Il patrimonio del fondatore di Amazon è salito, secondo le stime citate da Forbes, a una cifra compresa tra 271,5 e 277,2 miliardi di dollari. L’aumento giornaliero stimato è stato di 25-32 miliardi di dollari . Davanti a lui restano Elon Musk e Bernard Arnault .
Amazon ha pubblicato i risultati del secondo trimestre il 30 luglio, a mercati chiusi. Il dato più osservato dagli investitori è stato quello di Amazon Web Services (AWS), la divisione di servizi cloud dell’azienda:
Il dato sull’utile per azione, però, va letto con cautela: ha beneficiato di un guadagno non operativo di 53,4 miliardi di dollari legato soprattutto all’investimento di Amazon nella società di intelligenza artificiale Anthropic. Escludendo questo effetto, l’utile per azione rettificato è stato di circa 1,88 dollari .
Gli analisti si aspettavano una crescita di AWS intorno al 31% . Il risultato effettivo, pari al 37%, ha rafforzato l’idea che la spesa di Amazon per l’intelligenza artificiale stia già sostenendo una domanda concreta da parte delle imprese.
Le azioni Amazon hanno registrato il più forte rialzo giornaliero degli ultimi quattro anni e il maggiore dal 2015, secondo le ricostruzioni disponibili .
Bezos possiede ancora una quota significativa di Amazon: quando il titolo sale in modo così netto, il valore della sua partecipazione aumenta immediatamente anche se non si tratta di denaro incassato. Le classifiche dei miliardari, infatti, stimano il patrimonio sulla base del valore di mercato delle azioni e di altri asset. Per questo il suo ritorno al terzo posto può cambiare nuovamente con le oscillazioni del titolo.
Il movimento ha segnato un’inversione rispetto all’inizio del 2026, quando Bezos era scivolato al quarto posto mentre i fondatori di Google beneficiavano dell’ottimismo degli investitori sull’intelligenza artificiale .
Il risultato trimestrale ha spostato l’attenzione anche sul piano di investimenti di Amazon. L’amministratore delegato Andy Jassy ha indicato 220 miliardi di dollari di spese in conto capitale per il 2026, destinate in larga parte alle infrastrutture necessarie per l’AI. Secondo Jassy, anche una spesa di questa entità potrebbe non essere sufficiente a soddisfare la domanda prevista .
Questi numeri suggeriscono che la corsa alla capacità di calcolo non sia soltanto una scommessa teorica: per ora, la domanda dei clienti sta effettivamente alimentando i ricavi del cloud.
La cifra di 220 miliardi di dollari è enorme anche per gli standard della Big Tech e supera i ricavi annuali di molte società concorrenti . Inoltre, il risultato record dell’utile per azione è stato gonfiato dal guadagno legato ad Anthropic: senza quell’elemento straordinario, il quadro appare molto meno spettacolare .
La domanda centrale per gli investitori è quindi se i ricavi e i margini futuri cresceranno abbastanza da giustificare una spesa infrastrutturale così elevata. Il margine operativo di AWS è migliorato, ma il ritorno economico completo di data center, chip e capacità di calcolo richiederà tempo per essere valutato.
Il rally di Amazon ha temporaneamente attenuato i timori sul costo della corsa all’AI. Ma la tensione di fondo resta: investire rapidamente per non perdere terreno oppure attendere prove più solide sui margini e sui rendimenti?
È lo stesso interrogativo che riguarda Microsoft, Google e gli altri grandi operatori del cloud. Nel caso di Amazon, la crescita record di AWS ha convinto il mercato che gli investimenti stiano producendo risultati. Ora l’azienda dovrà dimostrare che questa accelerazione può sostenere anche il conto da 220 miliardi di dollari.