Sulla base dei risultati, l’app costruisce lezioni brevi e progressive, modificandole in funzione delle risposte dello studente. L’obiettivo è superare il modello della semplice risposta automatica: Gemini dovrebbe prima capire il livello di preparazione e poi proporre un percorso di studio adeguato.
Carol Walport, Group Product Manager dell’app Gemini, ha descritto Study Notebooks come «uno spazio interattivo e adattivo in cui ogni lezione si ricalibra in base ai risultati dello studente».
La funzione è gratuita, disponibile a livello globale per gli account Google personali e utilizzabile con qualsiasi materia. L’accesso tramite account gestiti dalla scuola è previsto nei prossimi mesi.
Per gli insegnanti Google ha lanciato la nuova app Classroom all’interno di Gemini. Lo strumento può usare in modo sicuro il contesto delle classi dell’insegnante, inclusi compiti, voti e materiali, per fornire supporto nelle attività quotidiane.
Tra gli usi indicati da Google ci sono:
Il vantaggio pratico è che l’insegnante non deve più copiare manualmente in una conversazione con Gemini obiettivi, classe, scadenze e materiali: il sistema può recuperare queste informazioni dal contesto di Google Classroom.
Google afferma inoltre che i dati vengono elaborati all’interno di Google Workspace for Education e non vengono utilizzati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale.
Nei prossimi mesi Google amplierà le attività AI guidate dagli insegnanti in tre aree: Guided Learning, Study Notebooks e NotebookLM.
Il principio è lasciare ai docenti il controllo sulla progettazione dell’esperienza: le attività dovrebbero essere ancorate al curriculum della scuola, invece di lasciare che gli studenti interagiscano con l’AI senza una struttura didattica precisa. Google sostiene che questo approccio permetterà agli insegnanti di vedere più chiaramente che cosa gli studenti hanno realmente compreso e dove sia necessario intervenire.
Nello stesso pacchetto di annunci Google ha indicato anche nuovi strumenti Guided Learning per i Chromebook, progettati per aiutare gli studenti a concentrarsi sui compiti riducendo le distrazioni digitali.
Google ha stretto una partnership con The Princeton Review per offrire nell’app Gemini simulazioni complete e gratuite dei test GRE e ACT. I test saranno accessibili attraverso la funzione Study Notebooks.
Si tratta di una novità rivolta soprattutto alla preparazione ai test standardizzati statunitensi: l’accesso gratuito può ridurre la dipendenza dai tradizionali servizi commerciali di preparazione, che spesso prevedono costi aggiuntivi.
Google ha confermato lo sviluppo di un server proprietario Google Classroom basato sul Model Context Protocol (MCP). L’obiettivo è consentire a piattaforme EdTech esterne di fare riferimento in modo sicuro al contesto di Classroom, mantenendo più unificati i flussi di lavoro scolastici.
MCP è uno standard aperto introdotto da Anthropic nel 2024 per collegare modelli linguistici, strumenti e fonti di dati esterne. L’analogia più usata per descriverlo è quella di una sorta di «USB-C per l’AI»: un’interfaccia comune che facilita il collegamento tra applicazioni diverse.
Esistono già alcuni server MCP di terze parti per Google Classroom, sviluppati come progetti open source. La proposta di Google aggiungerebbe però un’integrazione ufficiale, con il supporto e le garanzie di sicurezza dell’azienda. Per ora non sono stati annunciati né l’elenco delle integrazioni compatibili né una data di lancio precisa: Google parla soltanto dei prossimi mesi.
Accanto ai prodotti, Google.org ha annunciato nuovi finanziamenti per tre partner di lungo periodo: aiEDU, per sviluppare strategie di preparazione all’AI nei distretti scolastici K-12; ISTE+ASCD, per uno studio sul campo sulle valutazioni informate dall’intelligenza artificiale; e Renaissance Philanthropy, a sostegno di iniziative nel settore dell’istruzione.
Questa parte dell’annuncio riguarda investimenti e programmi di supporto a più lungo termine, non nuove funzioni immediatamente disponibili nell’app Gemini o in Classroom.
Alcune informazioni circolate online riguardano in realtà l’edizione precedente della conferenza. In particolare, Gemini for Education, la versione di Gemini pensata per le scuole con modelli premium e protezioni aggiuntive dei dati, era stata presentata a ISTE 2025 e non rappresenta una novità del 2026.
Anche per il server MCP di Google Classroom è importante distinguere tra conferma del progetto e disponibilità effettiva: Google ne ha annunciato lo sviluppo, ma non ha ancora fornito una data di rilascio dettagliata né specificato quali piattaforme esterne potranno collegarsi al servizio.
Per gli studenti, Study Notebooks porta Gemini verso un modello di tutoraggio più strutturato: materiali personali, verifica iniziale e lezioni che si adattano ai progressi. Per gli insegnanti, Classroom in Gemini punta invece a ridurre il lavoro amministrativo e la necessità di fornire ogni volta lo stesso contesto all’AI.
Le funzioni non hanno però tutte la stessa disponibilità. Study Notebooks è stato indicato come gratuito e globale per gli account Google personali, mentre il supporto agli account scolastici gestiti è atteso nei prossimi mesi. Le integrazioni MCP e l’espansione delle attività guidate dagli insegnanti sono ancora in fase di sviluppo.
In sintesi, Google sta cercando di portare l’intelligenza artificiale più vicino ai materiali e agli obiettivi didattici reali: un tutor adattivo per chi studia, un assistente contestuale per chi insegna e, in prospettiva, un collegamento standardizzato tra Google Classroom e l’ecosistema EdTech.
