Nel Q2 2026 le società spaziali hanno chiuso 141 operazioni di finanziamento venture. Il valore medio di ciascun round è salito a circa 72,5 milioni di dollari, rispetto ai 68,1 milioni del trimestre precedente, mentre il valore mediano è rimasto stabile a 15 milioni di dollari .
Il quadro suggerisce che la crescita non dipende soltanto da un maggior numero di operazioni, ma soprattutto dalla presenza di finanziamenti late-stage — cioè rivolti ad aziende già relativamente mature — con importi sempre più elevati.
L’evento che ha catalizzato maggiormente l’attenzione è stata la quotazione di SpaceX. Il 12 giugno 2026 la società ha completato quella che viene indicata come la più grande IPO della storia: azioni a 135 dollari e una raccolta di circa 75 miliardi di dollari, a fronte di una valutazione di circa 1.750 miliardi di dollari . Alcuni resoconti hanno indicato quasi 86 miliardi di dollari considerando anche l’eventuale esercizio dell’opzione di overallotment .
La domanda avrebbe superato di gran lunga l’offerta: secondo alcune stime, l’interesse degli investitori ha oltrepassato i 150 miliardi di dollari, più del doppio dell’obiettivo di raccolta .
L’operazione ha inoltre attirato nel comparto investitori che in precedenza non erano soliti puntare sulle società spaziali, ampliando così la base di capitale disponibile . L’entusiasmo per l’imminente ingresso di SpaceX sui mercati pubblici aveva già contribuito al record del primo trimestre, quando gli investimenti avevano raggiunto 8 miliardi di dollari . Nel secondo trimestre, l’attenzione è rimasta vicina a quei livelli anche dopo la quotazione .
Le applicazioni legate alla difesa hanno dominato le operazioni di maggiore valore. Il round più consistente del trimestre è stato quello da 600 milioni di dollari raccolto da True Anomaly, startup statunitense attiva nei sistemi spaziali per l’intercettazione dei missili e nei contratti per la sicurezza nazionale .
L’operazione si inserisce nella più ampia ondata di contratti collegata al programma statunitense “Golden Dome”, che comprende commesse della US Space Force per sistemi di intercettazione missilistica basati nello spazio .
Tra le altre operazioni rilevanti figurano:
Anche l’Europa ha registrato una forte accelerazione: 17 società spaziali europee hanno raccolto complessivamente 1,3 miliardi di euro in 18 round, con una crescita del 304,4% rispetto allo stesso trimestre del 2025 .
La tendenza appare ancora più netta osservando il dato cumulato degli ultimi dodici mesi, spesso indicato con l’acronimo inglese TTM (trailing twelve months):
| Indicatore | Ultimi 12 mesi al Q2 2026 | Ultimi 12 mesi al Q2 2025 | Variazione |
|---|---|---|---|
| Investimenti complessivi | 23 miliardi di dollari | circa 9,7 miliardi | +137% |
| Numero di operazioni | 620 | 582 | +6,5% |
Fonte: Seraphim Space Index, Q2 2026
I 23 miliardi di dollari investiti nell’ultimo anno sono più del doppio dei circa 9,7 miliardi registrati nei dodici mesi terminati con il secondo trimestre del 2025 . Il numero di operazioni, invece, è aumentato molto meno: da 582 a 620. La conclusione è che l’impennata del valore complessivo è stata alimentata soprattutto da round più grandi, non da un semplice aumento del numero di finanziamenti .
Gli investitori stanno ora guardando a Blue Origin e alla possibilità che la società raccolga circa 10 miliardi di dollari. Un’operazione di questa portata potrebbe prolungare il ritmo record di formazione di capitale nel comparto .
Per il momento, la combinazione tra la quotazione di SpaceX, l’aumento della spesa per la difesa e la maggiore familiarità degli investitori con lo spazio come classe di investimento continua a sostenere il mercato. La domanda aperta è se questa accelerazione rappresenti una nuova fase strutturale per la SpaceTech o il picco di entusiasmo seguito a una delle IPO più importanti mai realizzate.