La reazione spiega perché i tagli ai target di Barclays e Deutsche Bank non siano semplicemente due revisioni numeriche: rappresentano due interpretazioni diverse del futuro di Nokia.
Il quadro finanziario del secondo trimestre è misto:
È questa la distinzione fondamentale: il risultato “comparabile” mostra il rendimento dell’attività depurato da alcune voci straordinarie, mentre il dato reported include gli oneri effettivamente contabilizzati. Per gli investitori, entrambi contano.
La parte più convincente del comunicato riguarda AI e cloud. Le vendite verso questi clienti sono aumentate del 105%, arrivando a 446 milioni di euro . Anche la raccolta ordini è cresciuta fino a 2,8 miliardi di euro, mentre Optical Networks e IP Networks — due aree direttamente collegate all’espansione dei data center — hanno registrato incrementi rispettivamente del 20% e del 16% .
Il problema è il ritmo con cui gli ordini diventano ricavi e, soprattutto, flussi di cassa. Nokia ha descritto il portafoglio ordini AI e cloud come “lumpy”, cioè irregolare e soggetto a forti oscillazioni tra un trimestre e l’altro. Inoltre, la disponibilità di memoria potrebbe ritardare la consegna di alcuni sistemi e quindi il riconoscimento dei ricavi . Secondo una stima, soltanto circa metà dei 2,8 miliardi di euro di ordini potrebbe trasformarsi in fatturato entro i dodici mesi successivi .
Per gli investitori più prudenti, il divario tra ordini annunciati e ricavi realizzati è oggi il nodo centrale della storia Nokia. La crescita è evidente; la sua monetizzazione, invece, deve ancora essere dimostrata.
La reazione del mercato è stata tutt’altro che entusiasta. Il 24 luglio l’ADR di Nokia quotato a New York è sceso del 5,35%, chiudendo a 9,73 dollari, il minimo di chiusura da aprile 2026 . A Helsinki il titolo è arrivato a perdere il 10,3%, mentre gli investitori valutavano l’outlook più cauto, i vincoli sulle forniture di memoria e l’incertezza sulla conversione degli ordini .
Il movimento ha cancellato il rialzo di circa il 5% registrato prima dei risultati . In altre parole, Nokia ha battuto il dato sugli utili, ma non ha convinto sul “racconto” più importante per il mercato: quanto velocemente la spinta dell’AI potrà migliorare ricavi, margini e cassa a livello di gruppo.
Barclays, attraverso l’analista Simon Coles, ha ridotto il target da 8,50 a 8 euro e ha mantenuto una raccomandazione Underweight/Sell . La banca ritiene che la debolezza strutturale della spesa telecom tradizionale non possa essere compensata abbastanza rapidamente dalla domanda proveniente dall’AI e dal cloud. In questa lettura, Nokia resta soprattutto un fornitore di infrastrutture telecom in un mercato maturo, con una nuova area promettente ma ancora troppo piccola per cambiare il profilo complessivo dell’azienda.
Deutsche Bank mantiene invece il giudizio Buy, ma ha tagliato il target più recente a 11,50 euro, dai precedenti 13,50 euro . Una nota di febbraio 2026 riportava un obiettivo di 6,50 euro, quando il titolo era scambiato a 5,49 euro . La posizione della banca è quindi più costruttiva sul lungo periodo, pur riconoscendo che la valutazione e le prospettive a breve richiedono maggiore prudenza.
La differenza è soprattutto strategica: Barclays teme che la trasformazione arrivi troppo tardi; Deutsche Bank scommette che il ciclo pluriennale degli investimenti in infrastrutture per l’AI possa accelerare prima che il business telecom tradizionale diventi un freno decisivo.
La distanza tra gli analisti non si limita alle due banche più osservate:
| Visione rialzista | Visione ribassista |
|---|---|
| Danske Bank — Buy, target a 14 euro; vede Nokia evolvere oltre la dipendenza dalle apparecchiature telecom | Barclays — Sell, target a 8 euro; sottolinea i problemi strutturali del business tradizionale |
| SEB — promossa a Buy con target a 12 euro; prevede una forte raccolta ordini nell’AI | DNB Carnegie — downgrade a Sell, target a 8,40 euro; ritiene che il rally sull’AI sia corso troppo e troppo velocemente |
| Deutsche Bank — Buy, target a 11,50 euro | Landesbank Baden-Württemberg — Sell, target a 9,75 euro |
A fine luglio il consenso sul titolo NYSE era intorno a 12,57 dollari, circa l’8,4% sotto la chiusura del 23 giugno, pari a 13,72 dollari . Tra il target più ottimista, 14 euro di Danske Bank, e quello più prudente, 8 euro di Barclays, c’è una differenza del 75% . Uno spread così ampio segnala che il mercato non ha ancora deciso se Nokia sia un’azienda telecom in declino con una promettente attività AI oppure un futuro protagonista dell’infrastruttura AI costruito sulle fondamenta del vecchio business.
La tesi rialzista ha bisogno di tre conferme:
Nel frattempo, il business telecom tradizionale — ancora superiore al 90% dei ricavi secondo una stima indipendente — è cresciuto soltanto del 4% nel trimestre . È il motivo per cui la crescita dell’AI, pur spettacolare, non ha ancora una dimensione sufficiente per modificare da sola i conti consolidati.
I tagli di Barclays e Deutsche Bank non sono necessariamente contraddittori. Barclays guarda al rischio che la trasformazione di Nokia richieda troppo tempo e troppo capitale. Deutsche Bank guarda invece alla possibilità che il ciclo dell’AI renda la nuova domanda abbastanza grande da compensare il rallentamento del settore telecom.
I prossimi due trimestri saranno decisivi: non basterà contare gli ordini. Il mercato vorrà vedere quanti di questi ordini diventano ricavi, margini e soprattutto cassa.