Eriksson, M., Kenward, B., Poom, L., & Stenberg, G. (2021).
The behavioral effects of cooperative and competitive board games in preschoolers.
Scandinavian Journal of Psychology, 62(3), 355–364.
DOI: 10.1111/sjop.12708I ricercatori hanno osservato per sei settimane 65 bambini di età compresa tra i 4 e i 6 anni, divisi in gruppi di quattro. A ciascun gruppo è stato assegnato in modo casuale un gioco da tavolo cooperativo o competitivo. Subito dopo ogni sessione di gioco, i bambini venivano coinvolti in un altro compito per valutare la loro propensione a comportamenti cooperativi, prosociali, competitivi e antisociali.
L’ipotesi di partenza era piuttosto intuitiva: un gioco cooperativo avrebbe dovuto stimolare l’altruismo e la condivisione, mentre uno competitivo avrebbe potuto innescare dinamiche più conflittuali. Ma i risultati hanno riservato qualche sorpresa.
Il tipo di gioco non ha influenzato in modo marcato i comportamenti prosociali, cooperativi o antisociali dei bambini. In altre parole, dopo aver giocato a un gioco cooperativo, i piccoli non erano significativamente più propensi a condividere o aiutare gli altri rispetto a quando avevano appena finito una partita competitiva.
L’unica eccezione riguarda il comportamento competitivo. Lo studio ha rilevato che i bambini tendevano a essere leggermente più competitivi subito dopo aver giocato a un gioco competitivo. Gli autori, tuttavia, sottolineano che la misurazione di questo comportamento specifico non era del tutto affidabile, suggerendo cautela nell’interpretare questo singolo dato.
Cosa significa questo per genitori ed educatori? Che il panico per un gioco in cui si vince o si perde è forse ingiustificato. Entrambe le tipologie di gioco si sono rivelate contesti validi in cui i bambini possono esercitare e sviluppare le proprie competenze sociali.
È interessante notare come altri lavori accademici abbiano riportato risultati differenti. Una ricerca del 2019, ad esempio, ha scoperto che i bambini di 4-5 anni che giocavano in modo cooperativo erano più propensi a condividere con terze persone rispetto a chi aveva giocato in modo competitivo. Un altro studio ha evidenziato come i giochi cooperativi possano favorire lo sviluppo della condivisione, specialmente nei bambini, che in contesti competitivi potrebbero aver bisogno di un supporto maggiore.
Queste apparenti contraddizioni ci ricordano che il comportamento infantile è complesso e modellato da molti fattori: il contesto specifico, la personalità del bambino, la dinamica del gruppo e la cultura di riferimento.
Quindi, cosa mettere sul tavolo questa sera? La scienza suggerisce che non esiste una risposta univoca. Sia i giochi cooperativi che quelli competitivi offrono ai bambini un ambiente strutturato per imparare a relazionarsi con gli altri. L’importante è che l’esperienza sia positiva e divertente. Del resto, lo studio svedese ha osservato che i bambini in età prescolare spesso provano più entusiasmo per i giochi cooperativi.
In definitiva, la varietà potrebbe essere la strategia vincente: alternare giochi che richiedono di collaborare per un fine comune ad altri in cui ci si misura con le proprie capacità può fornire un bagaglio di competenze sociali più ricco e completo.
Per chi volesse approfondire la fonte originale, ecco il riferimento da inserire nella propria bibliografia:
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