"Alla fine, anche i dati digitali non saranno più posseduti dagli individui di propria iniziativa. Ogni volta che si verifica un grande cambiamento o un incidente nel mondo, in un paese, in un governo, in un'idea o in una tendenza, l'accesso potrebbe essere improvvisamente interrotto. Non avremo nulla di nostro."
Il tempismo è stato eloquente. Diverse testate hanno descritto la mossa come un modo per Kojima di "prendere di mira" la decisione di Sony .
L'ha definita "un grande rischio". Intervenendo al festival cinematografico "Il Cinema in Piazza" a Roma il 5 luglio 2026, a Kojima è stato chiesto direttamente della scelta di Sony. Ha espresso tristezza e ha avvertito: "Non avremo nulla di nostro, è un grande rischio." Ha dichiarato che mettere il controllo totale dell'accesso ai giochi nelle mani delle piattaforme è pericoloso sia per i creatori che per il pubblico . Ha anche descritto la fine dei dischi come solo "il primo passo" e ha affermato di trovare il cloud gaming ancora più spaventoso .
Sta comprando giochi PS3 per preservarli. Kojima ha raccontato al festival di stare "comprando molti giochi per PlayStation 3 in modo che non vadano perduti", sottolineando il suo impegno personale per la conservazione .
L'avvertimento del 2021 di Kojima non riguardava solo i videogiochi, ma tutti i media digitali: film, libri e musica. Ha concluso quell'avvertimento con: "Non potremo accedere liberamente ai film, ai libri e alla musica che abbiamo amato. Io sarei un senza-niente. Questo è ciò che mi spaventa. Non è avidità."
La scadenza del 2028 di Sony è la prima mossa importante di un produttore di console verso un futuro completamente digitale. Resta da vedere se altre piattaforme seguiranno o se la reazione dei consumatori forzerà un'inversione di rotta. Ma come ha chiarito Kojima, è il momento di riflettere sulla proprietà prima che scompaia.