Sulla Terra, il magmatismo transcrostale avviene sotto gli archi vulcanici ed è legato alla formazione dei continenti. Gli scienziati ritenevano che una tale complessità crostale richiedesse il riciclo continuo delle rocce guidato dalla tettonica a zolle .
Marte è un pianeta a "crosta stagnante", privo di placche tettoniche in movimento. Per decenni, gli scienziati planetari hanno ritenuto che la tettonica a zolle fosse essenziale per produrre una crosta complessa ed evoluta e per il riciclo geologico. La nuova scoperta dimostra che Marte ha generato una crosta complessa attraverso un intenso riciclo interno, senza alcuna tettonica a zolle .
Il coautore Prof. Jon Wade dell'Università di Oxford ha spiegato il significato: se Marte ha potuto sviluppare questo tipo di crosta complessa senza tettonica a zolle, "allora forse le condizioni necessarie per l'abitabilità possono emergere su più pianeti di quanto pensassimo, inclusi quelli precedentemente esclusi in base alle dimensioni o all'apparente mancanza di attività tettonica" .
Lo studio ha profonde implicazioni per la ricerca della vita oltre la Terra. Il riciclo geologico aiuta a regolare il clima e a sostenere il ciclo dell'acqua e degli elementi volatili – ingredienti essenziali per la vita come la conosciamo .
Le evidenze suggeriscono che tali sistemi magmatici potrebbero estendersi per centinaia o migliaia di chilometri attraverso l'emisfero settentrionale di Marte, indicando sistemi magmatici interconnessi piuttosto che vulcani isolati .
Questa scoperta è l'ultima di una serie di rivelazioni della missione InSight della NASA, operativa su Marte dal 2018 al 2022. Nonostante il ritiro del lander, i dati raccolti continuano a fornire informazioni fondamentali. Il sismometro di InSight, il Seismic Experiment for Interior Structure (SEIS), ha registrato oltre 1.300 eventi sismici durante la missione . Studi precedenti basati sui dati di InSight hanno identificato un nucleo liquido, rivelato un nucleo interno solido
e scoperto prove di acqua sotterranea
.
Lo studio del giugno 2026 su Nature Astronomy aggiunge un tassello trasformativo a questo puzzle, mostrando che anche un pianeta geologicamente "tranquillo" come Marte può generare la complessità guidata dal magma un tempo considerata un marchio di fabbrica dei mondi simili alla Terra.