Per la prima volta da quando OMFIF monitora le intenzioni delle banche centrali, più istituti pianificano di ridurre le riserve in dollari USA piuttosto che aumentarle [1][4]. Le banche centrali stanno spostando le riserve verso oro, euro e renminbi: il 16% netto degli intervistati prevede di aumentare le quote in e...

Create a landscape editorial hero image for this Studio Global article: Search & fact-check with cited sources for What do the latest OMFIF survey findings reveal about central banks' shifting reserve strategies,. Article summary: Here are the key findings from the latest OMFIF surveys (2025 and 2026), fact-checked against primary reporting.. Topic tags: general, news, general web, user generated. Style: premium digital editorial illustration, source-backed research mood, clean composition, high detail, modern web publication hero. Use reference image context only for broad subject, composition, and topical grounding; do not copy the exact image. Avoid: logos, brand marks, copyrighted characters, real person likenesses, fake screenshots, UI text, readable text, watermarks, charts with fake numbers, clickbait thumbnails, icons, and tiny thumbnail layouts. Make it useful as an illustrative
Per decenni, il dollaro USA è stato il re indiscusso delle riserve valutarie globali. Ma gli ultimi sondaggi dell'Official Monetary and Financial Institutions Forum (OMFIF) segnalano un punto di svolta storico: per la prima volta, sono più le banche centrali che pianificano di ridurre le loro partecipazioni in dollari rispetto a quelle che intendono aumentarLE nel prossimo decennio. Il cambiamento è graduale ma inequivocabile, guidato dall'escalation delle tensioni geopolitiche e da un movimento silenzioso ma costante verso un sistema sempre più multipolare.
In un risultato che OMFIF definisce un primato da quando ha iniziato a monitorare le intenzioni di investimento delle banche centrali, ora sono di più i gestori di riserve che pianificano di ridurre la loro esposizione al dollaro USA rispetto a quelli che intendono aumentarla nel prossimo decennio . Questo segna una netta rottura con il passato e riflette una percezione crescente che la valuta statunitense comporti rischi politici e geopolitici sempre più elevati
.
Il sondaggio OMFIF 2026 lo sottolinea con forza: le tensioni geopolitiche sono oggi il rischio più significativo per i gestori di riserve. Tra le banche centrali che considerano i rischi geopolitici nella loro allocazione degli asset, l'82,6% ha apportato modifiche negli ultimi 12 mesi, in forte aumento rispetto al 72,6% del 2025 e al 53,6% del 2024 .
Con il declino dell'attrattiva del dollaro, tre alternative emergono come i principali beneficiari:
I sondaggi mostrano coerentemente che i gestori di riserve credono che il mondo stia transitando da un sistema incentrato sul dollaro verso un assetto più multipolare. Il rapporto OMFIF caratterizza la diversificazione come un "tema silenzioso e persistente" che non viene più messo in discussione, ma che è ormai integrato nella strategia di gestione delle riserve . Quasi il 60% degli intervistati al sondaggio GPI 2025 ha dichiarato di volersi diversificare entro uno o due anni
.
Nonostante la svolta storica, non si prevede che il dollaro venga detronizzato a breve. Quasi l'80% degli intervistati al UBS Reserve Manager Survey (condotto insieme a OMFIF) prevede ancora che il dollaro rimarrà la valuta di riserva dominante nel prossimo futuro . Tuttavia, la previsione media del sondaggio OMFIF è che la quota del dollaro nelle riserve valutarie globali scenderà dall'attuale 58% al 52% entro il 2035
. Questo conferma un'erosione graduale: il dollaro resta in cima, ma il suo margine si riduce costantemente a favore di un sistema di riserve più diversificato e multipolare
.
Nota importante: La proiezione dal 58% al 52% proviene dal sondaggio OMFIF del 2025 (pubblicato a giugno 2025). Il sondaggio del 2026 (pubblicato il 30 giugno 2026) rafforza la tendenza direzionale della de-dollarizzazione, ma non sembra aver emesso una nuova previsione numerica specifica per il 2035. La cifra del 52% rimane la proiezione più recente basata su fonte OMFIF.
Studio Global AI
Use this topic as a starting point for a fresh source-backed answer, then compare citations before you share it.
Per la prima volta da quando OMFIF monitora le intenzioni delle banche centrali, più istituti pianificano di ridurre le riserve in dollari USA piuttosto che aumentarle [1][4].
Per la prima volta da quando OMFIF monitora le intenzioni delle banche centrali, più istituti pianificano di ridurre le riserve in dollari USA piuttosto che aumentarle [1][4]. Le banche centrali stanno spostando le riserve verso oro, euro e renminbi: il 16% netto degli intervistati prevede di aumentare le quote in euro, mentre la domanda di oro è ancora più forte [2][10].
La quota del dollaro nelle riserve globali è prevista in calo dal 58% al 52% entro il 2035, ma quasi l'80% dei gestori lo vede ancora come valuta dominante a breve termine [2][9].