La campagna individuata da Cofense usa una falsa fattura ChatGPT con un «avviso finale», una richiesta di 23,80 $ e una scadenza di 48 ore per rubare le credenziali OpenAI. Il pulsante di pagamento passa da notifications.googleapis.com prima di reindirizzare verso infrastrutture sotto il controllo degli attaccanti:...
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Research answer

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What are the details of the phishing campaign reported by Cofense that uses fake OpenAI subscription-invoice emails to target both enterpris. Article summary: Cofense identified a credential-phishing campaign that impersonates OpenAI/ChatGPT billing to target both work and personal users. It combines a small, urgent payment demand with convincing ChatGPT branding and a fake si. Topic tags: general, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers, clic
Una campagna di phishing individuata dal Phishing Defense Center di Cofense sfrutta una falsa comunicazione di abbonamento ChatGPT per sottrarre le credenziali degli account OpenAI, sia personali sia usati in ambito lavorativo. Lo schema punta su elementi molto comuni: una cifra relativamente bassa, 23,80 $, un termine di 48 ore, il marchio ChatGPT e un pulsante di pagamento che conduce infine a una pagina di accesso contraffatta. 3
4
L'email osservata ha come oggetto “Urgent: Update Your Payment Method to Avoid Service Interruption” («Urgente: aggiorna il metodo di pagamento per evitare l'interruzione del servizio»). Sostiene che esista un saldo insoluto di 23,80 $ e invita ad agire entro 48 ore per evitare disservizi. 3
4
L'aspetto è studiato per sembrare credibile: secondo i ricercatori, il messaggio include il logo di ChatGPT, l'etichetta di “final notice”, formule urgenti sulla fatturazione, il pulsante “Update Payment Information” e una firma attribuita a “The OpenAI Team”. 1
4
C'è però un segnale inequivocabile: l'indirizzo del mittente è support@9527db6e1a.nxcli.io, non un dominio OpenAI. 3
Il pulsante per aggiornare il pagamento non apre una pagina ufficiale di fatturazione OpenAI. Cofense ha rilevato un passaggio attraverso un URL di reindirizzamento notifications.googleapis.com, seguito dall'inoltro verso infrastrutture controllate dagli attaccanti. 1
4
Il sito finale replica l'esperienza di accesso a ChatGPT, con branding ed elementi d'interfaccia familiari. Quando la vittima inserisce nome utente e password OpenAI, la pagina ne cattura i dati e poi la reindirizza a una schermata di errore, probabilmente per far apparire l'insuccesso come un normale problema tecnico. 1
4
Il fatto che nella catena compaia un servizio Google non è una garanzia: un dominio conosciuto può essere soltanto un passaggio intermedio prima di una destinazione dannosa. 1
4
Cofense riferisce che la campagna prende di mira sia utenti con account di lavoro sia utenti privati. 1
3 L'impatto di un accesso rubato dipende da come l'account viene utilizzato e da ciò a cui è collegato: in alcuni casi potrebbero essere coinvolti cronologia delle chat, impostazioni di abbonamento e pagamento, utilizzo e chiavi API, prompt, file caricati o flussi di lavoro connessi.
L'episodio segue un modello di phishing ormai consolidato: gli attaccanti imitano servizi tecnologici molto diffusi, tra cui Microsoft, Google e Adobe, e abbinano il marchio a un presunto problema urgente di account o fatturazione per indurre a cliccare senza verificare. 1
3
In questa campagna emergono alcuni indicatori concreti:
nxcli.io non è un dominio OpenAI. notifications.googleapis.com invece di condurre direttamente a una destinazione OpenAI attesa. Non cliccare sul pulsante di pagamento e non rispondere al messaggio. Per verificare lo stato dell'account o della fatturazione, aprire autonomamente il browser e raggiungere auth.openai.com. 1
3
Prima di aprire un collegamento in un'email relativa a pagamenti, controllare l'indirizzo del mittente e passare il puntatore sul link o sul pulsante per esaminarne la destinazione. Un marchio noto, o un dominio conosciuto in una catena di reindirizzamenti, non basta a dimostrare che il sito finale sia legittimo. 1
3
I team di sicurezza possono analizzare o bloccare il mittente osservato e le infrastrutture correlate. Il reporting di Cofense indica come indicatori della campagna i percorsi nxcli.io /fertaq/app/login.php e /fertaq/app/key.php. 1
3
Considera compromesse le credenziali immesse nella pagina imitazione. Cambia immediatamente la password OpenAI aprendo direttamente un indirizzo OpenAI affidabile. Se l'account usa chiavi API, ruota quelle che potrebbero essere state esposte, controlla le sessioni attive e le modifiche recenti all'account e, se si tratta di un account aziendale, informa il team di sicurezza.
La regola essenziale è semplice: un avviso urgente di fatturazione ChatGPT non dimostra che esista davvero un problema. Le verifiche vanno eseguite dal sito ufficiale aperto in autonomia, mai dal link contenuto nell'email.
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La campagna individuata da Cofense usa una falsa fattura ChatGPT con un «avviso finale», una richiesta di 23,80 $ e una scadenza di 48 ore per rubare le credenziali OpenAI.
La campagna individuata da Cofense usa una falsa fattura ChatGPT con un «avviso finale», una richiesta di 23,80 $ e una scadenza di 48 ore per rubare le credenziali OpenAI. Il pulsante di pagamento passa da notifications.googleapis.com prima di reindirizzare verso infrastrutture sotto il controllo degli attaccanti: un dominio noto nella catena non rende sicura la destinazione finale.
Non usare il link nell'email: aprire direttamente auth.openai.com. Chi ha inserito la password nella pagina sospetta dovrebbe cambiarla subito e rivedere chiavi API e sessioni attive.
