Le nuove proiezioni indicano:
La prossima spinta potrebbe arrivare dai sistemi rack di nuova generazione: il Rubin rack di Nvidia e l’Helios rack di AMD dovrebbero iniziare le spedizioni nel quarto trimestre del 2026 .
Anche una stima separata di Goldman Sachs punta nella stessa direzione: il mercato globale dei server potrebbe raggiungere 1.100 miliardi di dollari nel 2028, mentre i ricavi dei rack AI crescerebbero a un CAGR del 118%, fino a 561,4 miliardi di dollari, pari al 51% del mercato complessivo .
Dietro le previsioni sulle spedizioni c’è una quantità senza precedenti di capitale destinato all’infrastruttura. Bernstein valuta in circa 1.200 miliardi di dollari gli investimenti nei data center già pianificati o attualmente in costruzione .
Sul fronte della spesa in conto capitale, o capex, le stime sono altrettanto imponenti:
Le analisi di altre società di ricerca confermano il quadro, pur con differenze nelle definizioni e nei perimetri considerati. Goldman Sachs vede la spesa combinata delle Big Tech a 750 miliardi di dollari entro la fine del 2026 e vicina a 1.200 miliardi nel 2027 . Morgan Stanley ha stimato per i cinque maggiori hyperscaler circa 800 miliardi di dollari di capex nel 2026 e 1.200 miliardi nel 2027 .
Bank of America, in una previsione formulata alla fine del 2025, indicava una crescita della spesa hyperscale globale del 67% nel 2025 e di un ulteriore 31% nel 2026, fino a 611 miliardi di dollari . Gartner, considerando l’intero ecosistema — infrastruttura, software, servizi e applicazioni — prevede invece una spesa mondiale per l’AI di 2.590 miliardi di dollari nel 2026, in aumento del 47% annuo .
La novità più importante non riguarda soltanto la quantità di hardware installato, ma anche il tipo di chip scelto. I grandi operatori cloud stanno sviluppando e impiegando sempre più ASIC, cioè circuiti integrati progettati per applicazioni specifiche. L’obiettivo è ridurre la dipendenza dai processori commerciali — soprattutto le GPU — e ottimizzare i costi e le prestazioni per attività precise, come l’addestramento o l’inferenza dei modelli AI .
Broadcom appare come il principale abilitatore di questa transizione. La società ha siglato con Google un accordo di lungo periodo per co-sviluppare TPU di nuova generazione, i processori progettati da Google per i carichi di lavoro dell’intelligenza artificiale . Broadcom realizza già i TPU di Google e il chip personalizzato di OpenAI .
Secondo le stime riportate, Broadcom detiene circa il 60% del mercato dei partner di progettazione per gli ASIC AI . I suoi ricavi da semiconduttori AI hanno raggiunto 10,8 miliardi di dollari nel secondo trimestre dell’anno fiscale 2026, in aumento del 143% su base annua. L’azienda ha inoltre confermato l’obiettivo di superare 100 miliardi di dollari di ricavi da semiconduttori AI nell’anno fiscale 2027; nel trimestre, le prenotazioni AI hanno oltrepassato i 30 miliardi di dollari .
Anche Marvell sta accelerando la produzione di ASIC per i principali fornitori cloud, tra cui AWS, Microsoft e Google . La società progetta i chip Trainium di AWS e Maia di Microsoft e punta a generare fino a circa 11 miliardi di dollari di ricavi da ASIC AI nel 2026 .
Broadcom e Marvell, insieme, controllerebbero circa il 95% del mercato del co-design degli ASIC AI personalizzati . È un dato che evidenzia quanto la crescita del silicio proprietario degli hyperscaler dipenda ancora da un numero ristretto di partner specializzati.
La transizione non significa che le GPU stiano per scomparire. TrendForce prevede che nel 2026 rappresenteranno ancora il 69,7% delle spedizioni di server AI . Tuttavia, gli ASIC stanno aumentando la propria quota a un ritmo più sostenuto.
Bernstein stima che gli ASIC rappresenteranno circa il 45% delle spedizioni complessive di chip AI basati su packaging CoWoS, mentre le spedizioni di TPU dovrebbero crescere di circa il 90% su base annua nel 2026 .
Le stime di TrendForce e Counterpoint Research aggiungono altri segnali:
Il tracker di Bernstein descrive una filiera AI in cui convivono due traiettorie. Da un lato, Nvidia e AMD continuano a guidare l’espansione dei sistemi basati su GPU, sostenuta dall’aumento della domanda di calcolo. Dall’altro, Google, Amazon, Microsoft e gli altri hyperscaler stanno investendo in chip progettati su misura per ottenere maggiore efficienza e controllo sull’infrastruttura.
Per il momento, la spesa dei grandi operatori cloud continua a crescere e le previsioni sul mercato dei server sono state riviste al rialzo. La conseguenza più profonda potrebbe però essere il progressivo riequilibrio del settore: le GPU restano la piattaforma dominante, ma gli ASIC stanno diventando una componente strutturale del calcolo AI nei data center, non più una tecnologia di nicchia.