Wintermute ha ripetutamente avvertito che i rally del Bitcoin nel 2026 sono fragili e guidati dai derivati, non dalla domanda spot.
La società ha avvertito che, in assenza di "acquisti strutturali" (fondi a lungo termine in grado di assorbire la pressione di vendita) per assorbire la volatilità, il mercato subirà forti rialzi e ribassi sia dal lato rialzista che da quello ribassista M.
Wintermute ha monitorato una serie di livelli chiave di resistenza e supporto nel corso del 2026:
Wintermute ha anche segnalato che la scadenza delle opzioni di fine mese, con bassa volatilità, potrebbe amplificare una rottura rialzista o ribassista, creando un evento di rischio binario C.
Nonostante il tono cauto, Wintermute riconosce diversi segnali strutturali genuinamente positivi:
Nel marzo 2025, Wintermute aveva notato che l'adozione istituzionale stava sostenendo la domanda intorno ai 65.000 dollari, grazie al Coinbase Premium positivo, agli afflussi netti costanti degli ETF e ai volumi OTC elevati C.
L'avvertimento centrale di Wintermute è che la struttura del mercato è cambiata radicalmente e la vecchia logica del ciclo quadriennale si sta rompendo GC.
Principali preoccupazioni strutturali:
Temi come le piattaforme di lancio di memecoin, i DEX perpetui e il meta x402 hanno generato brevi esplosioni di attività, ma non si sono trasformati in rally di mercato durevoli, in gran parte a causa delle condizioni macro instabili e della stanchezza del mercato dopo gli eccessi del 2024 C.
Perché Wintermute ha invitato i trader alla cautela: Il punto centrale della società è che una ripresa duratura richiede almeno uno di tre sviluppi fondamentali che non si sono ancora materializzati:
Wintermute ha sottolineato che per invertire le dinamiche osservate nel 2025 sarebbe probabilmente necessario almeno uno di questi sviluppi F. Fino ad allora, ogni rally è fragile e dipendente dal macro, e il rischio di una rottura improvvisa del range al di sotto di 59.000 dollari rimane concreto C.
Wintermute ha delineato uno scenario binario chiaro nel marzo 2026: una diminuzione significativa delle tensioni geopolitiche e un calo del prezzo del petrolio a 100 dollari al barile potrebbero innescare uno short squeeze che spingerebbe BTC nella fascia 70.000–74.000 dollari. Al contrario, una significativa escalation delle tensioni con il petrolio a 120 dollari al barile potrebbe spingere BTC al di sotto dei 60.000 dollari e, se le tendenze cicliche si ripetessero, fino a 50.000 dollari M.