Il rally si è verificato nonostante una svolta hawkish della Federal Reserve. Nella riunione del FOMC del 17-18 giugno, la Fed ha mantenuto i tassi al 3,50%–3,75%, ma il dot plot è diventato nettamente hawkish: nove dei 18 funzionari prevedono almeno un rialzo dei tassi nel 2026, portando la mediana del tasso sui fondi federali al 3,8% . È stato un cambiamento radicale rispetto alle precedenti aspettative di tagli. Il presidente della Fed, Kevin Warsh, ha tenuto la sua prima testimonianza semestrale di politica monetaria davanti alla Commissione per i Servizi Finanziari della Camera proprio il giorno della pubblicazione del CPI
. Ha ribadito un "cambio di regime" nella politica monetaria, giurando di rendere l'impennata dell'inflazione "un ricordo del passato"
. Ha anche escluso salvataggi governativi per le criptovalute e rifiutato di accennare alla prossima mossa di politica monetaria
. La spinta del CPI è stata abbastanza forte da superare il suo tono cauto
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Il rally è fragile. Il crollo della tregua USA-Iran e il potenziale blocco dello Stretto di Hormuz — da cui passa circa il 20% del petrolio globale — rappresentano un rischio acuto e concreto . Il petrolio sopra i 75$ al barile alimenta l'aumento dei prezzi della benzina, che potrebbe invertire la tendenza alla disinflazione e ripristinare le aspettative di rialzo dei tassi da parte della Fed. Gli analisti hanno notato che l'incapacità del Bitcoin di superare i 65.000$ il 15 luglio è un segnale di "cautela" che riflette questo rischio geopolitico
. La posizione hawkish di Warsh non offre alcuna rete di sicurezza, e il suo dot plot del FOMC di giugno mostra già un comitato diviso e propenso ai rialzi
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Una lettura attenta delle evidenze suggerisce che il rally è un evento guidato dalla disinflazione che non ha ancora risolto le difficoltà strutturali rappresentate dalla geopolitica e dalla politica della Federal Reserve. I prossimi dati CPI saranno cruciali.