il 2035 .
L'avvertimento pubblico di Fouquet fa sì che il dibattito su chi debba decidere la selezione dei progetti – l'industria o Bruxelles – sarà acceso per tutto il negoziato.