La riforma non è solo una questione di contenuti, ma di filosofia educativa. Possiamo riassumerla così:
L'affermazione iniziale, 'il governo non vuole cittadini con coscienza civica', va quindi sfumata. Sarebbe più preciso dire che il governo di Hong Kong vuole ridefinire cosa significhi 'avere coscienza civica'.
Un punto importante da chiarire è che il nuovo corso non abbandona del tutto il pensiero critico. I programmi ufficiali includono ancora verbi come 'analizzare', 'comprendere' e 'confrontare'.
Tuttavia, la vera differenza sta nel perimetro di ciò che può essere criticato, nella scelta degli argomenti e nella libertà di formulare risposte divergenti. Secondo gli studi accademici, la riforma ha modificato in modo sostanziale il margine di manovra per insegnanti e studenti .
La riforma dell'istruzione civica a Hong Kong non rappresenta un semplice taglio o un impoverimento, ma un cambiamento di paradigma. Si è passati da un'educazione alla 'cittadinanza critica', che formava cittadini pronti a interrogare la società, a un'educazione alla 'cittadinanza nazionale', che forma cittadini leali, responsabili e integrati nell'ordine politico esistente .