Il risultato va oltre il semplice record finanziario. Segnala che una parte degli investitori considera ormai il calcolo quantistico non soltanto come una promessa scientifica di lungo periodo, ma come un’infrastruttura che potrebbe iniziare a produrre valore commerciale in tempi prevedibili. OQC punta proprio su questa transizione: costruire e gestire hardware già installato nei data center, rivolgendosi a imprese e governi alle prese con problemi che i computer tradizionali faticano ad affrontare.
La Series C è stata guidata da Bullhound Capital. La British Business Bank, la banca per lo sviluppo economico del governo britannico, ha svolto il ruolo di investitore principale con un impegno da 100 milioni di sterline. J.P. Morgan ha agito come unico agente per il collocamento.
Il round rappresenta il quarto finanziamento europeo da almeno 100 milioni di dollari nel settore quantistico dall’inizio del 2026, già oltre i tre raccolti nell’intero 2025. Il precedente riferimento assoluto per una società privata europea rimane la raccolta azionaria da 600 milioni di dollari di Quantinuum, società con radici britanniche e statunitensi, nel 2025.
Secondo le informazioni diffuse da OQC, la società ha raccolto complessivamente circa 430 milioni di sterline attraverso tre round.
La compagine finanziaria riunisce capitale pubblico e privato, fondi specializzati in tecnologie profonde, investitori istituzionali e dotazioni universitarie. Tra i nuovi investitori figurano Fynveur, con la consulenza di Invus, COFIDES, RCM Private Markets Fund gestito da Rokos Capital Management, Alpha Edison, Fulcrum Asset Management, Pentland Ventures, Magdalen College Oxford, Adaptive Capital Partners, Firgun Ventures, 18 West e Oxford Capital.
Sono tornati a investire anche Oxford Science Enterprises, SBI, Chevron Technology Ventures, University of Tokyo Edge Capital Partners e OTIF Ventures.
La presenza di Chevron per il secondo round consecutivo indica un interesse continuativo dell’industria energetica verso possibili applicazioni del calcolo quantistico nell’ottimizzazione e nella scienza dei materiali.
Nel complesso, il gruppo di investitori riflette l’ambizione internazionale di OQC: il capitale arriva da Regno Unito, Europa, Stati Uniti e Giappone, mentre la combinazione tra fondi governativi e privati rafforza l’idea di costruire un campione nazionale in una tecnologia strategica.
OQC sviluppa e gestisce computer quantistici superconduttivi progettati per funzionare all’interno dei data center. I suoi sistemi sono pensati per essere collocati accanto alle infrastrutture tradizionali di calcolo ad alte prestazioni, anziché rimanere confinati nei laboratori di ricerca.
L’accesso può avvenire tramite servizi cloud oppure attraverso installazioni e accessi diretti presso il cliente. La società utilizza chip superconduttivi basati sullo zaffiro e afferma di avere sistemi operativi nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Giappone e in Spagna.
Questo modello è importante perché sposta l’attenzione dal semplice numero di qubit dichiarati alla possibilità di offrire infrastrutture utilizzabili da aziende e governi, con requisiti concreti di sicurezza, scalabilità e gestione dei dati.
OQC si rivolge soprattutto a clienti aziendali e governativi. I principali settori indicati dalla società sono servizi finanziari, difesa e sicurezza.
In questi ambiti, il calcolo quantistico potrebbe essere applicato a problemi di ottimizzazione, simulazione e crittanalisi che diventano rapidamente molto complessi all’aumentare delle variabili. L’obiettivo immediato non è sostituire i supercomputer tradizionali, ma ottenere un vantaggio su un insieme circoscritto di problemi rilevanti: calcoli più rapidi, simulazioni più accurate o nuove capacità analitiche.
Per i governi entra in gioco anche la sovranità tecnologica. Con l’evoluzione della crittografia e delle comunicazioni sicure, poter accedere a hardware quantistico affidabile e a infrastrutture situate nel proprio Paese può diventare un elemento strategico. Il modello di OQC, che consente di mantenere i dati all’interno del territorio richiesto, è coerente con le esigenze di amministrazioni della difesa e istituzioni finanziarie regolamentate.
OQC ha indicato due priorità principali.
La prima è l’espansione nei mercati internazionali considerati prioritari. Il piano comprende nuove installazioni nei data center, capacità locali di vendita e assistenza e possibili collaborazioni con fornitori di cloud sovrano.
La seconda è l’accelerazione della roadmap tecnologica verso un calcolo quantistico commercialmente utile e tollerante ai guasti. Questo significa sviluppare sistemi capaci di compensare gli errori inevitabili nei qubit e di eseguire calcoli affidabili su una scala più ampia.
