Il rapporto del 30 aprile di TRM Labs ha rilevato che gli hacker nordcoreani hanno rubato circa 577 milioni di dollari in criptovalute tra gennaio e aprile 2026, una cifra che rappresenta il 76% di tutte le perdite globali da hack crypto in quel periodo TMD.
Un rapporto successivo, pubblicato il 1° luglio e che copre l'intera prima metà del 2026, ha rilevato che il totale era cresciuto a circa 1.000 miliardi di won coreani (circa 760 milioni di dollari), rappresentando circa due terzi (67%) dei danni globali da hacking di valute virtuali CC. Il leggero calo percentuale è dovuto all'aumento dell'attività di hack in altre regioni a maggio e giugno, ma la Corea del Nord ha comunque dominato la scena.
Forse il dato più sorprendente: i 577 milioni di dollari rubati fino ad aprile provengono da soli due grandi attacchi TM:
TRM Labs ha identificato due distinti gruppi di hacker nordcoreani come responsabili di questi attacchi, dimostrando che le operazioni informatiche di Pyongyang non sono un'entità unica, ma un ecosistema coordinato di squadre specializzate T.
La quota della Corea del Nord nelle perdite globali da hack crypto è cresciuta costantemente negli ultimi anni: 22% nel 2022, 37% nel 2023, 39% nel 2024, 64% nel 2025 e ora 76% all'inizio del 2026 WML. Complessivamente, TRM Labs stima che gli attori legati alla Corea del Nord abbiano rubato più di 6 miliardi di dollari in criptovalute dal 2017 TW, mentre fonti del G7 collocano la cifra cumulativa a circa 6,75 miliardi di dollari fino a metà 2026 ENB.
Il vertice G7 di Évian-les-Bains, in Francia, tenutosi nel giugno 2026, ha segnato un punto di svolta nel modo in cui la comunità internazionale tratta il furto di criptovalute nordcoreano CMM.
Secondo quanto riportato dal vertice, la dichiarazione di Évian si basa su tre pilastri concreti: coordinamento delle politiche tra i governi membri, controllo più rigoroso degli exchange di criptovalute e delle piattaforme DeFi, e sanzioni ampliate contro le entità che facilitano la criminalità informatica nordcoreana NB.
L'elevazione da parte del G7 segnala che le piattaforme DeFi, gli exchange e le infrastrutture blockchain dovranno affrontare un controllo normativo sempre più stringente. I governi potrebbero inasprire i requisiti per:
Il rapporto di TRM Labs e la risposta del G7 insieme chiariscono che il furto di criptovalute nordcoreano non è più un problema di cybersecurity di nicchia: è ora una questione geopolitica e normativa di primo ordine con implicazioni dirette su come l'industria crypto opera a livello globale.
Avvertenza: La Corea del Nord ha negato le accuse di sponsorizzare il furto di criptovalute CE. Sebbene TRM Labs attribuisca gli hack a gruppi legati alla Corea del Nord sulla base dell'analisi blockchain, l'attribuzione on-chain comporta un'incertezza intrinseca e Pyongyang rifiuta ufficialmente tali affermazioni.