Non si tratta soltanto di dettare. Gemini può anche riscrivere il testo selezionato o generare elementi visivi direttamente nell’app attiva . Attivando la modalità di ragionamento, l’assistente può inoltre portare a termine attività complesse in più passaggi tramite comandi vocali .
Per il momento la dettatura intelligente è disponibile in inglese; Google ha promesso il supporto ad altre lingue . L’aggiornamento amplia l’app nativa di Gemini per macOS, presentata inizialmente con la scorciatoia Option + Spazio e la condivisione dello schermo .
Il 21 luglio Google ha presentato tre nuovi modelli: Gemini 3.6 Flash, Gemini 3.5 Flash-Lite e il modello specializzato per la sicurezza Gemini 3.5 Flash Cyber . Quest’ultimo è destinato a governi e partner selezionati in un programma ad accesso limitato .
La novità più evidente è ciò che manca: il tanto atteso Gemini 3.5 Pro non è stato ancora rilasciato .
Pensato come modello generalista di riferimento, Gemini 3.6 Flash migliora le prestazioni nella programmazione, nei compiti multimodali e nel lavoro basato sulla conoscenza. Secondo Google, utilizza fino al 17% di token in meno rispetto a Gemini 3.5 Flash .
Il prezzo tramite API è di 1,50 dollari per un milione di token in ingresso e 7,50 dollari per un milione di token in uscita, contro i 9 dollari per l’output della generazione precedente . Il modello offre una finestra di contesto da un milione di token e un limite di conoscenza aggiornato a marzo 2026 .
È disponibile tramite Gemini API, Google AI Studio, Android Studio, Gemini, Google Antigravity e l’app Gemini Enterprise . Nell’app Gemini può essere utilizzato gratuitamente .
Flash-Lite è progettato per attività ad alto volume e bassa latenza, come la ricerca gestita da agenti e l’elaborazione di documenti . Google lo presenta come il modello più veloce ed economico della famiglia 3.5, con una velocità dichiarata di 350 token in uscita al secondo .
Il listino API è di 0,30 dollari per un milione di token in ingresso e 2,50 dollari per un milione di token in uscita . Anche questo modello dispone di una finestra di contesto da un milione di token e sta arrivando nell’app Gemini e nella Ricerca Google, oltre a essere disponibile tramite API .
Gemini Spark, l’assistente personale basato su agenti presentato in anteprima durante Google I/O 2026, è ora in distribuzione a un pubblico più ampio a livello internazionale . A differenza di un chatbot tradizionale, Spark può continuare a eseguire un’attività nel cloud anche dopo la chiusura del portatile o il blocco dello smartphone .
Tra le novità ci sono controlli più profondi su Google Workspace. Spark può:
La funzione Chrome Auto Browse aggiunge un passaggio importante: con il consenso dell’utente, Spark può utilizzare il browser Chrome installato sul computer, compresi gli account già collegati e le password salvate, invece di affidarsi soltanto a un browser remoto . In questo modo può occuparsi di attività come organizzare visite ad appartamenti o cercare voli e avviarne la prenotazione .
L’accesso resta però legato agli abbonamenti. Negli Stati Uniti Spark viene distribuito agli iscritti a Google AI Pro, dal costo di 20 dollari al mese; nei Paesi supportati è disponibile per gli abbonati a Google AI Ultra, con prezzi compresi tra 100 e 200 dollari al mese . Non è previsto per gli utenti gratuiti. Il servizio non è disponibile nello Spazio economico europeo, in Svizzera, nel Regno Unito e in Nigeria .
Il Drop amplia anche il sistema di applicazioni collegate a Gemini, oltre alle funzioni specifiche di Spark .
Spark supporta ora Canva, Instacart e OpenTable come Connected Apps. Può inoltre leggere e aggiornare contenuti in Google Keep e Google Tasks . Per gli utenti più tecnici sono disponibili anche connessioni personalizzate tramite URL di server MCP, cioè il Model Context Protocol, uno standard per collegare agenti AI a servizi e strumenti esterni .
L’obiettivo è trasformare Gemini in un punto di accesso unico per attività che prima richiedevano il passaggio manuale tra più applicazioni.
La funzione Avatar permette di salvare un proprio avatar e usarlo per aggiungersi a nuove immagini, senza dover caricare ogni volta una fotografia . Gemini genera quindi contenuti visivi che incorporano l’utente sulla base dell’avatar memorizzato .
È un cambiamento piccolo ma pratico: la personalizzazione non parte più da un nuovo caricamento a ogni richiesta, bensì da un’identità visiva già impostata.
La generazione di immagini personalizzate basata sulla combinazione tra il modello Nano Banana e la funzione Personal Intelligence è ora gratuita per tutti gli utenti idonei negli Stati Uniti: devono avere almeno 18 anni ed essere collegati a un account Google .
In precedenza la funzione era riservata agli abbonati Google AI Plus, Pro e Ultra. Con Personal Intelligence, Gemini può usare il contesto delle app Google collegate — tra cui Gmail, Google Foto, YouTube e Ricerca — per creare immagini più aderenti agli interessi, allo stile di vita e ai ricordi dell’utente .
Invece di scrivere un prompt molto dettagliato, si può chiedere, per esempio, di “progettare la casa dei miei sogni” oppure di creare “un’illustrazione di me e del mio animale preferito” . Se Google Foto è collegato, Gemini può usare immagini reali dell’utente senza che sia necessario caricarle manualmente ogni volta .
La novità, tuttavia, riguarda per ora gli utenti idonei negli Stati Uniti: non va quindi interpretata come un’apertura immediata del servizio gratuito a livello globale.
Le sei novità seguono una linea precisa. Google sta spostando Gemini dalla semplice conversazione verso un assistente integrato nel sistema operativo, nelle applicazioni di produttività, nel browser e negli strumenti creativi.
Il controllo vocale su Mac riduce la distanza tra parlare e agire; Spark prova a svolgere attività in autonomia; i nuovi modelli Flash puntano a rendere l’AI più veloce ed economica per gli sviluppatori. Restano però differenze importanti nella disponibilità geografica, nel prezzo degli abbonamenti e nelle lingue supportate.