La roadmap comprende due sistemi nominati dall’azienda. OQC TITAN è presentato come il primo sistema destinato a raggiungere un reale vantaggio commerciale: il punto in cui un cliente può acquistare capacità di calcolo quantistico e ottenere un valore economico ulteriore, non soltanto risultati sperimentali.
Più avanti nel percorso c’è OQC ATHENA, che secondo la società punta a “ridefinire la potenza di calcolo entro il 2031”. Le informazioni pubbliche sul sistema sono ancora limitate, ma l’obiettivo indicato è quello di avvicinarsi a un’architettura quantistica tollerante ai guasti, con qubit logici corretti dagli errori e utilizzabili su larga scala.
L’amministratore delegato Gerald Mullally ha definito la raccolta “un momento di passaggio all’età adulta per il calcolo quantistico britannico”. Secondo Mullally, il round dimostra che le aziende del Regno Unito possono avere un ruolo di primo piano in una tecnologia destinata a influenzare il futuro, e riflette “un chiaro spostamento del mercato: dalle promesse di lungo periodo alla realizzazione nel breve periodo”.
Anche la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves ha definito l’operazione “un importante voto di fiducia nel settore quantistico del Regno Unito”. Reeves ha inoltre ricordato che il governo britannico ha stanziato fino a 2 miliardi di sterline per aiutare le aziende quantistiche nazionali a raggiungere la scala commerciale.
Il messaggio politico e finanziario è quindi allineato: il capitale pubblico della British Business Bank si affianca agli investitori istituzionali per accelerare una tecnologia considerata fondamentale per la competitività industriale e la sicurezza nazionale.
La raccolta conferma che esiste una massa critica di investitori disposta a scommettere cifre a nove zeri sull’arrivo del calcolo quantistico commerciale. Ma non elimina le difficoltà tecniche: la correzione degli errori su larga scala, il miglioramento della resa dei qubit e il costo effettivo dei cicli di calcolo quantistico nel cloud restano sfide aperte.
Per OQC, il prossimo passo sarà trasformare il capitale raccolto in sistemi installati, clienti paganti e progressi verificabili verso TITAN e ATHENA. Il record finanziario è già arrivato; la prova decisiva sarà dimostrare che l’infrastruttura quantistica può diventare anche un’attività sostenibile.
Il risultato va oltre il semplice record finanziario. Segnala che una parte degli investitori considera ormai il calcolo quantistico non soltanto come una promessa scientifica di lungo periodo, ma come un’infrastruttura che potrebbe iniziare a produrre valore commerciale in tempi prevedibili. OQC punta proprio su questa transizione: costruire e gestire hardware già installato nei data center, rivolgendosi a imprese e governi alle prese con problemi che i computer tradizionali faticano ad affrontare.
La Series C è stata guidata da Bullhound Capital. La British Business Bank, la banca per lo sviluppo economico del governo britannico, ha svolto il ruolo di investitore principale con un impegno da 100 milioni di sterline. J.P. Morgan ha agito come unico agente per il collocamento.
Il round rappresenta il quarto finanziamento europeo da almeno 100 milioni di dollari nel settore quantistico dall’inizio del 2026, già oltre i tre raccolti nell’intero 2025. Il precedente riferimento assoluto per una società privata europea rimane la raccolta azionaria da 600 milioni di dollari di Quantinuum, società con radici britanniche e statunitensi, nel 2025.
Secondo le informazioni diffuse da OQC, la società ha raccolto complessivamente circa 430 milioni di sterline attraverso tre round.
La compagine finanziaria riunisce capitale pubblico e privato, fondi specializzati in tecnologie profonde, investitori istituzionali e dotazioni universitarie. Tra i nuovi investitori figurano Fynveur, con la consulenza di Invus, COFIDES, RCM Private Markets Fund gestito da Rokos Capital Management, Alpha Edison, Fulcrum Asset Management, Pentland Ventures, Magdalen College Oxford, Adaptive Capital Partners, Firgun Ventures, 18 West e Oxford Capital.
Sono tornati a investire anche Oxford Science Enterprises, SBI, Chevron Technology Ventures, University of Tokyo Edge Capital Partners e OTIF Ventures.
La presenza di Chevron per il secondo round consecutivo indica un interesse continuativo dell’industria energetica verso possibili applicazioni del calcolo quantistico nell’ottimizzazione e nella scienza dei materiali.
Nel complesso, il gruppo di investitori riflette l’ambizione internazionale di OQC: il capitale arriva da Regno Unito, Europa, Stati Uniti e Giappone, mentre la combinazione tra fondi governativi e privati rafforza l’idea di costruire un campione nazionale in una tecnologia strategica.