La campagna individuata da Cofense usa una falsa fattura ChatGPT con un «avviso finale», una richiesta di 23,80 $ e una scadenza di 48 ore per rubare le credenziali OpenAI. Il pulsante di pagamento passa da notifications.googleapis.com prima di reindirizzare verso infrastrutture sotto il controllo degli attaccanti:...
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Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: What are the details of the phishing campaign reported by Cofense that uses fake OpenAI subscription-invoice emails to target both enterpris. Article summary: Cofense identified a credential-phishing campaign that impersonates OpenAI/ChatGPT billing to target both work and personal users. It combines a small, urgent payment demand with convincing ChatGPT branding and a fake si. Topic tags: general, general web. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers, clic
Una campagna di phishing individuata dal Phishing Defense Center di Cofense sfrutta una falsa comunicazione di abbonamento ChatGPT per sottrarre le credenziali degli account OpenAI, sia personali sia usati in ambito lavorativo. Lo schema punta su elementi molto comuni: una cifra relativamente bassa, 23,80 $, un termine di 48 ore, il marchio ChatGPT e un pulsante di pagamento che conduce infine a una pagina di accesso contraffatta. 3
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L'email osservata ha come oggetto “Urgent: Update Your Payment Method to Avoid Service Interruption” («Urgente: aggiorna il metodo di pagamento per evitare l'interruzione del servizio»). Sostiene che esista un saldo insoluto di 23,80 $ e invita ad agire entro 48 ore per evitare disservizi. 3
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L'aspetto è studiato per sembrare credibile: secondo i ricercatori, il messaggio include il logo di ChatGPT, l'etichetta di “final notice”, formule urgenti sulla fatturazione, il pulsante “Update Payment Information” e una firma attribuita a “The OpenAI Team”. 1
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C'è però un segnale inequivocabile: l'indirizzo del mittente è support@9527db6e1a.nxcli.io, non un dominio OpenAI. 3
Il pulsante per aggiornare il pagamento non apre una pagina ufficiale di fatturazione OpenAI. Cofense ha rilevato un passaggio attraverso un URL di reindirizzamento notifications.googleapis.com, seguito dall'inoltro verso infrastrutture controllate dagli attaccanti. 1
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Il sito finale replica l'esperienza di accesso a ChatGPT, con branding ed elementi d'interfaccia familiari. Quando la vittima inserisce nome utente e password OpenAI, la pagina ne cattura i dati e poi la reindirizza a una schermata di errore, probabilmente per far apparire l'insuccesso come un normale problema tecnico. 1
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Il fatto che nella catena compaia un servizio Google non è una garanzia: un dominio conosciuto può essere soltanto un passaggio intermedio prima di una destinazione dannosa. 1
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Cofense riferisce che la campagna prende di mira sia utenti con account di lavoro sia utenti privati. 1
3 L'impatto di un accesso rubato dipende da come l'account viene utilizzato e da ciò a cui è collegato: in alcuni casi potrebbero essere coinvolti cronologia delle chat, impostazioni di abbonamento e pagamento, utilizzo e chiavi API, prompt, file caricati o flussi di lavoro connessi.
L'episodio segue un modello di phishing ormai consolidato: gli attaccanti imitano servizi tecnologici molto diffusi, tra cui Microsoft, Google e Adobe, e abbinano il marchio a un presunto problema urgente di account o fatturazione per indurre a cliccare senza verificare. 1
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In questa campagna emergono alcuni indicatori concreti:
nxcli.io non è un dominio OpenAI. notifications.googleapis.com invece di condurre direttamente a una destinazione OpenAI attesa. Non cliccare sul pulsante di pagamento e non rispondere al messaggio. Per verificare lo stato dell'account o della fatturazione, aprire autonomamente il browser e raggiungere auth.openai.com. 1
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Prima di aprire un collegamento in un'email relativa a pagamenti, controllare l'indirizzo del mittente e passare il puntatore sul link o sul pulsante per esaminarne la destinazione. Un marchio noto, o un dominio conosciuto in una catena di reindirizzamenti, non basta a dimostrare che il sito finale sia legittimo. 1
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I team di sicurezza possono analizzare o bloccare il mittente osservato e le infrastrutture correlate. Il reporting di Cofense indica come indicatori della campagna i percorsi nxcli.io /fertaq/app/login.php e /fertaq/app/key.php. 1
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Considera compromesse le credenziali immesse nella pagina imitazione. Cambia immediatamente la password OpenAI aprendo direttamente un indirizzo OpenAI affidabile. Se l'account usa chiavi API, ruota quelle che potrebbero essere state esposte, controlla le sessioni attive e le modifiche recenti all'account e, se si tratta di un account aziendale, informa il team di sicurezza.
La regola essenziale è semplice: un avviso urgente di fatturazione ChatGPT non dimostra che esista davvero un problema. Le verifiche vanno eseguite dal sito ufficiale aperto in autonomia, mai dal link contenuto nell'email.
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La campagna individuata da Cofense usa una falsa fattura ChatGPT con un «avviso finale», una richiesta di 23,80 $ e una scadenza di 48 ore per rubare le credenziali OpenAI.
La campagna individuata da Cofense usa una falsa fattura ChatGPT con un «avviso finale», una richiesta di 23,80 $ e una scadenza di 48 ore per rubare le credenziali OpenAI. Il pulsante di pagamento passa da notifications.googleapis.com prima di reindirizzare verso infrastrutture sotto il controllo degli attaccanti: un dominio noto nella catena non rende sicura la destinazione finale.
Non usare il link nell'email: aprire direttamente auth.openai.com. Chi ha inserito la password nella pagina sospetta dovrebbe cambiarla subito e rivedere chiavi API e sessioni attive.