Gemini Live è la modalità conversazionale di Google pensata per dialoghi più fluidi e naturali, con scambi avanti e indietro invece di singoli comandi isolati.
Con il nuovo aggiornamento, la funzione è disponibile anche su:
I due dispositivi si aggiungono ai modelli già compatibili, tra cui Nest Mini, Nest Audio, Nest Hub di seconda generazione, Nest Hub Max e il nuovo Google Home Speaker del 2026. Per avviare la conversazione è sufficiente dire: «Hey Google, parliamo» — oppure usare il comando originale in inglese, «Hey Google, let’s chat», se la lingua dell’assistente è impostata su inglese.
L’accesso a Gemini Live sui dispositivi di prima generazione richiede un abbonamento Google Home Premium. Google ha già riservato al piano Premium alcune delle funzioni più avanzate di Gemini for Home, comprese Gemini Live e le notifiche basate sull’intelligenza artificiale.
Il piano indicato nelle informazioni disponibili costa 10 dollari al mese oppure 100 dollari all’anno. La disponibilità delle singole funzioni può comunque variare in base al Paese e al piano sottoscritto, come specificato nella documentazione di Google Home.
L’altra novità centrale è l’estensione della Conversational Memory, cioè la memoria del contesto all’interno delle conversazioni con Gemini for Home. La finestra di memoria arriva ora a 15 minuti per l’intera esperienza Gemini for Home.
In pratica, l’assistente può comprendere meglio una richiesta successiva senza costringere l’utente a ripetere ogni dettaglio. Per esempio:
«Hey Google, accendi le luci della cucina».
Qualche minuto dopo: «Hey Google, abbassale al 50%».
In questo scenario, Gemini dovrebbe collegare «abbassale» alle luci della cucina attivate in precedenza.
L’obiettivo è superare uno dei limiti più comuni degli assistenti vocali per la casa intelligente: trattare ogni comando come se fosse il primo, senza tenere conto del contesto immediatamente precedente.
L’aggiornamento introduce anche Pet Memory. Le videocamere Nest per interni e alcune videocamere con Gemini integrato possono riconoscere singoli animali domestici e identificarli per nome, invece di limitarsi a segnalare genericamente «un cane» o «un gatto».
Per configurare la funzione, l’utente deve comunicare nell’app Google Home, tramite Ask Home, il nome e il tipo del proprio animale. In questo modo un avviso può indicare, per esempio, che «Fido sta camminando in cucina» invece di segnalare soltanto la presenza di un cane.
Il pacchetto del 23 luglio comprende anche diverse modifiche più mirate:
Il rilascio mostra che Google non sta limitando le funzioni più evolute di Gemini for Home ai soli prodotti più recenti. Anche hardware come il primo Home Mini e il primo Nest Hub può quindi beneficiare di una modalità conversazionale più naturale, almeno per gli utenti iscritti a Google Home Premium.
La memoria di 15 minuti potrebbe essere la modifica più utile nell’uso quotidiano: rende più semplici i comandi consecutivi per luci, dispositivi e automazioni. Il punto meno favorevole resta il costo dell’abbonamento, che potrebbe frenare chi possiede un dispositivo ancora funzionante ma non vuole aggiungere una spesa ricorrente.
In sintesi: per chi ha un Home Mini o un Nest Hub di prima generazione, l’aggiornamento del 23 luglio 2026 può allungare la vita del dispositivo. Tuttavia, per sfruttare Gemini Live sui modelli più datati è necessario Google Home Premium.