Sulla base dei risultati, l’app costruisce lezioni brevi e progressive, modificandole in funzione delle risposte dello studente. L’obiettivo è superare il modello della semplice risposta automatica: Gemini dovrebbe prima capire il livello di preparazione e poi proporre un percorso di studio adeguato.
Carol Walport, Group Product Manager dell’app Gemini, ha descritto Study Notebooks come «uno spazio interattivo e adattivo in cui ogni lezione si ricalibra in base ai risultati dello studente».
La funzione è gratuita, disponibile a livello globale per gli account Google personali e utilizzabile con qualsiasi materia. L’accesso tramite account gestiti dalla scuola è previsto nei prossimi mesi.
Per gli insegnanti Google ha lanciato la nuova app Classroom all’interno di Gemini. Lo strumento può usare in modo sicuro il contesto delle classi dell’insegnante, inclusi compiti, voti e materiali, per fornire supporto nelle attività quotidiane.
Tra gli usi indicati da Google ci sono:
Il vantaggio pratico è che l’insegnante non deve più copiare manualmente in una conversazione con Gemini obiettivi, classe, scadenze e materiali: il sistema può recuperare queste informazioni dal contesto di Google Classroom.
Google afferma inoltre che i dati vengono elaborati all’interno di Google Workspace for Education e non vengono utilizzati per addestrare i modelli di intelligenza artificiale.
Nei prossimi mesi Google amplierà le attività AI guidate dagli insegnanti in tre aree: Guided Learning, Study Notebooks e NotebookLM.
Il principio è lasciare ai docenti il controllo sulla progettazione dell’esperienza: le attività dovrebbero essere ancorate al curriculum della scuola, invece di lasciare che gli studenti interagiscano con l’AI senza una struttura didattica precisa. Google sostiene che questo approccio permetterà agli insegnanti di vedere più chiaramente che cosa gli studenti hanno realmente compreso e dove sia necessario intervenire.
Nello stesso pacchetto di annunci Google ha indicato anche nuovi strumenti Guided Learning per i Chromebook, progettati per aiutare gli studenti a concentrarsi sui compiti riducendo le distrazioni digitali.
Google ha stretto una partnership con The Princeton Review per offrire nell’app Gemini simulazioni complete e gratuite dei test GRE e ACT. I test saranno accessibili attraverso la funzione Study Notebooks.
Si tratta di una novità rivolta soprattutto alla preparazione ai test standardizzati statunitensi: l’accesso gratuito può ridurre la dipendenza dai tradizionali servizi commerciali di preparazione, che spesso prevedono costi aggiuntivi.
Google ha confermato lo sviluppo di un server proprietario Google Classroom basato sul Model Context Protocol (MCP). L’obiettivo è consentire a piattaforme EdTech esterne di fare riferimento in modo sicuro al contesto di Classroom, mantenendo più unificati i flussi di lavoro scolastici.
MCP è uno standard aperto introdotto da Anthropic nel 2024 per collegare modelli linguistici, strumenti e fonti di dati esterne. L’analogia più usata per descriverlo è quella di una sorta di «USB-C per l’AI»: un’interfaccia comune che facilita il collegamento tra applicazioni diverse.
Esistono già alcuni server MCP di terze parti per Google Classroom, sviluppati come progetti open source. La proposta di Google aggiungerebbe però un’integrazione ufficiale, con il supporto e le garanzie di sicurezza dell’azienda. Per ora non sono stati annunciati né l’elenco delle integrazioni compatibili né una data di lancio precisa: Google parla soltanto dei prossimi mesi.
Accanto ai prodotti, Google.org ha annunciato nuovi finanziamenti per tre partner di lungo periodo: aiEDU, per sviluppare strategie di preparazione all’AI nei distretti scolastici K-12; ISTE+ASCD, per uno studio sul campo sulle valutazioni informate dall’intelligenza artificiale; e Renaissance Philanthropy, a sostegno di iniziative nel settore dell’istruzione.
Questa parte dell’annuncio riguarda investimenti e programmi di supporto a più lungo termine, non nuove funzioni immediatamente disponibili nell’app Gemini o in Classroom.
Alcune informazioni circolate online riguardano in realtà l’edizione precedente della conferenza. In particolare, Gemini for Education, la versione di Gemini pensata per le scuole con modelli premium e protezioni aggiuntive dei dati, era stata presentata a ISTE 2025 e non rappresenta una novità del 2026.
Anche per il server MCP di Google Classroom è importante distinguere tra conferma del progetto e disponibilità effettiva: Google ne ha annunciato lo sviluppo, ma non ha ancora fornito una data di rilascio dettagliata né specificato quali piattaforme esterne potranno collegarsi al servizio.
Per gli studenti, Study Notebooks porta Gemini verso un modello di tutoraggio più strutturato: materiali personali, verifica iniziale e lezioni che si adattano ai progressi. Per gli insegnanti, Classroom in Gemini punta invece a ridurre il lavoro amministrativo e la necessità di fornire ogni volta lo stesso contesto all’AI.
Le funzioni non hanno però tutte la stessa disponibilità. Study Notebooks è stato indicato come gratuito e globale per gli account Google personali, mentre il supporto agli account scolastici gestiti è atteso nei prossimi mesi. Le integrazioni MCP e l’espansione delle attività guidate dagli insegnanti sono ancora in fase di sviluppo.
In sintesi, Google sta cercando di portare l’intelligenza artificiale più vicino ai materiali e agli obiettivi didattici reali: un tutor adattivo per chi studia, un assistente contestuale per chi insegna e, in prospettiva, un collegamento standardizzato tra Google Classroom e l’ecosistema EdTech.