Allo stesso tempo, alcune metriche mostrano i tratti tipici di una capitolazione. È un elemento importante per chi cerca di capire se il minimo sia vicino, ma non equivale alla conferma che il minimo sia già stato raggiunto .
Secondo le analisi basate sui dati di Glassnode, Bitcoin viene scambiato al di sotto della True Market Mean, stimata intorno a 77.200 dollari, e anche sotto il prezzo medio di carico dei detentori di breve periodo, vicino a 72.600 dollari .
La True Market Mean è un modello che stima il costo medio delle monete acquistate sul mercato secondario. Quando il prezzo rimane sotto questo livello, il mercato si trova generalmente in una zona di pressione e gli investitori che hanno comprato più di recente tendono a essere in perdita.
Il quadro è quindi ancora fragile: il prezzo tratta con uno sconto di circa il 15% rispetto alla True Market Mean e il rapporto MVRV dei detentori di breve periodo è migliorato, ma resta sotto la soglia di pareggio di 1,0 . Finché Bitcoin non recupererà stabilmente questi livelli, un eventuale rimbalzo può essere interpretato più come una reazione tecnica che come l’inizio di una nuova fase rialzista.
Il segnale più vicino a una fase di capitolazione arriva dai detentori di lungo periodo, cioè dagli investitori che conservano le proprie monete per oltre 155 giorni. La loro quota delle perdite realizzate complessive è salita dal 15% di inizio febbraio al 43% .
Le perdite realizzate giornaliere di questo gruppo hanno inoltre raggiunto un picco vicino a 280 milioni di dollari, il livello più elevato dal dicembre 2022 . Quando anche gli investitori più pazienti iniziano a vendere in perdita, il mercato può trovarsi nelle fasi avanzate di un processo di formazione del minimo.
La cautela, però, è d’obbligo: una forte realizzazione di perdite segnala stress e possibile capitolazione, non un cambio di regime già avvenuto. Per parlare di fondo confermato servirebbero una riduzione più persistente della pressione di vendita e una struttura dei prezzi più costruttiva .
Anche i flussi degli strumenti finanziari quotati negli Stati Uniti restano un ostacolo. Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per circa 4,06 miliardi di dollari a giugno 2026, il peggior risultato mensile dal loro lancio nel gennaio 2024 . Una rilevazione compilata da Bloomberg indica deflussi superiori a 4,1 miliardi di dollari dai 13 fondi quotati negli Stati Uniti .
A metà giugno gli ETF avevano inoltre accumulato cinque settimane consecutive di deflussi netti . La fuga di capitali non dimostra da sola che il prezzo debba continuare a scendere, ma indica che la domanda istituzionale non sta ancora svolgendo il ruolo di sostegno necessario per una ripresa duratura.
La pressione ha contribuito a spingere Bitcoin verso l’area dei 61.000 dollari nei dati citati sui flussi, mentre alcuni portafogli di grandi dimensioni hanno registrato circa 2,5 miliardi di dollari di perdite realizzate .
| Indicatore o analisi | Cosa mostra | Cosa significa per il mercato |
|---|---|---|
| True Market Mean | Bitcoin resta sotto la soglia di circa 77.200 dollari e sotto il costo medio dei detentori di breve periodo, vicino a 72.600 dollari . | Il regime ribassista resta intatto finché il prezzo non recupera i principali livelli di valutazione on-chain . |
| Flussi degli ETF spot | A giugno i deflussi dagli ETF statunitensi hanno raggiunto circa 4,06-4,1 miliardi di dollari . | La domanda istituzionale rappresenta ancora un vento contrario, non una base confermata per la ripresa . |
| Perdite dei detentori di lungo periodo | La loro quota delle perdite realizzate è salita al 43%, con un picco giornaliero vicino a 280 milioni di dollari . | La capitolazione potrebbe trovarsi in una fase avanzata, ma il minimo non è ancora certificato . |
| Analisi di Glassnode sulla formazione del minimo | Il mercato è stato descritto come entrato nelle fasi più avanzate del processo di bottoming . | Esistono segnali compatibili con un minimo in costruzione, ma servono recupero dei prezzi e miglioramento dei dati on-chain . |
L’insieme delle evidenze sostiene l’ipotesi di un bear market strutturale, non di una ripresa già confermata . Prezzi sotto i livelli di costo on-chain, deflussi record dagli ETF e perdite elevate tra i detentori di lungo periodo indicano che la pressione non si è ancora esaurita .
Ci sono tuttavia due elementi che impediscono di leggere il quadro in modo esclusivamente negativo:
La capitolazione potrebbe essere in via di maturazione. Perdite dei detentori di lungo periodo vicine a 280 milioni di dollari al giorno e pari al 43% delle perdite complessive sono coerenti con l’idea di una fase avanzata di formazione del minimo .
Lo stress di valutazione è già significativo. Il fatto che Bitcoin tratti sotto la True Market Mean e sotto il costo dei detentori di breve periodo mostra una pressione diffusa sugli investitori. Situazioni simili possono comparire nelle fasi finali di un mercato ribassista, ma non bastano da sole a identificare il minimo .
La soglia più importante resta la True Market Mean, intorno a 77.200 dollari. Finché Bitcoin rimane sotto questo livello e sotto il costo medio dei detentori di breve periodo, lo scenario di base resta ribassista .
Un recupero convincente della True Market Mean, accompagnato da un miglioramento dei flussi e da una riduzione delle perdite realizzate, offrirebbe invece il primo segnale concreto di un possibile allontanamento dall’attuale struttura bearish. Fino ad allora, i dati suggeriscono che il mercato potrebbe essere vicino a una fase avanzata del processo di bottoming, ma non che il fondo sia già confermato.
