Amazon Web Services ha firmato un accordo definitivo per acquisire DuckLabs, la società con sede ad Amsterdam che sviluppa e supporta DuckDB. L’operazione, annunciata il 26 agosto 2026, dovrebbe concludersi all’inizio di settembre, dopo il completamento delle consuete condizioni previste per la chiusura. I dettagli economici non sono stati resi pubblici.
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Il punto centrale è distinguere ciò che AWS sta acquistando da ciò che resterà fuori dall’operazione: la società e il suo team di ingegneri entreranno in AWS, mentre DuckDB e i progetti open source collegati continueranno a essere gestiti in modo indipendente.
Che cos’è DuckLabs
DuckLabs è stata fondata dai creatori di DuckDB, Hannes Mühleisen e Mark Raasveldt, e si è sviluppata in modo autofinanziato durante la crescita del database. Il 27 maggio 2026 la società ha cambiato nome da DuckDB Labs a DuckLabs, spiegando che la nuova denominazione rifletteva meglio il lavoro svolto su DuckDB, DuckLake e Quack.
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DuckDB è un database analitico “in-process”: invece di richiedere un server separato, viene eseguito direttamente all’interno di un’applicazione. Questa architettura lo rende adatto a eseguire query SQL analitiche su dati locali, incorporati o ospitati nel cloud.
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Perché AWS vuole il team
AWS sostiene di voler combinare le competenze di DuckLabs nell’ingegneria dei database con le proprie risorse per rendere i servizi di analisi dei dati più veloci, semplici da usare e convenienti per i clienti. Secondo le società, la collaborazione tra AWS e DuckLabs è iniziata nel 2024.
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L’operazione si distingue quindi dall’acquisizione di un normale prodotto software proprietario. AWS non sta rilevando il progetto open source DuckDB: sta portando al proprio interno le persone che hanno costruito e mantengono uno dei motori analitici più apprezzati, insieme alla loro esperienza nello sviluppo di strumenti efficienti e utilizzabili in ambienti diversi.
Per AWS, il valore strategico dell’accordo consiste soprattutto nell’accesso diretto a queste competenze mentre l’azienda sviluppa e migliora i propri servizi di analisi nel cloud. L’annuncio, tuttavia, non indica una roadmap dettagliata dei prodotti che potrebbero nascere dopo l’acquisizione.
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Cosa succederà a DuckDB
L’accordo non comprende i progetti DuckDB, DuckLake e Quack. Tutti resteranno gratuiti e open source con licenza MIT, mentre la DuckDB Foundation, organizzazione indipendente senza scopo di lucro, continuerà a supervisionarne la gestione.
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AWS e DuckLabs affermano che non cambieranno roadmap, licenze o modello di governance e che gli utenti non dovrebbero notare cambiamenti immediati. I fondatori entreranno in AWS e continueranno a guidare il team e l’indirizzo tecnico del progetto open source. Il gruppo resterà ad Amsterdam.
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La Foundation ha inoltre annunciato l’intenzione di istituire un comitato consultivo tecnico, creando un ulteriore canale formale per raccogliere il contributo degli stakeholder mentre l’ecosistema si espande.
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Cosa significa per gli utenti
Per chi usa DuckDB, il messaggio nell’immediato è quello della continuità: il software rimane disponibile con licenza MIT e la sua governance resta formalmente separata da AWS. L’obiettivo è preservare l’accesso al progetto anche per gli utenti che lavorano al di fuori dell’infrastruttura cloud di Amazon.
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Per AWS, l’accordo offre invece un modo per avvicinare competenze specialistiche sui database alla propria organizzazione dedicata all’analisi dei dati, senza trasformare i progetti open source di base in prodotti proprietari.
L’impatto sul lungo periodo dipenderà da come AWS utilizzerà queste competenze e dall’eventuale nascita di nuove integrazioni o servizi dopo la chiusura dell’operazione. Per ora, il modello confermato è chiaro: AWS acquisisce DuckLabs e il suo team, mentre DuckDB e i progetti collegati restano open source e sotto la gestione della DuckDB Foundation.