Guterres è arrivato nella serata di lunedì 27 luglio alla guida di una delegazione di alto livello, che comprendeva le sottosegretarie e i sottosegretari generali Rosemary DiCarlo e Jean-Pierre Lacroix, oltre alla sua inviata personale per Cipro, María Ángela Holguín .
La missione rientrava nel mandato dei Buoni uffici dell’ONU, attraverso il quale il segretario generale facilita il dialogo tra le parti. L’obiettivo dichiarato era «far avanzare il processo di pace e sostenere la stabilità sull’isola» .
Il programma prevedeva incontri con il presidente della Repubblica di Cipro, Nikos Christodoulides, leader della comunità greco-cipriota, e con Tufan Erhürman, leader turco-cipriota. Erano inoltre previste riunioni congiunte, una cena privata tra i leader, una visita al Comitato per le persone scomparse — organismo sostenuto dall’ONU che cerca di chiarire la sorte delle persone ancora irreperibili — e una conferenza stampa nell’ultima giornata .
Le aspettative non riguardavano tanto la presentazione di un nuovo piano complessivo per la riunificazione, quanto la possibilità di costruire un percorso più concreto e orientato all’attuazione. L’ipotesi era collegare misure di rafforzamento della fiducia, garanzie nella fase di transizione e questioni costituzionali a un futuro accordo politico .
Secondo una fonte diplomatica dell’ONU citata dalla Cyprus News Agency, Guterres puntava a ottenere risultati concreti dagli incontri di Nicosia prima di convocare una conferenza informale allargata nel formato 5+1. Il formato riunirebbe le due comunità cipriote, Grecia, Turchia e Regno Unito, i tre Paesi garanti, con il coinvolgimento delle Nazioni Unite .
L’iniziativa si inseriva nel lavoro preparatorio già avviato. A maggio Christodoulides aveva sostenuto che un piano di soluzione avrebbe potuto essere pronto entro la fine del 2026 e aveva auspicato una conferenza allargata durante l’estate . Il portavoce del governo cipriota Konstantinos Letymbiotis aveva definito la visita «non cerimoniale», ma finalizzata a creare le condizioni per riavviare i negoziati .
L’isola è divisa dal 1974, quando un intervento militare turco seguì un colpo di Stato sostenuto dalla Grecia. Oggi il sud è amministrato dalla Repubblica di Cipro, riconosciuta a livello internazionale e guidata dalla comunità greco-cipriota; nel nord opera la Repubblica turca di Cipro del Nord, riconosciuta soltanto dalla Turchia.
Una zona cuscinetto separa le due parti ed è pattugliata dalla forza di mantenimento della pace delle Nazioni Unite, l’UNFICYP. I negoziati più recenti sono falliti alla conferenza di Crans-Montana, in Svizzera, nel 2017 . Anche l’incontro informale di Ginevra del 2021 si è concluso senza un’intesa sufficiente per riprendere i negoziati formali .
Nel 2025 e nel 2026 Holguín ha svolto consultazioni tra le parti, visitando Cipro, Grecia, Turchia, Regno Unito e Bruxelles per valutare le possibilità di riaprire il confronto . Nel gennaio 2026 il Consiglio di sicurezza ha ribadito che la soluzione sostenuta dall’ONU deve fondarsi su una federazione bizonale e bicomunitaria .
Il peso politico della visita derivava anche dal calendario. Con la fine del mandato di Guterres fissata al 31 dicembre 2026, l’ONU dispone di una finestra limitata per trasformare l’attività diplomatica in un nuovo negoziato. Per alcuni analisti, si tratta di un’occasione da cogliere subito o destinata a perdersi, in uno dei conflitti congelati più longevi affrontati dalle Nazioni Unite .
Il governo della Repubblica di Cipro ha parlato di «ottimismo prudente» . Erhürman ha invece espresso la speranza che l’incontro aiutasse le due parti a «capirsi meglio» . La visita, dunque, non garantiva un accordo né fissava automaticamente una nuova conferenza, ma mirava a verificare se esistessero ancora le condizioni politiche per fare il passo successivo.
Per alcuni osservatori potrebbe essere l’ultima opportunità realistica per mantenere aperta la prospettiva di una soluzione federale, prima che la divisione dell’isola si consolidi ulteriormente .