L’8 luglio 2026 Cloudflare e OpenAI hanno annunciato un progetto pilota di ricerca che sfrutta segnali aggregati della rete Cloudflare, come freschezza dei contenuti, qualità del traffico e modifiche effettive alle pa... L’iniziativa si inserisce nella strategia presentata da Cloudflare il 1° luglio 2026: distinguer...
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L’8 luglio 2026, Cloudflare e OpenAI hanno annunciato un progetto pilota di ricerca per verificare se i segnali in tempo reale provenienti dalla rete globale di Cloudflare possano migliorare l’indicizzazione dei motori di ricerca basati sull’AI e la qualità delle risposte .
L’annuncio arriva pochi giorni dopo una revisione più ampia delle regole con cui Cloudflare gestisce i crawler AI. La società ha presentato il nuovo approccio il 1° luglio 2026, con l’obiettivo di distinguere meglio tra ricerca, agenti e addestramento dei modelli, limitare i crawler che svolgono più funzioni contemporaneamente e sperimentare sistemi di pagamento per gli editori TBB.
Il progetto combina i dati della rete edge di Cloudflare con le capacità di ricerca di OpenAI. Secondo Matthew Prince, cofondatore e CEO di Cloudflare, l’obiettivo è usare «segnali di rete granulari» per rendere la ricerca AI più efficiente e aiutare gli utenti a ottenere risposte di qualità in meno tempo .
Cloudflare sostiene che la propria rete trasporti oltre il 20% del traffico web globale, offrendo così una prospettiva ampia sui cambiamenti e sui modelli di traffico delle pagine . Il progetto utilizza segnali anonimizzati e aggregati, tra cui:
Queste informazioni possono aiutare un motore di ricerca AI a decidere quali pagine scansionare, quando eseguire una nuova scansione e quali contenuti potrebbero essere obsoleti o poco rilevanti. In questo modo si riducono le richieste superflue: una pagina non deve essere recuperata nuovamente se i segnali indicano che non è cambiata .
Il possibile risultato è un’indicizzazione più efficiente e risposte più aggiornate e accurate. Per gli operatori AI questo potrebbe significare meno costi infrastrutturali; per i siti web, meno scansioni inutili e una maggiore probabilità che i contenuti pertinenti vengano utilizzati e attribuiti correttamente.
Il progetto con OpenAI si inserisce nella strategia che Cloudflare ha presentato il 1° luglio con il nome “Content Independence Day” TBB. Al posto della distinzione semplificata tra “bot AI” e “bot non AI”, Cloudflare propone tre categorie basate sul comportamento del crawler:
| Categoria | Funzione | Esempio |
|---|---|---|
| Search | Indicizza i contenuti per rispondere a domande future. In linea di principio, il sito dovrebbe ricevere traffico di riferimento o una forma di compensazione. | Crawler dei motori di ricerca tradizionali |
| Agent | Recupera informazioni o compie azioni in tempo reale per conto dell’utente. | ChatGPT-User e agenti con funzioni di navigazione |
| Training | Raccoglie dati per addestrare o perfezionare un modello. I contenuti vengono incorporati nel modello. | Crawler usati per la raccolta massiva di dati di addestramento |
Cloudflare incoraggia le aziende che svolgono tutte e tre le attività a utilizzare crawler separati e facilmente identificabili. Per i gestori dei siti, sapere se una richiesta serve a produrre traffico di ricerca, a eseguire un’azione o ad addestrare un modello è essenziale per decidere quali accessi autorizzare T.
A partire dal 15 settembre 2026, le nuove impostazioni predefinite riguarderanno i nuovi clienti Cloudflare, i nuovi siti aggiunti dai clienti esistenti e gli account del piano gratuito TBB. Sulle pagine che mostrano pubblicità:
Il cambiamento più significativo riguarda i crawler a uso misto. Questi bot raccolgono contenuti per più scopi durante la stessa scansione, rendendo difficile per l’editore capire se i dati verranno utilizzati per generare traffico, alimentare un agente o addestrare un modello. Il blocco predefinito spinge quindi le aziende AI a separare le funzioni dei propri crawler oppure a rinunciare all’accesso alle pagine supportate dalla pubblicità TB.
Le impostazioni sono predefinite: i gestori dei siti possono modificarle dalla propria configurazione Cloudflare, secondo le opzioni disponibili per il loro account FB.
Cloudflare sta anche cercando di cambiare il modo in cui viene remunerato l’accesso ai contenuti online. Nel 2025 aveva avviato in beta privata il modello Pay Per Crawl, che prevedeva un pagamento ogni volta che un crawler AI richiedeva una pagina. Il sistema utilizzava meccanismi già presenti nell’infrastruttura web, come intestazioni di richiesta, autenticazione e il codice HTTP 402 Payment Required per comunicare l’intento di pagamento e le condizioni di accesso B.
Nel luglio 2026 la società ha invece presentato il modello Pay Per Use. In questo schema l’editore verrebbe pagato quando il proprio contenuto contribuisce realmente a una risposta AI, non semplicemente quando un bot lo scarica B. Cloudflare lo descrive come una sorta di utenza a consumo per la ricerca AI: il pagamento dovrebbe essere legato al valore prodotto, anziché alla sola richiesta tecnica della pagina B.
Il modello resta però un esperimento iniziale e un programma di ricerca. Cloudflare non ha ancora pubblicato prezzi definitivi, criteri per la divisione dei ricavi o una tempistica per la disponibilità generale B.
Le iniziative annunciate da Cloudflare seguono una logica comune:
Il progetto pilota non introduce da solo un nuovo sistema universale di pagamento per il web. È piuttosto un test su come i dati di rete possano migliorare la ricerca AI, mentre le nuove classificazioni dei crawler e il modello Pay Per Use cercano di ridefinire le regole economiche e operative dell’accesso ai contenuti online.
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L’8 luglio 2026 Cloudflare e OpenAI hanno annunciato un progetto pilota di ricerca che sfrutta segnali aggregati della rete Cloudflare, come freschezza dei contenuti, qualità del traffico e modifiche effettive alle pa...
L’8 luglio 2026 Cloudflare e OpenAI hanno annunciato un progetto pilota di ricerca che sfrutta segnali aggregati della rete Cloudflare, come freschezza dei contenuti, qualità del traffico e modifiche effettive alle pa... L’iniziativa si inserisce nella strategia presentata da Cloudflare il 1° luglio 2026: distinguere i crawler AI in tre categorie — Search, Agent e Training — e introdurre nuove impostazioni predefinite dal 15 settembre...
La stretta principale riguarda i crawler a uso misto, che combinano ricerca, agenti e addestramento in un’unica scansione: sulle pagine con pubblicità saranno bloccati per impostazione predefinita [8, 10].