Il sondaggio OMFIF 2026 lo sottolinea con forza: le tensioni geopolitiche sono oggi il rischio più significativo per i gestori di riserve. Tra le banche centrali che considerano i rischi geopolitici nella loro allocazione degli asset, l'82,6% ha apportato modifiche negli ultimi 12 mesi, in forte aumento rispetto al 72,6% del 2025 e al 53,6% del 2024 .
Con il declino dell'attrattiva del dollaro, tre alternative emergono come i principali beneficiari:
I sondaggi mostrano coerentemente che i gestori di riserve credono che il mondo stia transitando da un sistema incentrato sul dollaro verso un assetto più multipolare. Il rapporto OMFIF caratterizza la diversificazione come un "tema silenzioso e persistente" che non viene più messo in discussione, ma che è ormai integrato nella strategia di gestione delle riserve . Quasi il 60% degli intervistati al sondaggio GPI 2025 ha dichiarato di volersi diversificare entro uno o due anni
.
Nonostante la svolta storica, non si prevede che il dollaro venga detronizzato a breve. Quasi l'80% degli intervistati al UBS Reserve Manager Survey (condotto insieme a OMFIF) prevede ancora che il dollaro rimarrà la valuta di riserva dominante nel prossimo futuro . Tuttavia, la previsione media del sondaggio OMFIF è che la quota del dollaro nelle riserve valutarie globali scenderà dall'attuale 58% al 52% entro il 2035
. Questo conferma un'erosione graduale: il dollaro resta in cima, ma il suo margine si riduce costantemente a favore di un sistema di riserve più diversificato e multipolare
.
Nota importante: La proiezione dal 58% al 52% proviene dal sondaggio OMFIF del 2025 (pubblicato a giugno 2025). Il sondaggio del 2026 (pubblicato il 30 giugno 2026) rafforza la tendenza direzionale della de-dollarizzazione, ma non sembra aver emesso una nuova previsione numerica specifica per il 2035. La cifra del 52% rimane la proiezione più recente basata su fonte OMFIF.