La Commissione europea ha già dato il via libera sul piano della concorrenza. Al 24 luglio 2026, tuttavia, manca ancora la decisione formale sulla procedura relativa ai possibili sussidi esteri, attesa entro il 30 luglio. Se l’autorizzazione arriverà come previsto, la chiusura potrebbe iniziare subito dopo e portare al completamento dell’operazione nel primo trimestre dell’esercizio fiscale 2027 .
L’accordo è stato annunciato il 29 settembre 2025. Il consorzio è composto da:
L’obiettivo dell’operazione è portare EA fuori dalla Borsa e trasformarla in una società privata. L’offerta prevede 210 dollari in contanti per azione, circa il 25% in più rispetto al valore di mercato della società al momento dell’annuncio . Il valore complessivo dell’impresa è stimato in circa 55 miliardi di dollari .
PIF dovrebbe diventare di gran lunga l’azionista principale, mentre Silver Lake e Affinity Partners parteciperebbero come co-investitori di minoranza. Una comunicazione regolamentare brasiliana ha indicato per PIF una quota di circa 93,4%, anche se la struttura definitiva dipende dal completamento dell’operazione .
Il 22 dicembre 2025 gli azionisti di Electronic Arts hanno votato a favore della vendita a 210 dollari per azione. Il consiglio di amministrazione aveva già raccomandato l’approvazione dell’accordo .
Questo voto ha rimosso uno dei passaggi societari principali, ma non ha concluso automaticamente la transazione: restano infatti le condizioni regolamentari e gli altri requisiti abituali previsti per il closing.
La Commissione europea ha autorizzato senza condizioni l’acquisizione il 23 luglio 2026, nell’ambito del regolamento UE sulle concentrazioni .
Secondo Bruxelles, l’operazione non solleva problemi di concorrenza, perché riguarda soprattutto la produzione e la distribuzione di videogiochi per dispositivi mobili, PC e console, oltre all’organizzazione e alla commercializzazione di competizioni di esports .
La scadenza iniziale per la revisione preliminare antitrust era stata fissata al 22 luglio 2026; la Commissione ha comunicato l’autorizzazione il giorno successivo .
È importante distinguere questo passaggio dalla procedura sui sussidi esteri: il via libera alla fusione riguarda gli effetti dell’operazione sulla concorrenza, mentre la seconda revisione valuta l’eventuale sostegno finanziario da parte di governi extra-UE.
Il 24 giugno 2026 il consorzio ha presentato la richiesta nell’ambito del Foreign Subsidies Regulation (FSR) dell’Unione europea. Il regolamento, applicabile dal 13 luglio 2023, punta a verificare se i sussidi concessi da governi non appartenenti all’UE possano distorcere la concorrenza nel mercato europeo .
Per questa procedura la Commissione ha fissato una scadenza preliminare al 30 luglio 2026. Al termine dell’esame iniziale, può autorizzare l’operazione senza condizioni oppure avviare un’indagine approfondita se emergono dubbi rilevanti .
Il 17 luglio Reuters ha riferito, citando persone a conoscenza della vicenda, che il gruppo guidato da PIF era destinato a ottenere il via libera europeo anche secondo le regole sui sussidi esteri .
Stato al 24 luglio 2026: la decisione formale ai sensi dell’FSR non è ancora stata annunciata. La scadenza del 30 luglio resta quindi il prossimo appuntamento regolamentare decisivo.
| Tappa | Data |
|---|---|
| Annuncio dell’acquisizione | 29 settembre 2025 |
| Approvazione degli azionisti | 22 dicembre 2025 |
| Presentazione della richiesta nell’ambito dell’FSR | 24 giugno 2026 |
| Scadenza iniziale della revisione antitrust UE | 22 luglio 2026 |
| Via libera UE alla fusione | 23 luglio 2026 |
| Scadenza della revisione FSR | 30 luglio 2026 |
| Possibile periodo di chiusura | Subito dopo la conclusione della procedura FSR, se arriverà l’autorizzazione prevista |
Il closing è atteso nel primo trimestre dell’esercizio fiscale 2027 di EA, subordinatamente ai requisiti finali previsti dall’accordo . Alla luce del via libera antitrust e delle indicazioni sulla probabile autorizzazione FSR, il consorzio potrebbe procedere poco dopo la scadenza del 30 luglio, sempre che la Commissione conceda formalmente l’ok.
Al 24 luglio non risultano pubblicamente identificati altri ostacoli regolamentari di rilievo in ulteriori giurisdizioni. Fino all’annuncio del closing, però, Electronic Arts resta formalmente una società quotata e l’acquisizione non può essere considerata conclusa.