L'agenda del comitato era interamente incentrata su questioni istituzionali e procedurali, senza alcuna decisione sui nuovi contingenti di produzione:
Conclusione: La riunione è stata un momento importante per la governance a lungo termine dell'OPEC+, ma non ha avuto alcun impatto diretto sul mercato.
Solo due giorni prima dell'incontro di Baku, il 13 luglio 2026, l'OPEC ha pubblicato il suo rapporto mensile di luglio (Monthly Oil Market Report, MOMR), gettando un'ombra fosca sui lavori .
La sequenza di tagli mostra un peggioramento del quadro: il rapporto di giugno aveva già ridotto la previsione 2026 a 970.000 bpd da 1,17 milioni di bpd . Il rapporto di luglio ha approfondito la riduzione . I tagli riflettono la persistente debolezza della domanda legata alle conseguenze del conflitto con l'Iran . Anche l'Agenzia Internazionale per l'Energia (IEA) è stata più pessimista, prevedendo un calo della domanda nel 2026 .
I "sette paesi chiave" dell'OPEC+ — Arabia Saudita, Russia, Iraq, Kuwait, Kazakhstan, Algeria e Oman — stanno gestendo una serie di aggiustamenti produttivi dalla fine del 2025. È importante sottolineare che il Comitato tecnico di Baku non ha preso decisioni sulla produzione; queste vengono gestite a livello ministeriale.
L'incontro di Baku si è svolto nel contesto del più sconvolgente scenario del mercato petrolifero degli ultimi decenni, definito dalla crisi dello Stretto di Hormuz del 2026 .
I tre tagli consecutivi alle previsioni di crescita della domanda da parte dell'OPEC riflettono il danno economico causato dal conflitto, il minor consumo asiatico (in particolare gli acquirenti cinesi rimasti assenti dal mercato) e l'impatto più ampio dei prezzi più alti durante la crisi sulla crescita economica globale .
| Fattore | Dato chiave | Fonti principali |
|---|---|---|
| Riunione Comitato Tecnico CoC di Baku | Prima riunione, 15-16 luglio 2026; preparazione piano di lavoro, presentazione Segretariato, elezione presidente; nessuna decisione sulla produzione | |
| Previsione crescita domanda OPEC luglio 2026 | Taglio a ~800.000 bpd (terzo taglio consecutivo); domanda totale 105,94 mln bpd per 2026; previsione 2027 alzata a ~1,9 mln bpd | |
| Decisione produzione dei sette paesi (7 giugno) | +188.000 bpd di aumento dei contingenti per luglio (quarto aumento mensile); in gran parte simbolico a causa della chiusura di Hormuz | |
| Possibile inversione di rotta ad agosto (non confermata) | Notizie di un taglio di 188.000 bpd concordato il 5 luglio per agosto; non confermato in modo indipendente da agenzie di stampa internazionali | |
| Chiusura dello Stretto di Hormuz | Chiuso dal 28 febbraio al 18 giugno 2026; MOU firmato il 18 giugno; flussi in normalizzazione ma non ancora ai livelli pre-guerra all'inizio di luglio | |
| Prezzi del greggio | Brent sceso a ~70-75 dollari/barile, WTI sotto i 70 dollari/barile entro fine giugno; EIA ha riportato una media del Brent a 105 dollari a giugno e luglio; Citi prevede fino a 60 dollari/barile entro fine anno |
Conclusione: L'incontro di Baku è stato una tappa istituzionale per la governance a lungo termine dell'OPEC+. Il vero contesto di mercato era drammatico: l'OPEC aveva appena tagliato le stime di crescita della domanda per il terzo mese consecutivo, i sette paesi chiave faticavano ad attuare aumenti simbolici a causa della chiusura di Hormuz, i prezzi del greggio erano crollati dai massimi di guerra ai livelli pre-conflitto e un'ondata di offerta ripresa da Hormuz minacciava ulteriori ribassi.