Activision ha annunciato anche contenuti aggiuntivi per questa fase, tra cui mappe per Ground War e una nuova mappa Resurgence di Warzone.
La novità più importante è la presenza di una missione giocabile per un solo giocatore. Si intitola “Entrenched” e rappresenta la prima occasione nella storia di una beta di Call of Duty per provare direttamente una parte della campagna.
La missione permette di farsi un’idea della presentazione e del sistema di combattimento del gioco prima dell’uscita, anche se un singolo episodio non può naturalmente anticipare la qualità o l’andamento dell’intera storia.
Il Weekend 1 comprende cinque mappe principali per le partite 6v6:
La disponibilità di mappe e modalità può cambiare in base alle playlist attive e al fine settimana della beta.
L’offerta riportata per il primo weekend comprende:
Le sei modalità tradizionali costituiscono il nucleo del multiplayer 6v6. Kill Block viene invece presentata come un’attività separata, disponibile anche in varianti per 3v3 e 10v10, mentre Mobility Course è pensata per mettere alla prova la mobilità del personaggio.
Le fonti non sono perfettamente uniformi nel conteggio: alcune parlano di otto modalità, mentre altre raggruppano le varianti di Kill Block in modo diverso. La lettura più prudente è quindi che il Weekend 1 offra sei modalità classiche, oltre alle attività aggiuntive basate su Kill Block e sul movimento.
Kill Block è il contenuto multiplayer più sperimentale della beta. Si tratta di un’arena modulare che può riconfigurare percorsi, linee di tiro e spazi di combattimento da una partita all’altra. Secondo Activision, il sistema può generare oltre 500 configurazioni.
In pratica, imparare una singola planimetria non sarà sufficiente: i giocatori dovranno adattarsi ogni volta alla combinazione di corridoi, visuali e zone di ingaggio presente nella partita. Le varianti 3v3 e 10v10 serviranno inoltre a verificare come la stessa idea funzioni con squadre di dimensioni differenti.
Su questo punto è necessaria una precisazione. Il numero di 14 armi nel Weekend 1, indicato in alcune richieste e riepiloghi iniziali, non trova conferma coerente in tutto il materiale disponibile. Un elenco dei contenuti pubblicato separatamente parla invece di 19 armi multiplayer durante il primo weekend, con ulteriori sblocchi nel secondo.
La differenza potrebbe dipendere dal modo in cui vengono conteggiate categorie di armi, livelli di sblocco o parti del catalogo complessivo della beta. Per questo non sarebbe corretto presentare 14 o 19 come cifra definitiva: i giocatori possono aspettarsi un arsenale sostanzioso, ma il totale esatto del Weekend 1 resta poco chiaro nelle liste fornite.
Activision sta intervenendo su due inconvenienti ricorrenti di Call of Duty: la compilazione degli shader e i riavvii obbligatori dopo gli aggiornamenti.
Su PC, il precaricamento degli shader può iniziare dopo l’installazione o l’aggiornamento della beta. Una notifica nell’area di Windows segnalerà l’avvio del processo, che avverrà in background. Su Battle.net il precaricamento è attivo già dalla prima installazione; su Steam resta invece necessaria una compilazione iniziale al primo avvio.
Anche il messaggio “Update Requires Restart”, cioè “l’aggiornamento richiede un riavvio”, dovrebbe comparire meno spesso. PC e PS5 dovrebbero evitare il riavvio nella maggior parte dei casi, ma sarà ancora necessario se una nuova patch di dati viene pubblicata mentre il gioco è già aperto. Su Xbox Series X|S i riavvii obbligatori continueranno a essere richiesti durante la beta; la stessa limitazione resterà su Nintendo Switch 2, sia nella beta sia al lancio. Activision ha promesso ulteriori miglioramenti per la versione finale.
La beta sarà anche un test pubblico per due approcci diversi alla creazione delle partite, un tema che da anni divide la community di Call of Duty.
Activision descrive il nuovo sistema Classic come ispirato al matchmaking dei capitoli più datati della serie. Gli obiettivi dichiarati sono un bilanciamento migliore delle squadre, una maggiore varietà degli incontri, lobby più complete e un’esperienza complessivamente più solida.
La qualità della connessione resta una priorità, ma il sistema considera anche elementi come posizione geografica, ora del giorno, playlist, composizione del gruppo, piattaforma, impostazioni del cross-play e numero di giocatori disponibili.
Per difendere la scelta, Activision ha citato i dati raccolti nei test precedenti: secondo i report disponibili, il nuovo approccio avrebbe aumentato il coinvolgimento e la permanenza dei giocatori, riducendo i tassi di abbandono nei diversi gruppi di abilità.
Le playlist Open offriranno un’alternativa con una considerazione minima dell’abilità, ovvero con un peso ridotto del cosiddetto skill-based matchmaking (SBMM). L’obiettivo è confrontare comportamento e feedback dei giocatori all’interno di due sistemi differenti.
La soluzione, però, non ha placato le polemiche. I critici sostengono che il sistema predefinito continui a usare fattori legati all’abilità e non rappresenti quindi il matchmaking meno restrittivo richiesto da una parte della community. Activision ribadisce invece che il matchmaking non è un semplice interruttore “acceso/spento” e che la connessione rimane centrale.
La beta dovrebbe fornire nuovi dati, ma difficilmente chiuderà una volta per tutte il dibattito sull’SBMM: le playlist Open offrono una scelta in più, senza necessariamente risolvere le obiezioni al sistema Classic.
Call of Duty: Modern Warfare 4 è previsto per il 23 ottobre 2026 su:
La beta ha quindi una doppia funzione: permette ai giocatori di provare una fetta del gioco più ampia del solito, includendo campagna, multiplayer e contenuti collegati a Warzone, e offre ad Activision e Infinity Ward l’occasione di raccogliere feedback su bilanciamento, prestazioni tecniche e matchmaking prima del lancio.