Buone notizie per chi possiede già un OnePlus: i dispositivi esistenti continueranno a ricevere aggiornamenti software, patch di sicurezza e assistenza post-vendita come promesso . Per il mercato indiano, invece, non cambia nulla: OnePlus continuerà a operare regolarmente .
Parallelamente all'addio ai mercati occidentali, OnePlus ha annunciato il ritiro di OxygenOS, la sua interfaccia Android quasi "stock" che per 11 anni è stata un pilastro dell'identità del brand . Al suo posto, tutti i nuovi dispositivi OnePlus monteranno ColorOS, il sistema operativo di Oppo. A partire da ColorOS 17, gli utenti con dispositivi compatibili potranno migrare volontariamente alla nuova interfaccia .
Questa mossa elimina di fatto l'ultima differenza software che distingueva OnePlus da Oppo e Realme, completando un processo di consolidamento iniziato nel 2021 . Per i fan della prima ora, è la fine simbolica dell'era "Never Settle" (Mai Accontentarsi) .
A poche settimane dall'annuncio di OnePlus, sono emerse notizie su Nothing, un altro brand nato come sfidante con sede a Londra. Secondo un rapporto del sito indiano Digit, Nothing si starebbe preparando a uscire da 12 o più mercati internazionali, tra cui Medio Oriente, Giappone e parti d'Europa, insieme a una riduzione della forza lavoro globale di circa il 40% .
Tuttavia, Nothing ha smentito pubblicamente queste voci. Forbes riporta che Nothing "nega le voci di uscita dal mercato ma conferma la ristrutturazione" dopo il lancio del Phone (4b) . L'Economic Times sottolinea che Nothing "ha respinto le notizie" di chiusura, ma la sua stessa risposta conferma che è in corso una "significativa ristrutturazione organizzativa" . CityAM ha anche riportato che oltre 100 dei circa 800 dipendenti globali di Nothing potrebbero perdere il lavoro, anche se l'entità esatta resta poco chiara .
In sintesi su Nothing: il rapporto di Digit è basato su fonti ma non è stato confermato dall'azienda. La società nega un'uscita definitiva e inquadra i cambiamenti come una ristrutturazione, non una ritirata. Ma i licenziamenti e la contrazione del mercato sono sostanzialmente confermati, se non nel nome, nei fatti .
Le storie di OnePlus e Nothing sono i sintomi di una pressione strutturale molto più ampia che sta colpendo i brand di smartphone di fascia media.
I costi dei chip di memoria stanno distruggendo i margini. L'impennata dei prezzi di DRAM e NAND, trainata dalla domanda di intelligenza artificiale che ha dirottato l'offerta di chip, ha fatto sì che i costi della memoria rappresentino quasi il 60% del costo totale dei materiali per i dispositivi economici e di fascia media . TrendForce ha segnalato che i prezzi dei contratti di DRAM mobile hanno continuato a salire vertiginosamente nel secondo trimestre del 2026, aggravando i costi per i produttori di smartphone . A febbraio 2026, IDC ha lanciato l'allarme: il mercato globale degli smartphone si prepara al "peggior calo di sempre", scendendo ai livelli di spedizione più bassi da oltre un decennio, proprio a causa dell'impennata dei prezzi della memoria . Omdia prevede che gli smartphone con prezzo inferiore a 400 dollari diminuiranno del 22% poiché i costi della memoria stanno ridefinendo l'economia dei dispositivi .
Il calo della domanda globale aggrava la situazione. Mentre le spedizioni globali sono cresciute del 2% nel 2025, raggiungendo 1,25 miliardi di unità, tutti i principali indicatori per il 2026 puntano nettamente verso il basso . La crisi della memoria ha reso commercialmente non redditizia la produzione di smartphone di fascia bassa e media, costringendo i brand ad aumentare i prezzi (rischiando di distruggere la domanda) o a uscire completamente dai mercati .
Il co-fondatore e CEO di Nothing, Carl Pei, aveva avvertito all'inizio del 2026: "I brand ora hanno una scelta semplice: aumentare i prezzi del 30% o più in alcuni casi, o ridurre le specifiche. Il modello 'più specifiche per meno soldi' su cui molti si basano si sta rompendo" .
Mettendo insieme i pezzi, il quadro è chiaro:
Il corridoio degli smartphone di fascia media nei mercati internazionali si sta contraendo rapidamente. I brand che non possono assorbire i costi più elevati dei componenti, che non hanno le dimensioni di Samsung o Apple, o che dipendono da dispositivi economici con margini esigui, sono costretti a consolidarsi, a ritirarsi nei mercati nazionali o asiatici, o a uscire del tutto. La conferma di OnePlus e la ristrutturazione (contestata ma reale) di Nothing sono i due punti dati più visibili di un arretramento industriale più ampio che non mostra segni di inversione.