GCAR1 riconosce la proteina GPNMB (glicoproteina non metastatica della proteina B del melanoma) presente sulla superficie di diverse cellule tumorali . Per farlo, i linfociti T del paziente vengono ingegnerizzati con un vettore lentivirale che esprime un CAR dotato di un frammento variabile a catena singola (scFv) completamente umano, derivato da un anticorpo monoclonale specifico per GPNMB .
GPNMB è molto espressa in alcuni tumori solidi, tra cui:
Questa espressione selettiva rende GPNMB un bersagio già testato clinicamente e con un profilo di sicurezza noto .
Il primo studio sull'uomo è stato completato nel 2023 . Ad oggi, solo due pazienti sono stati trattati presso l'Arthur J.E. Child Comprehensive Cancer Centre di Calgary . I risultati, seppur molto preliminari, sono stati incoraggianti:
Attenzione: si tratta di risultati su un campione piccolissimo (n=2) e riportati da fonti giornalistiche, non ancora pubblicati su riviste scientifiche con revisione paritaria.
Lo studio di fase I attuale (NCT07297667, avvio previsto a marzo 2026) arruola pazienti con tumori solidi recidivanti/refrattari che esprimono GPNMB, in particolare :
Esiste anche uno studio dedicato all'ASPS recidivato (NCT06813417) .
GCAR1 cerca di superare la sfida della specificità antigenica puntando su GPNMB, una proteina molto espressa in diversi tumori solidi e con un profilo di sicurezza già noto. I primi risultati suggeriscono che la terapia riesca a gestire alcune di queste difficoltà, ma servono studi più ampi e revisionati per confermare i dati.