Il dato è ancora più sorprendente se si considera che l’utile del solo trimestre ha superato i guadagni complessivi di Samsung nei tre anni precedenti . Ma sui mercati non c’è stata alcuna festa: le azioni sono scese bruscamente, l’indice sudcoreano KOSPI ha perso quasi il 5% e la divisione mobile si è trovata schiacciata dall’aumento del costo dei componenti.
I risultati preliminari indicavano ricavi consolidati per 171 trilioni di won, circa 126 miliardi di dollari, e un utile operativo di 89,4 trilioni . Il margine operativo ha raggiunto circa il 52% .
I risultati definitivi, pubblicati il 30 luglio, hanno confermato ricavi trimestrali record pari a 171,5 trilioni di won e un utile operativo di circa 89,5 trilioni di won. La divisione semiconduttori, nota internamente come DS, ha generato da sola 127,5 trilioni di won di ricavi e 89,2 trilioni di won di utile operativo .
Non si tratta semplicemente di una crescita dei volumi. Samsung non ha venduto una quantità di chip 19 volte superiore: il boom dell’intelligenza artificiale ha creato una carenza strutturale contemporaneamente in DRAM, memoria NAND e HBM, consentendo ai produttori di applicare prezzi molto più elevati .
I moderni data center dedicati all’intelligenza artificiale hanno bisogno di grandi quantità di memoria per addestrare ed eseguire modelli sempre più complessi. Al centro di questa corsa c’è la HBM, acronimo di High-Bandwidth Memory, una memoria ad alta larghezza di banda progettata per trasferire rapidamente i dati agli acceleratori AI.
Samsung ha ampliato la propria offerta HBM4 e ha rafforzato la produzione di DRAM per server e memoria NAND flash. L’azienda ha inoltre annunciato le prime spedizioni al mondo di campioni HBM4E .
La domanda ha avuto effetti immediati sui prezzi:
A febbraio, il responsabile della divisione semiconduttori di Samsung aveva previsto che la domanda sarebbe rimasta solida anche nel 2027, sostenuta dagli investimenti nell’infrastruttura AI .
Il 7 luglio, dopo la pubblicazione delle stime trimestrali, le azioni Samsung sono arrivate a perdere il 10% durante la seduta e hanno chiuso con un ribasso di quasi il 7% . Gli investitori hanno cancellato oltre 80 miliardi di dollari dalla capitalizzazione della società . Nello stesso giorno il KOSPI, il principale indice azionario della Corea del Sud, è crollato del 4,91%, anche per il peso enorme di Samsung sul listino .
La spiegazione è una dinamica nota agli investitori come “sell the news”, cioè vendere sulla notizia. Nei dodici mesi precedenti il titolo era già salito di circa il 150%: il mercato aveva quindi incorporato nelle quotazioni l’arrivo di un trimestre eccezionale . Quando i numeri hanno confermato le aspettative, è rimasto poco spazio per ulteriori sorprese positive .
A pesare sono state anche le preoccupazioni sull’aumento delle spese in conto capitale, sui costi necessari per ampliare la capacità produttiva e sul possibile arrivo al picco del ciclo dei semiconduttori . Gli analisti restano divisi: alcuni vedono ancora forti vantaggi dalla domanda AI, mentre altri temono che il mercato stia entrando nella fase più avanzata del ciclo.
Il successo della divisione memorie ha avuto un effetto collaterale per il resto del gruppo. La divisione Mobile Experience, che produce gli smartphone Galaxy, ha dovuto affrontare costi molto più elevati per DRAM e NAND, gli stessi componenti venduti a prezzi record dalla divisione semiconduttori di Samsung .
Rapporti preliminari, basati su indiscrezioni e non su un bilancio ufficiale Samsung, indicavano una possibile prima perdita trimestrale della divisione mobile, nell’ordine di 740 milioni di dollari . Il dato va quindi trattato con cautela. La direzione, tuttavia, è stata confermata dall’azienda: il margine operativo del comparto era sceso dall’11% di un anno prima al 3% nel primo trimestre 2026 e gli utili del secondo trimestre sono diminuiti a causa dell’aumento dei costi delle memorie .
Le vendite dei modelli premium, inclusa la serie Galaxy S26, hanno retto meglio. Samsung ha dichiarato di voler puntare su dispositivi di fascia alta come Galaxy S26 Ultra e Z Fold 7 per proteggere i margini .
Il mercato globale degli smartphone, nel frattempo, si è contratto del 4% su base annua nel secondo trimestre. Samsung ha però aumentato la propria quota al 22%, mantenendo il primo posto tra i produttori mondiali .
Il rialzo non riguarda soltanto Samsung. La scarsità di DRAM e NAND ha favorito tutti i principali produttori di memorie, compresi SK Hynix e Micron .
SK Hynix parte da una posizione particolarmente forte nella memoria HBM3E ed era ampiamente attesa a sua volta a risultati robusti, sostenuti dalla stessa domanda dei data center AI. Le fonti disponibili, però, non riportano cifre comparabili per il secondo trimestre 2026 di SK Hynix.
Il quadro competitivo è quindi chiaro, anche senza un confronto completo degli utili: la corsa all’intelligenza artificiale sta rafforzando il potere di determinazione dei prezzi dei principali produttori di memoria. Gli analisti prevedono che la carenza possa proseguire fino al 2027, offrendo a Samsung, SK Hynix e Micron un’enorme leva sui prezzi .
La particolarità di Samsung è la scala del risultato: un utile operativo trimestrale superiore a quello mai comunicato in precedenza da un’azienda tecnologica. Il crollo del titolo, però, mostra che per il mercato non conta soltanto quanto si guadagna oggi, ma anche quanto a lungo quel livello di profitto possa durare .
Samsung continua a prevedere una domanda robusta per i chip destinati all’AI anche nel 2027 . La società riconosce tuttavia che l’aumento dei costi dei componenti potrebbe continuare a pesare sugli smartphone e su altri prodotti rivolti ai consumatori .
Il vero interrogativo è dunque la durata del superciclo delle memorie AI. Se gli investimenti nei data center continueranno a crescere più rapidamente della capacità produttiva, Samsung potrebbe mantenere prezzi e margini eccezionali. Se invece la nuova offerta arriverà sul mercato o la spesa per l’AI rallenterà, le quotazioni potrebbero dimostrare di aver anticipato troppo ottimisticamente il futuro.
Per ora, Samsung ha riscritto i record degli utili. La Borsa, però, ha ricordato che anche il trimestre perfetto può diventare una notizia già vecchia nel momento stesso in cui viene annunciato.