Allo stesso tempo, alcune metriche mostrano i tratti tipici di una capitolazione. È un elemento importante per chi cerca di capire se il minimo sia vicino, ma non equivale alla conferma che il minimo sia già stato raggiunto .
Secondo le analisi basate sui dati di Glassnode, Bitcoin viene scambiato al di sotto della True Market Mean, stimata intorno a 77.200 dollari, e anche sotto il prezzo medio di carico dei detentori di breve periodo, vicino a 72.600 dollari .
La True Market Mean è un modello che stima il costo medio delle monete acquistate sul mercato secondario. Quando il prezzo rimane sotto questo livello, il mercato si trova generalmente in una zona di pressione e gli investitori che hanno comprato più di recente tendono a essere in perdita.
Il quadro è quindi ancora fragile: il prezzo tratta con uno sconto di circa il 15% rispetto alla True Market Mean e il rapporto MVRV dei detentori di breve periodo è migliorato, ma resta sotto la soglia di pareggio di 1,0 . Finché Bitcoin non recupererà stabilmente questi livelli, un eventuale rimbalzo può essere interpretato più come una reazione tecnica che come l’inizio di una nuova fase rialzista.
Il segnale più vicino a una fase di capitolazione arriva dai detentori di lungo periodo, cioè dagli investitori che conservano le proprie monete per oltre 155 giorni. La loro quota delle perdite realizzate complessive è salita dal 15% di inizio febbraio al 43% .
Le perdite realizzate giornaliere di questo gruppo hanno inoltre raggiunto un picco vicino a 280 milioni di dollari, il livello più elevato dal dicembre 2022 . Quando anche gli investitori più pazienti iniziano a vendere in perdita, il mercato può trovarsi nelle fasi avanzate di un processo di formazione del minimo.
La cautela, però, è d’obbligo: una forte realizzazione di perdite segnala stress e possibile capitolazione, non un cambio di regime già avvenuto. Per parlare di fondo confermato servirebbero una riduzione più persistente della pressione di vendita e una struttura dei prezzi più costruttiva .
Anche i flussi degli strumenti finanziari quotati negli Stati Uniti restano un ostacolo. Gli ETF spot su Bitcoin hanno registrato deflussi netti per circa 4,06 miliardi di dollari a giugno 2026, il peggior risultato mensile dal loro lancio nel gennaio 2024 . Una rilevazione compilata da Bloomberg indica deflussi superiori a 4,1 miliardi di dollari dai 13 fondi quotati negli Stati Uniti .
A metà giugno gli ETF avevano inoltre accumulato cinque settimane consecutive di deflussi netti . La fuga di capitali non dimostra da sola che il prezzo debba continuare a scendere, ma indica che la domanda istituzionale non sta ancora svolgendo il ruolo di sostegno necessario per una ripresa duratura.
La pressione ha contribuito a spingere Bitcoin verso l’area dei 61.000 dollari nei dati citati sui flussi, mentre alcuni portafogli di grandi dimensioni hanno registrato circa 2,5 miliardi di dollari di perdite realizzate .
| Indicatore o analisi | Cosa mostra | Cosa significa per il mercato |
|---|---|---|
| True Market Mean | Bitcoin resta sotto la soglia di circa 77.200 dollari e sotto il costo medio dei detentori di breve periodo, vicino a 72.600 dollari . | Il regime ribassista resta intatto finché il prezzo non recupera i principali livelli di valutazione on-chain . |
| Flussi degli ETF spot | A giugno i deflussi dagli ETF statunitensi hanno raggiunto circa 4,06-4,1 miliardi di dollari . | La domanda istituzionale rappresenta ancora un vento contrario, non una base confermata per la ripresa . |
| Perdite dei detentori di lungo periodo | La loro quota delle perdite realizzate è salita al 43%, con un picco giornaliero vicino a 280 milioni di dollari . | La capitolazione potrebbe trovarsi in una fase avanzata, ma il minimo non è ancora certificato . |
| Analisi di Glassnode sulla formazione del minimo | Il mercato è stato descritto come entrato nelle fasi più avanzate del processo di bottoming . | Esistono segnali compatibili con un minimo in costruzione, ma servono recupero dei prezzi e miglioramento dei dati on-chain . |
L’insieme delle evidenze sostiene l’ipotesi di un bear market strutturale, non di una ripresa già confermata . Prezzi sotto i livelli di costo on-chain, deflussi record dagli ETF e perdite elevate tra i detentori di lungo periodo indicano che la pressione non si è ancora esaurita .
Ci sono tuttavia due elementi che impediscono di leggere il quadro in modo esclusivamente negativo:
La capitolazione potrebbe essere in via di maturazione. Perdite dei detentori di lungo periodo vicine a 280 milioni di dollari al giorno e pari al 43% delle perdite complessive sono coerenti con l’idea di una fase avanzata di formazione del minimo .
Lo stress di valutazione è già significativo. Il fatto che Bitcoin tratti sotto la True Market Mean e sotto il costo dei detentori di breve periodo mostra una pressione diffusa sugli investitori. Situazioni simili possono comparire nelle fasi finali di un mercato ribassista, ma non bastano da sole a identificare il minimo .
La soglia più importante resta la True Market Mean, intorno a 77.200 dollari. Finché Bitcoin rimane sotto questo livello e sotto il costo medio dei detentori di breve periodo, lo scenario di base resta ribassista .
Un recupero convincente della True Market Mean, accompagnato da un miglioramento dei flussi e da una riduzione delle perdite realizzate, offrirebbe invece il primo segnale concreto di un possibile allontanamento dall’attuale struttura bearish. Fino ad allora, i dati suggeriscono che il mercato potrebbe essere vicino a una fase avanzata del processo di bottoming, ma non che il fondo sia già confermato.