Il benchmark TTF è balzato del 3,35% in un solo giorno il 13 luglio, e i prezzi erano già saliti il 7 luglio dopo la prima ondata di attacchi . Lo Stretto rimane di fatto conteso, con attacchi e contrattacchi che sono proseguiti per il terzo fine settimana consecutivo fino al 14 luglio
.
L'inverno 2025/2026, particolarmente rigido, ha prosciugato le riserve di gas dell'Europa ben più del normale. A metà luglio 2026, gli stoccaggi dell'UE si attestano a circa il 51-52% della capacità di lavoro, circa 15 punti percentuali al di sotto della media stagionale degli ultimi cinque anni . Si tratta del livello più basso per questo periodo dell'anno da 15 anni
. Per raggiungere l'obiettivo del 90% fissato dall'UE entro il 1° novembre, l'Europa dovrebbe iniettare circa 39 punti percentuali in 108 giorni, un ritmo che i tassi di iniezione di metà anno non hanno ancora raggiunto
. Le previsioni di Wood Mackenzie indicano che l'Europa potrebbe entrare in inverno solo al 76% della capacità, il livello più basso in 15 anni
.
Questa carenza crea una domanda massiccia e urgente di carichi di GNL, proprio mentre la crisi di Hormuz minaccia la loro consegna.
Dopo la perdita della maggior parte del gas russo via gasdotto, l'Europa dipende quasi interamente dal GNL per rifornire gli stoccaggi. Il mercato globale del GNL è strutturalmente teso: il freddo inverno ha prosciugato anche le riserve asiatiche, e nel 2026 la nuova capacità di liquefazione in arrivo è limitata . La nuova normativa UE sulle emissioni di metano potrebbe ulteriormente limitare la disponibilità futura di forniture
. Qualsiasi interruzione prolungata a Hormuz, attraverso cui transita una quota significativa dei carichi globali di GNL, soffocherebbe direttamente la capacità dell'Europa di riempire gli stoccaggi prima dell'inverno.
I quattro fattori formano una spirale che si autoalimenta:
Il Gruppo di coordinamento sul gas della Commissione Europea ha dichiarato il 1° luglio che non c'è "alcuna preoccupazione immediata" per la sicurezza dell'approvvigionamento dell'UE, ma ha riconosciuto che i livelli di stoccaggio rimangono al di sotto delle medie pre-crisi, confermando che raggiungere l'80% sarebbe sufficiente — una soglia che ora appare incerta . Il vero rischio si materializzerà in autunno: se le scorte non potranno raggiungere livelli adeguati prima dell'inverno, una vera e propria crisi di approvvigionamento all'inizio del 2027 diventa uno scenario realistico.