Il disaccordo non si è concluso in pista. I due piloti hanno offerto versioni nettamente diverse degli eventi successivi.
Liam Lawson ha dichiarato: "Avevamo una strategia e l'abbiamo eseguita nel primo stint, e poi stavamo cercando di gestire – mi era stato detto di gestire i freni e che non sarei stato attaccato... e lo sono stato" . Ha indicato che "probabilmente" avrebbe cercato un confronto con il team su come si era svolta la situazione
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Arvid Lindblad ha contraddetto direttamente questa versione, affermando di non aver ricevuto alcuna istruzione di non attaccare Lawson: "Ci ho provato e l'ho superato... Mi sono divertito, ho lottato, e credo di aver fatto una bella gara" . Ha riconosciuto che gli era stato detto di mantenere la posizione, ma ha affermato che "non c'era alcuna minaccia da dietro", insinuando che gli ordini del team fossero superflui
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Il team principal Alan Permane avrebbe potuto reagire con durezza. Invece, ha dichiarato pubblicamente di essere "molto contento" di entrambi i piloti, smentendo qualsiasi voce di sostituzione . La sua motivazione punta a un autentico vantaggio competitivo: la Racing Bulls ha due piloti in grado di conquistare punti con costanza, con Lawson a 28 punti e Lindblad a 13 al momento
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Avere un rookie disposto a lottare contro un compagno più esperto – e a tenerne il passo – è esattamente il tipo di profondità di piloti che il programma junior della Red Bull mira a creare. La tensione, sebbene reale, nasce dalla spinta di entrambi i piloti verso i risultati, che il team considera una situazione di gran lunga migliore rispetto ad avere una formazione in cui un pilota è fuori dal passo.
La posizione di Permane è supportata dai risultati: la squadra sta vivendo il suo periodo più competitivo da anni, e l'attrito interno, per quanto caotico nel momento, è un sintomo di questa forza.