OQC sviluppa e gestisce computer quantistici superconduttivi progettati per funzionare all’interno dei data center. I suoi sistemi sono pensati per essere collocati accanto alle infrastrutture tradizionali di calcolo ad alte prestazioni, anziché rimanere confinati nei laboratori di ricerca.
L’accesso può avvenire tramite servizi cloud oppure attraverso installazioni e accessi diretti presso il cliente. La società utilizza chip superconduttivi basati sullo zaffiro e afferma di avere sistemi operativi nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Giappone e in Spagna.
Questo modello è importante perché sposta l’attenzione dal semplice numero di qubit dichiarati alla possibilità di offrire infrastrutture utilizzabili da aziende e governi, con requisiti concreti di sicurezza, scalabilità e gestione dei dati.
OQC si rivolge soprattutto a clienti aziendali e governativi. I principali settori indicati dalla società sono servizi finanziari, difesa e sicurezza.
In questi ambiti, il calcolo quantistico potrebbe essere applicato a problemi di ottimizzazione, simulazione e crittanalisi che diventano rapidamente molto complessi all’aumentare delle variabili. L’obiettivo immediato non è sostituire i supercomputer tradizionali, ma ottenere un vantaggio su un insieme circoscritto di problemi rilevanti: calcoli più rapidi, simulazioni più accurate o nuove capacità analitiche.
Per i governi entra in gioco anche la sovranità tecnologica. Con l’evoluzione della crittografia e delle comunicazioni sicure, poter accedere a hardware quantistico affidabile e a infrastrutture situate nel proprio Paese può diventare un elemento strategico. Il modello di OQC, che consente di mantenere i dati all’interno del territorio richiesto, è coerente con le esigenze di amministrazioni della difesa e istituzioni finanziarie regolamentate.
OQC ha indicato due priorità principali.
La prima è l’espansione nei mercati internazionali considerati prioritari. Il piano comprende nuove installazioni nei data center, capacità locali di vendita e assistenza e possibili collaborazioni con fornitori di cloud sovrano.
La seconda è l’accelerazione della roadmap tecnologica verso un calcolo quantistico commercialmente utile e tollerante ai guasti. Questo significa sviluppare sistemi capaci di compensare gli errori inevitabili nei qubit e di eseguire calcoli affidabili su una scala più ampia.
La roadmap comprende due sistemi nominati dall’azienda. OQC TITAN è presentato come il primo sistema destinato a raggiungere un reale vantaggio commerciale: il punto in cui un cliente può acquistare capacità di calcolo quantistico e ottenere un valore economico ulteriore, non soltanto risultati sperimentali.
Più avanti nel percorso c’è OQC ATHENA, che secondo la società punta a “ridefinire la potenza di calcolo entro il 2031”. Le informazioni pubbliche sul sistema sono ancora limitate, ma l’obiettivo indicato è quello di avvicinarsi a un’architettura quantistica tollerante ai guasti, con qubit logici corretti dagli errori e utilizzabili su larga scala.
L’amministratore delegato Gerald Mullally ha definito la raccolta “un momento di passaggio all’età adulta per il calcolo quantistico britannico”. Secondo Mullally, il round dimostra che le aziende del Regno Unito possono avere un ruolo di primo piano in una tecnologia destinata a influenzare il futuro, e riflette “un chiaro spostamento del mercato: dalle promesse di lungo periodo alla realizzazione nel breve periodo”.
Anche la cancelliera dello Scacchiere Rachel Reeves ha definito l’operazione “un importante voto di fiducia nel settore quantistico del Regno Unito”. Reeves ha inoltre ricordato che il governo britannico ha stanziato fino a 2 miliardi di sterline per aiutare le aziende quantistiche nazionali a raggiungere la scala commerciale.
Il messaggio politico e finanziario è quindi allineato: il capitale pubblico della British Business Bank si affianca agli investitori istituzionali per accelerare una tecnologia considerata fondamentale per la competitività industriale e la sicurezza nazionale.
La raccolta conferma che esiste una massa critica di investitori disposta a scommettere cifre a nove zeri sull’arrivo del calcolo quantistico commerciale. Ma non elimina le difficoltà tecniche: la correzione degli errori su larga scala, il miglioramento della resa dei qubit e il costo effettivo dei cicli di calcolo quantistico nel cloud restano sfide aperte.
Per OQC, il prossimo passo sarà trasformare il capitale raccolto in sistemi installati, clienti paganti e progressi verificabili verso TITAN e ATHENA. Il record finanziario è già arrivato; la prova decisiva sarà dimostrare che l’infrastruttura quantistica può diventare anche un’attività sostenibile.