All’inizio di giugno 2026 l’open interest dei futures su Bitcoin ed Ether su Binance è diminuito di circa 1,7 miliardi di dollari, in un’ondata di deleveraging che ha coinvolto anche altri exchange [4][5]. Il sell off è stato alimentato da dati sul lavoro statunitense più solidi del previsto, aspettative ridotte di...
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All’inizio di giugno 2026 il mercato dei derivati sulle criptovalute ha subito uno shock sincronizzato. L’open interest (OI), cioè il valore delle posizioni futures ancora aperte, su Bitcoin ed Ether è diminuito di circa 1,7 miliardi di dollari su Binance, con effetti visibili anche sulle altre principali piattaforme .
Non si è trattato, secondo le informazioni disponibili, di una replica delle crisi di solvibilità del 2022. Il movimento ha avuto piuttosto le caratteristiche di un deleveraging guidato dal contesto macroeconomico: gli operatori hanno ridotto rapidamente l’esposizione a leva dopo un brusco cambio di aspettative sulla politica monetaria statunitense.
L’OI dei futures su Bitcoin ed Ether su Binance ha registrato un calo coordinato all’inizio di giugno 2026 . La dinamica non è rimasta confinata a un singolo exchange: anche Bybit e Deribit hanno mostrato variazioni negative dell’open interest, un segnale compatibile con una riduzione generalizzata del rischio
.
Secondo Amr Taha, collaboratore di CryptoQuant, la diminuzione sincronizzata dell’OI sulle principali piattaforme ha riflesso una risposta uniforme di tipo risk-off, più che un problema specifico di Binance .
Il dato sulle liquidazioni è particolarmente significativo: quando il prezzo si muove contro posizioni fortemente indebitate, gli exchange possono chiuderle automaticamente. Le vendite forzate alimentano a loro volta la discesa e possono trasformare una correzione in una vera cascata di liquidazioni.
La scintilla non è arrivata da un guasto tecnico o da un fallimento interno al settore crypto. Il fattore determinante è stato uno shock macroeconomico di segno restrittivo, sviluppatosi in più fasi.
5 giugno: dati sul lavoro statunitense più forti del previsto. Il rapporto sui nuovi occupati non agricoli negli Stati Uniti ha registrato il risultato migliore degli ultimi 18 mesi rispetto alle attese. Il dato ha ridimensionato le aspettative di tagli dei tassi nel breve periodo e ha sostenuto il dollaro. Gli asset più rischiosi, dalle azioni alle criptovalute, hanno reagito con una vendita immediata .
17 giugno: prima riunione del FOMC con Kevin Warsh alla presidenza della Fed. La banca centrale ha lasciato i tassi invariati nell’intervallo 3,50%-3,75%, con un voto unanime di 12-0. Tuttavia, il nuovo dot plot ha mostrato un orientamento più restrittivo: nove dei 18 membri del FOMC prevedevano almeno un rialzo entro la fine del 2026, mentre sei ne indicavano due . Dopo l’annuncio, il mercato crypto ha perso un ulteriore 2%-4% e Bitcoin è sceso sotto i 64.000 dollari
.
Inflazione persistente e dollaro forte. Il quadro complessivo è stato quello di tassi elevati più a lungo. La propensione restrittiva della Fed ha continuato a esercitare pressione sulla leva utilizzata nelle operazioni speculative .
Il sell-off si è quindi inserito in una fase di riduzione del rischio alimentata da inflazione statunitense resistente, politica monetaria meno accomodante, forza del dollaro e tensioni geopolitiche, comprese quelle legate al conflitto tra Stati Uniti e Iran. La differenza rispetto al 2022 è sostanziale: le fonti non indicano al centro dell’episodio un buco di solvibilità paragonabile a Mt. Gox, Terra o FTX .
I funding rate dei futures perpetui aiutano a leggere il posizionamento degli operatori. In termini semplificati, quando il tasso è positivo sono generalmente i trader long a pagare quelli short; un livello elevato può indicare una forte domanda di leva rialzista.
L’episodio di giugno ha diversi elementi che vanno oltre la singola cascata di liquidazioni.
In questo senso, l’evento di giugno ha accelerato un reset già avviato. Per gli analisti citati nelle fonti, la liquidazione delle posizioni più fragili può rappresentare una fase di pulizia del mercato che storicamente precede la formazione di una base, non necessariamente un collasso definitivo . Naturalmente, un mercato con meno leva non è automaticamente rialzista: significa soprattutto che i futuri movimenti potrebbero dipendere maggiormente dai flussi spot, dalla liquidità globale e dalle prossime indicazioni della Fed.
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All’inizio di giugno 2026 l’open interest dei futures su Bitcoin ed Ether su Binance è diminuito di circa 1,7 miliardi di dollari, in un’ondata di deleveraging che ha coinvolto anche altri exchange [4][5].
All’inizio di giugno 2026 l’open interest dei futures su Bitcoin ed Ether su Binance è diminuito di circa 1,7 miliardi di dollari, in un’ondata di deleveraging che ha coinvolto anche altri exchange [4][5]. Il sell off è stato alimentato da dati sul lavoro statunitense più solidi del previsto, aspettative ridotte di tagli dei tassi e dal successivo orientamento restrittivo della Federal Reserve [32][36].
Il funding rate di Ethereum su Binance è passato dal massimo annuo dello 0,0087% a livelli quasi neutrali durante la liquidazione, segnalando il venir meno della convinzione degli operatori rialzisti [18][19].