Deribit, scadenza trimestrale da 10,6 miliardi: perché l’80% delle scommesse rialziste è andato perso
Deribit ha regolato il 26 giugno 2026 la più grande scadenza trimestrale di opzioni crypto dell’anno: 10,63 miliardi di dollari complessivi, tra 9,06 miliardi in Bitcoin e 1,57 miliardi in Ethereum. Circa 8,6 miliardi di dollari di contratti, pari a circa l’80% dell’interesse aperto combinato, sono scaduti fuori dal...
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Deribit ha regolato il 26 giugno 2026 la più grande scadenza trimestrale di opzioni crypto dell’anno: 10,63 miliardi di dollari complessivi, tra 9,06 miliardi in Bitcoin e 1,57 miliardi in Ethereum.
Circa 8,6 miliardi di dollari di contratti, pari a circa l’80% dell’interesse aperto combinato, sono scaduti fuori dal denaro, rendendo senza valore gran parte delle opzioni call rialziste.
La scadenza è arrivata in un contesto fortemente ribassista, con 6,35 miliardi di dollari di deflussi dagli ETF spot sul Bitcoin in 30 giorni, hashrate in calo di oltre il 25% e una domanda istituzionale in diminuzione.
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La scadenza trimestrale di giugno su Deribit, una delle principali piattaforme mondiali per le opzioni sulle criptovalute, si è chiusa venerdì 26 giugno 2026 con un valore nozionale complessivo di circa 10,63 miliardi di dollari tra Bitcoin ed Ethereum .\n\nL’evento ha rappresentato un importante test per un mercato già sotto pressione a causa dei massicci deflussi dagli ETF, delle difficoltà dei miner e del ridimensionamento della domanda istituzionale.\n\n## Quanto valeva la scadenza\n\nIl regolamento ha coinvolto circa , per un nozionale di circa , e , per circa .\n\nPrima della scadenza, alcune stime pubblicate da Bloomberg e da altre testate indicavano un valore di circa 10 miliardi di dollari per i soli contratti BTC. L’interesse aperto complessivo sulle opzioni Bitcoin, considerando tutte le piattaforme, era vicino ai ; la scadenza del 26 giugno su Deribit rappresentava circa il .\n\n## Max pain e rapporto put/call\n\nI principali dati finali della scadenza erano i seguenti :\n\n| Asset | Livello di max pain | Rapporto put/call |\n|---|---:|---:|\n| BTC | | |\n| ETH | | |\n\nIl rapporto put/call confronta le posizioni aperte sulle opzioni put, generalmente utilizzate per puntare sul ribasso o proteggersi dalle perdite, con quelle sulle call, associate a una visione rialzista. Un valore inferiore a 1 indica quindi una maggiore presenza di call rispetto alle put.\n\nSia Bitcoin sia Ethereum presentavano una struttura apparentemente rialzista in vista del regolamento. Tuttavia, i prezzi spot si trovavano molto al di sotto dei rispettivi livelli di max pain. Alcuni report precedenti indicavano per BTC un max pain a e un rapporto put/call tra , segnalando un posizionamento più prudente rispetto a un quadro nettamente rialzista .\n\nIl termine indica il prezzo teorico al quale, alla scadenza, il valore complessivo delle opzioni esercitabili sarebbe minimo e le perdite aggregate dei compratori massime. Non è una previsione certa del prezzo, ma un riferimento seguito dai trader di derivati.\n\n## Il conto pagato dalle posizioni rialziste\n\nIl sell-off di giugno ha colpito duramente i detentori di opzioni rialziste.\n\n- Circa di interesse aperto combinato, pari a circa l’, sono scaduti (OTM), cioè fuori dal denaro. In pratica, la maggior parte delle call rialziste è diventata priva di valore .\n- Poco prima della scadenza, Bitcoin quotava circa : quasi sotto il max pain di 72.000 dollari riportato da alcune fonti e circa sotto il livello finale di 70.000 dollari .\n- Il BTC era sceso brevemente a il 25 giugno, prima di recuperare sopra i 61.000 dollari. Nella fase di vendita, le liquidazioni complessive sul mercato crypto si sono avvicinate a .\n- Quasi tutte le call con strike superiori a 70.000-72.000 dollari sono scadute senza valore, cancellando una quantità significativa di premio impiegato sulle posizioni long a leva.\n\nIl punto centrale è che il mercato aveva accumulato molte opzioni nella convinzione di una ripresa dei prezzi. Quando Bitcoin ha continuato a scendere, quelle posizioni hanno perso rapidamente valore e non hanno più potuto beneficiare del rialzo atteso.\n\n## Cosa può succedere dopo il regolamento\n\nLa scadenza, da sola, non determina necessariamente la direzione successiva del Bitcoin. Può però modificare la struttura del mercato: le posizioni vengono chiuse, rinnovate o riequilibrate e la volatilità implicita può cambiare.\n\n- Gli analisti di hanno osservato che, con la maggior parte dei contratti legata a posizioni ottimistiche e il Bitcoin in calo, i trader avrebbero potuto spostarsi verso strategie più difensive o apertamente ribassiste, accentuando la pressione in chiusura .