La posizione dell’IRGC entra però in rotta di collisione con quella di Hamas. Il gruppo palestinese avrebbe infatti accettato un quadro graduale che prevede la consegna delle armi, la distruzione dei tunnel e il trasferimento della gestione di Gaza a una nuova autorità palestinese. Il contrasto mette in luce una delle più gravi divergenze tra Teheran e il suo storico alleato regionale degli ultimi decenni .
La dichiarazione dell’IRGC ricorda il secondo anniversario della morte di Haniyeh, ucciso a Teheran il 31 luglio 2024 mentre partecipava alla cerimonia di insediamento del presidente iraniano. L’Iran ha attribuito a Israele la responsabilità dell’attacco e da allora ha ripetutamente promesso una risposta .
Nel comunicato, i Guardiani della Rivoluzione affermano che la vendetta per le uccisioni di Haniyeh e dell’ayatollah Ali Khamenei, morto nel 2026, resta «inevitabile» e non potrà essere cancellata dalla memoria storica .
Lo stesso testo respinge il progetto di disarmo di Hamas, sostenendo che il «complotto» non porterà a nulla e che avrebbe già subito una sconfitta strategica. L’IRGC lo definisce inoltre «destinato a fallire», in riferimento diretto al piano promosso dal Board of Peace di Donald Trump .
Il linguaggio riprende gli avvertimenti lanciati dall’IRGC durante le cerimonie funebri per Khamenei all’inizio di luglio. In quell’occasione il corpo aveva minacciato il «fronte satanico del nemico» di una risposta «più decisiva e schiacciante che mai» in caso di errore o calcolo sbagliato, dichiarando la piena preparazione al combattimento .
La posizione di Hamas rappresenta un brusco cambiamento rispetto al rifiuto del disarmo mantenuto per mesi. Ancora nel marzo 2026 il gruppo aveva respinto le proposte per la consegna delle armi . Alla fine di luglio, tuttavia, un rappresentante di alto livello ha riferito alla BBC che Hamas aveva accettato l’iniziativa del Board of Peace .
Il quadro prevede un’attuazione per fasi e include:
Il piano, però, non è ancora un accordo pienamente operativo. Israele non ha formalmente accettato la proposta e restano ostacoli importanti, oltre a tempistiche potenzialmente lunghe . Hamas ha inoltre dichiarato che non attuerà alcuna parte dell’intesa finché Israele non rispetterà i propri impegni, incluso il ritiro da Gaza .
Trump ha presentato il progetto come un passaggio decisivo verso una Gaza amministrata da un nuovo governo palestinese, con il sostegno del Board of Peace .
Secondo diversi resoconti, l’Iran ha cercato di impedire che Hamas accettasse il piano, ma senza riuscirci .
Esponenti di alto livello dell’IRGC avrebbero invitato i membri di una delegazione di Hamas, incontrati a Teheran in occasione dei funerali di Khamenei, a respingere il quadro sul disarmo . Un alto funzionario statunitense ha confermato che l’Iran aveva tentato di convincere Hamas a non accettare la proposta del Board of Peace, «ma alla fine ha fallito» .
Lo stesso funzionario ha sostenuto che Teheran avrebbe «abbandonato Hamas da tempo» e non sarebbe più in grado di sostenerlo finanziariamente. Secondo questa lettura, le difficoltà dell’Iran avrebbero spinto Hamas a privilegiare la propria sopravvivenza e i propri interessi immediati rispetto agli obiettivi strategici iraniani .
Le ricostruzioni di Axios, Reuters e altri media hanno riportato lo stesso esito: Hamas avrebbe proseguito nel percorso negoziale nonostante le obiezioni di Teheran . La dichiarazione dell’IRGC del 2 agosto sembra quindi riconoscere, almeno indirettamente, il fallimento del tentativo di influenzare la decisione del gruppo .
La distanza tra le due posizioni è netta. L’IRGC insiste su una linea militare e conflittuale: considera non negoziabile la vendetta per i leader uccisi, rifiuta qualsiasi accomodamento con Stati Uniti e Israele e si oppone a un accordo che privi Hamas della sua capacità armata .
Hamas, al contrario, sembra aver scelto un’uscita diplomatica condizionata: disarmo, trasferimento del potere e presenza internazionale in cambio del ritiro israeliano e della possibilità di avviare la ricostruzione .
Un alto funzionario statunitense ha riassunto la logica attribuita al gruppo affermando che i dirigenti di Hamas avrebbero compreso di dover fare «ciò che è meglio per loro stessi» . La decisione suggerisce che, almeno su questo dossier, Hamas abbia agito secondo una valutazione autonoma invece di seguire la linea di Teheran.
La rottura si inserisce in una fase di forte instabilità. Haniyeh fu ucciso a Teheran il 31 luglio 2024 da un proiettile a corto raggio mentre era in Iran per l’insediamento del presidente . L’Iran accusò Israele e da allora ha mantenuto aperta la promessa di una rappresaglia .
La morte di Khamenei nel 2026 ha poi aperto una crisi di successione e contribuito a trascinare l’Iran in un conflitto con gli Stati Uniti, seguito da un cessate il fuoco raggiunto nell’aprile 2026 . Durante la fase di successione, l’IRGC ha sfruttato funerali e commemorazioni per riaffermare la propria impostazione intransigente, mentre il Paese affrontava pressioni eccezionali .
Anche sul terreno di Gaza la situazione resta fragile. Le operazioni aeree israeliane sono proseguite mentre veniva annunciato il piano di disarmo, mostrando quanto sia difficile trasformare l’intesa politica in un cessate il fuoco stabile. L’attuazione resta subordinata al consenso formale di Israele e alla condizione posta da Hamas sul ritiro delle forze israeliane .
| Dimensione | IRGC iraniano | Hamas |
|---|---|---|
| Piano di disarmo | Lo definisce «destinato a fallire» e lo respinge | Ha accettato un disarmo graduale |
| Ritorsione per le uccisioni | Promette una risposta «dura e schiacciante» | Ha dato priorità al percorso negoziale |
| Governo di Gaza | Si oppone al trasferimento del controllo | Ha accettato il passaggio a una nuova autorità palestinese |
| Approccio diplomatico | Conflittuale e contrario alle proposte mediate dagli Stati Uniti | Più pragmatico, pur con condizioni sull’attuazione |
Il risultato è una frattura pubblica e strategicamente rilevante. Mentre Hamas tenta di aprire un percorso basato su disarmo, ritiro israeliano e condivisione del potere, l’IRGC continua a puntare sulla rappresaglia militare. La divergenza rischia di ridurre ulteriormente l’influenza di Teheran sul suo storico alleato palestinese .