Un'altra prospettiva, più focalizzata sull'infanzia, definisce la regolazione emotiva come il processo attraverso cui i bambini monitorano e controllano i propri stati emotivi e la loro espressione, per adattarsi alle diverse situazioni o richieste sociali.
Dalle varie definizioni emergono alcuni elementi comuni che costituiscono il cuore di questa capacità:
Consapevolezza e monitoraggio: Il primo passo è rendersi conto di ciò che si sta provando, monitorando il proprio stato emotivo.
Valutazione: Consiste nel valutare il rapporto tra la propria reazione emotiva e ciò che la situazione richiede.
Modifica e modulazione: È la capacità di intervenire sulla risposta emotiva, ad esempio cambiandone l'intensità, la durata o il modo in cui viene espressa.
Gestione dell'espressione: Soprattutto nei bambini, significa imparare a modulare l'espressione delle emozioni per adeguarsi ai diversi contesti sociali.
Funzione adattiva: Lo scopo ultimo è permettere alla persona di agire in modo più efficace e adattivo proprio nelle situazioni di attivazione emotiva.
Un punto fondamentale, spesso frainteso, è che la regolazione emotiva non è sinonimo di repressione o negazione di ciò che si sente. Significa piuttosto gestire e cambiare se, quando e come (ad esempio, con quale intensità) un'emozione emerge e viene espressa.
È un concetto più ampio del semplice "controllo": può comportare un cambiamento dell'emozione in sé, ma anche una modifica dei processi mentali o delle interazioni sociali a essa collegati.
Per un bambino, imparare a regolare le emozioni è un percorso che inizia in relazione con gli altri.
La letteratura scientifica evidenzia un passaggio cruciale: dalla co-regolazione con l'adulto (ad esempio, un genitore che calma il bambino) a una autoregolazione sempre più autonoma.
Questo passaggio è legato allo sviluppo di una forma più riflessiva di gestione delle emozioni, in cui il bambino inizia ad applicare volontariamente delle strategie di regolazione.
La regolazione emotiva è considerata un'abilità ponte, che collega le prime esperienze di vita con il futuro benessere e sviluppo positivo del bambino.
Se stai preparando una tesi o una revisione della letteratura, ecco un possibile paragrafo introduttivo:
La regolazione emotiva è la capacità, che si attiva dopo l'insorgere di un'emozione, di monitorare, valutare e modificare le reazioni emotive attraverso processi interni ed esterni.
La letteratura di riferimento, come i lavori di Eisenberg, parla di autoregolazione emotiva intendendo il reindirizzamento, il controllo, la modulazione e la modifica dell'attivazione emotiva, per consentire all'individuo di adattarsi alla situazione.
Cole e colleghi, invece, la definiscono come un insieme di cambiamenti legati all'emozione attivata, che possono riguardare l'emozione stessa o altri processi, come la memoria e l'interazione sociale.
Alla luce di ciò, la regolazione emotiva non va intesa come repressione, ma come un processo di modulazione dell'intensità, dell'espressione e della risposta comportamentale in base a ciò che il contesto richiede.
Ecco una guida rapida ai riferimenti principali da includere:
Thompson (1994): Fornisce la definizione classica, incentrata sui processi di "monitoraggio, valutazione e modifica" e sulla distinzione tra processi "intrinseci ed estrinseci".
Eisenberg e colleghi: Utili per approfondire l'autoregolazione emotiva nei bambini, con un focus su reindirizzamento, controllo, modulazione e funzione adattiva.
Cole e colleghi (2004): Perfetti per spiegare che la regolazione emotiva non modifica solo l'emozione, ma può influenzare anche altri processi psicologici e le interazioni sociali.
Studi su genitorialità e sviluppo: Indispensabili per parlare dello sviluppo della regolazione nei bambini piccoli, con un focus sul passaggio dalla co-regolazione all'autoregolazione.
La ricerca concorda nel vedere la regolazione emotiva come la capacità di monitorare, valutare e regolare le proprie esperienze emotive, usando sia risorse interne che il supporto dell'ambiente esterno.
Il suo obiettivo non è spegnere le emozioni, ma aiutarci a viverle ed esprimerle in modi che siano coerenti con la situazione, favorendo il nostro adattamento e le nostre relazioni sociali.
Poiché in letteratura esistono diverse sfumature nella definizione (alcune più centrate sul cambiamento della risposta emotiva, altre sulla gestione dell'espressione in società), è importante, quando se ne scrive, chiarire quale accezione si adotta.