\n- ha rilevato il vantaggio degli orsi prima della scadenza, soprattutto finché Bitcoin restava sotto 74.000 dollari. Il regolamento poteva rimuovere il cosiddetto , cioè l’effetto di attrazione esercitato da un’area di prezzo vicina a molti strike, ma non necessariamente invertire la tendenza di fondo .\n- Secondo , gli investitori non stavano semplicemente incassando profitti: stavano piuttosto . La pressione risultava concentrata sui prodotti spot più che sui derivati, un segnale compatibile con una riduzione reale dell’esposizione e non soltanto con attività di copertura .\n- Alcuni analisti hanno considerato la scadenza un possibile catalizzatore di volatilità nel breve periodo. Tuttavia, i principali ostacoli macroeconomici — deflussi dagli ETF, stress dei miner e domanda debole — avrebbero potuto rimanere presenti anche dopo il regolamento .\n\n## Il contesto ribassista più ampio\n\nLa scadenza di Deribit non si è verificata in isolamento. Il mercato crypto affrontava già diversi segnali di riduzione del rischio.\n\n### Deflussi dagli ETF sul Bitcoin\n\nGli ETF spot statunitensi sul Bitcoin hanno registrato , mentre gli ETF su Ethereum hanno perso altri 30 milioni .\n\nNei 30 giorni precedenti, i deflussi complessivi dagli ETF Bitcoin avevano raggiunto circa , in quella che è stata descritta come la performance più debole dal loro lancio . Nelle tre settimane concluse il 26 giugno, i deflussi totali dai prodotti ETF sul BTC avevano inoltre superato .\n\nQuesti flussi sono importanti perché gli ETF spot rappresentano un canale diretto di esposizione al Bitcoin: quando gli investitori ritirano capitale, viene meno una fonte di domanda sul mercato a pronti.\n\n### Miner sotto pressione\n\nAnche l’economia del mining si è deteriorata. I miner Bitcoin sono entrati in una fase descritta come di , con margini di profitto inferiori al e ricavi fortemente compressi .\n\nL’hashrate — la potenza di calcolo complessiva utilizzata per proteggere la rete e validare i blocchi — è diminuito di oltre il , in uno dei ribassi prolungati più consistenti mai osservati. Il dato suggerisce che una parte rilevante della capacità di mining sia uscita dalla rete a causa del peggioramento delle condizioni economiche .\n\nIl , un indicatore che confronta il valore giornaliero dei Bitcoin emessi con la media annuale, è sceso a , un livello storicamente associato a difficoltà finanziarie per i miner . Inoltre, si stimava che circa il operasse sotto il punto di pareggio, aumentando il rischio di vendite forzate in occasione di eventuali rialzi .\n\n### Meno propensione al rischio istituzionale\n\nLa domanda degli investitori istituzionali è stata descritta come , in un contesto macroeconomico considerato difficile . Il 23 giugno l’ETF Bitcoin di BlackRock ha registrato un deflusso giornaliero di , un segnale che anche i maggiori operatori stavano riducendo l’esposizione .\n\nNello stesso periodo, l’mNAV di Strategy — la società precedentemente nota come MicroStrategy — è sceso a , indicando che il titolo, fortemente legato alle sue partecipazioni in Bitcoin, trattava a uno sconto significativo rispetto al valore dei BTC detenuti .\n\nI flussi quasi nulli o piatti sugli ETF di XRP e Solana, insieme alle perdite registrate dagli ETF su Ethereum, hanno completato un quadro di generale avversione al rischio tra diverse categorie di asset digitali .\n\n## Perché questa scadenza conta\n\nIl regolamento da 10,63 miliardi di dollari ha eliminato una grande quantità di posizioni rialziste, ma non ha risolto i problemi strutturali che pesano sul mercato. Il dato più rilevante non è soltanto il volume dei contratti scaduti: è il contrasto tra il posizionamento inizialmente favorevole alle call e i prezzi effettivamente raggiunti da Bitcoin ed Ethereum.\n\nCon ETF in deflusso, miner in difficoltà e investitori istituzionali più cauti, la scadenza ha funzionato soprattutto come un . La volatilità può cambiare dopo il regolamento, ma per una ripresa più solida serviranno segnali di domanda reale, non soltanto un nuovo accumulo di leva sui derivati.
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Deribit ha regolato il 26 giugno 2026 la più grande scadenza trimestrale di opzioni crypto dell’anno: 10,63 miliardi di dollari complessivi, tra 9,06 miliardi in Bitcoin e 1,57 miliardi in Ethereum.
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La scadenza è arrivata in un contesto fortemente ribassista, con 6,35 miliardi di dollari di deflussi dagli ETF spot sul Bitcoin in 30 giorni, hashrate in calo di oltre il 25% e una domanda istituzionale in diminuzione.