L'Iran ha subordinato la riapertura totale dello Stretto di Hormuz a concessioni americane, in trattative separate dai colloqui tecnici con l'Oman. Le richieste chiave includono:
I Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato esplicitamente che la riapertura non è legata ai negoziati con l'Oman, ma dipende esclusivamente dall'accettazione delle condizioni di Teheran, segno di una soluzione diplomatica ancora lontana .
All'inizio di agosto 2026, le scorte di gas dell'Unione Europea erano ferme a circa il 57% della capacità — il livello più basso mai registrato per questo periodo, in dati che risalgono almeno al 2009-2011 . Le riserve tedesche erano ancora peggio, al solo 47% . I dettagli:
Le previsioni indicano un possibile aumento delle temperature e l'arrivo di un'ondata di caldo, che incrementerebbe la domanda di gas per i sistemi di raffreddamento, mettendo ulteriormente sotto stress le scorte già esigue . Questo si somma a condizioni insolitamente calde che hanno già tenuto alta la domanda, complicando il riempimento invernale.
L’amministratore delegato di Equinor, Anders Opedal, ha dichiarato che l'Europa difficilmente raggiungerà l'obiettivo minimo di stoccaggio dell'80%, figuriamoci il 90%, a causa della rigidità del mercato e della feroce concorrenza degli acquirenti asiatici per i carichi di GNL spot . Con la crisi dello Stretto di Hormuz irrisolta e senza una chiara via d'uscita diplomatica, gli analisti prevedono che l'interruzione delle forniture si protrarrà fino a fine 2026 e inizio 2027, tenendo sotto pressione i prezzi e gli obiettivi di stoccaggio.
Anche il petrolio ha esteso i guadagni al terzo giorno consecutivo, sostenuto dalla stessa incertezza sullo Stretto di Hormuz. Al 10 agosto 2026: