L’obiettivo dichiarato è ambizioso: costruire una sorta di “World Wide Web dell’IA”, cioè un ecosistema aperto, gratuito e governato con il coinvolgimento delle comunità, invece di lasciare lo sviluppo dell’intelligenza artificiale nelle mani di pochi operatori privati .
Current AI parte da una critica al modello dominante. Secondo l’organizzazione, gran parte dei sistemi di IA è oggi controllata da un numero ristretto di aziende private. Questa concentrazione può lasciare i governi dipendenti da infrastrutture esterne e gli utenti esposti agli effetti di un cambiamento di policy o di una crisi geopolitica .
La risposta proposta è un’infrastruttura tecnologica aperta, pubblica e responsabile nei confronti delle comunità, non degli azionisti. La strategia si basa su tre principi:
Ayah Bdeir, amministratrice delegata dell’organizzazione, ha sottolineato a TechCrunch che i sostenitori di Current AI sono “finanziatori, non investitori”: i fondi vengono erogati senza acquisire quote societarie o controllo sull’iniziativa .
Il finanziamento iniziale ammonta a circa 400 milioni di dollari. Il governo francese avrebbe contribuito con una quota iniziale di circa 100 milioni, insieme alla Ford Foundation, alla John D. and Catherine T. MacArthur Foundation, alla Patrick J. McGovern Foundation, all’AI Collaborative — parte dell’attività filantropica legata a Pierre Omidyar — a Google DeepMind e a Salesforce .
Current AI punta però a raccogliere 2,5 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni, coinvolgendo governi, fondazioni e partner del settore privato . Hanno già espresso sostegno diversi Paesi, tra cui Finlandia, Francia, Germania, Cile, India, Kenya, Marocco, Nigeria, Slovenia e Svizzera .
La posta in gioco non è soltanto creare un altro modello linguistico. L’organizzazione vuole finanziare i cosiddetti beni pubblici dell’IA: dataset di qualità, strumenti di sicurezza, modelli adattabili e infrastrutture che possano essere utilizzati anche da ricercatori, enti pubblici e comunità con risorse limitate.
In meno di 18 mesi, Current AI è passata dalla dichiarazione d’intenti al sostegno di progetti concreti in diverse aree del mondo.
Lanciato nel luglio 2026 durante l’AI for Good Summit di Ginevra, Alpha Chat è un’interfaccia conversazionale open source realizzata in sette settimane da un consorzio di dieci organizzazioni, tra cui Hugging Face, Mozilla e il MIT Media Lab .
La piattaforma è pensata in modo modulare: collaboratori indipendenti possono aggiungere modelli linguistici, protocolli di sicurezza e risorse di calcolo. L’idea è separare l’interfaccia dal singolo modello e rendere più facile l’ingresso di nuovi contributori.
Current AI collabora inoltre con Sakana AI, azienda con sede a Tokyo, per sviluppare un framework open source adatto alle caratteristiche linguistiche e culturali del Giappone . Il progetto è concepito anche come base riutilizzabile per comunità del Sud globale, dove le lingue locali sono spesso poco rappresentate nei sistemi commerciali.
Al summit sull’IA organizzato in India nel febbraio 2026, Current AI ha collaborato con Bhashini, la divisione del governo indiano dedicata alle tecnologie linguistiche, per presentare Suno Sutra, espressione traducibile come “cronache dell’ascolto” .
Si tratta di un dispositivo tascabile che funziona completamente offline e supporta 22 lingue indiane, senza richiedere una connessione a Internet. Anche il progetto hardware è stato pubblicato con licenza open source.
Nel giugno 2026, Current AI ha assegnato 3,2 milioni di dollari in sovvenzioni a quattro organizzazioni regionali :
| Organizzazione | Area | Obiettivo |
|---|---|---|
| Masakhane | Kenya | Dataset multilingue per la sanità e l’agricoltura |
| Lebanese Institute for Worldmaking | Libano | Digitalizzazione del patrimonio culturale arabo sotto il controllo delle comunità |
| Portal sem Porteiras | Amazzonia brasiliana | Strumenti di IA offline per le comunità indigene |
| African Internet Rights Alliance | Africa e altri territori | Audit sulla responsabilità dei sistemi di IA |
Nel luglio 2026 Current AI ha pubblicato anche la Open Source AI Gap Map v0.1, una ricognizione di oltre 24.626 progetti di IA open source. La mappa serve a individuare le aree ancora poco coperte e a coordinare nuovi interventi nell’interesse pubblico .
I dati sono distribuiti con licenza MIT, permettendo a ricercatori e sviluppatori di riutilizzarli e contribuire agli aggiornamenti futuri .
Current AI è soprattutto un esperimento su un possibile terzo modello per l’IA: non completamente aziendale e non interamente statale. La sua struttura di partnership pubblico-privata, sostenuta da fondazioni filantropiche, cerca di dimostrare che l’IA orientata all’interesse pubblico può raggiungere una scala globale .
Restano però interrogativi importanti. Sarà possibile raccogliere i 2,5 miliardi di dollari previsti? I progetti open source riusciranno a offrire prestazioni comparabili a quelle dei sistemi proprietari? E, soprattutto, le comunità avranno davvero un controllo effettivo sui propri dati e sulle decisioni tecnologiche?
Per ora, Current AI sta costruendo la propria risposta attraverso strumenti locali, multilingue e aperti. La sua tesi è semplice: se l’IA deve servire tutti, allora tutti dovrebbero poterla costruire, adattare e controllare.