Zhou Bingshu e il team dirigente di Lingxi dovrebbero rimanere in carica. La scelta potrebbe favorire la continuità nella gestione mentre Trustar assume la proprietà e definisce la prossima fase di sviluppo dell’azienda.
L’operazione va letta soprattutto come una decisione sull’allocazione del capitale, non come un abbandono generalizzato della tecnologia consumer. Alibaba sta orientando maggiore attenzione e investimenti verso le attività commerciali principali, il cloud e l’intelligenza artificiale, riducendo al contempo l’esposizione ai business meno coerenti con queste priorità.
La vendita di Lingxi arriva dopo la cessione di altre partecipazioni retail considerate non strategiche, tra cui l’operatore di ipermercati Sun Art Retail e la catena di grandi magazzini Intime Retail. Nel loro insieme, queste operazioni indicano un perimetro societario più concentrato: Alibaba sembra preferire le attività ritenute decisive per la prossima fase di crescita, invece di mantenere un portafoglio molto ampio di asset rivolti ai consumatori.
Il caso mostra anche che un’azienda può avere valore senza essere più essenziale per il proprio gruppo. Alibaba può monetizzare Lingxi, mentre la società di videogiochi passa a un investitore specializzato e conserva l’attuale leadership.
Lingxi è stata costituita come marchio nel 2019 a partire dalle attività videoludiche già esistenti di Alibaba, inclusa Ejoy, acquisita nel 2017. Ejoy era stata fondata da Zhan Zhonghui, ex direttore operativo di NetEase. Il titolo più noto di Lingxi è Three Kingdoms Tactics, un gioco strategico di guerra descritto come la pubblicazione di maggiore successo dell’azienda.
Lingxi non è però soltanto lo studio di un singolo videogioco. La società comprende diversi team di sviluppo interni e le piattaforme videoludiche Jiuyou e JiaoYiMao. Trustar acquisisce quindi una piattaforma operativa più ampia, con competenze che coprono sviluppo, pubblicazione e distribuzione dei giochi.
Secondo Game Grape, nel 2025 la supervisione di Lingxi è stata trasferita al direttore finanziario di Alibaba, Toby Xu Hong. Una linea di riporto affidata al responsabile finanziario è coerente con la valutazione dell’unità come attività separabile e non centrale, anche se questo cambiamento, da solo, non dimostra che la vendita fosse già stata pianificata.
La decisione di Alibaba si inserisce in una più ampia riorganizzazione della proprietà nel settore dei videogiochi. A marzo ByteDance ha venduto lo studio di Shanghai Moonton a Savvy Games Group, società sostenuta dall’Arabia Saudita, per oltre 6 miliardi di dollari. L’operazione ha evidenziato l’interesse ancora forte di acquirenti strategici e investitori finanziari verso studi affermati, proprietà intellettuali e attività videoludiche già operative.
Questo contesto aiuta a spiegare perché Lingxi abbia potuto attirare un compratore di private equity anche mentre Alibaba decideva di uscire dal settore. Un proprietario specializzato può vedere valore nei giochi, negli studi e nelle piattaforme già presenti, anche quando l’attività non rientra più tra i temi d’investimento prioritari del gruppo.
La vendita di Lingxi segna un chiaro cambio di portafoglio per Alibaba: il gruppo trasforma un asset videoludico in capitale e concentra l’attenzione manageriale su commercio, cloud e intelligenza artificiale. La direzione strategica dell’operazione è evidente, ma il suo valore resta incerto. Finché Alibaba o Trustar non comunicheranno ufficialmente il corrispettivo, le cifre superiori a 1,5 o 2 miliardi di dollari dovranno essere presentate come stime riportate, non come valore definitivo della transazione.